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Paralimpiadi, la 'prima' di San Marino
"Esserci per noi è già una vittoria"

Christian Bernardi, in gara nel getto del peso F 54/55/56, è il primo rappresentante della piccola repubblica dove però il Comitato Paralimpico è ancora in attesa di riconoscimentodi GIANLUCA STROCCHI
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Mai come stavolta il famoso motto decoubertiniano calza a pennello: "Importante è partecipare". Anzi, nel caso di Christian Bernardi esserci vale come e più di una medaglia. Anche se la classifica finale della gara di getto del peso F 54/55/56 lo colloca al 19° e ultimo posto fra i concorrenti scesi in pedana. Poco male, il 42enne atleta è stato infatti il primo sammarinese in assoluto a partecipare ai Giochi Paralimpici: dunque quella del 1° settembre 2012 è una data destinata a rimanere impressa nella storia dello sport (e non solo probabilmente) dell'antica Repubblica, presente nell'edizione dei record delle Paralimpiadi, quelle più grandi di sempre in termini di Paesi rappresentati, di numero di concorrenti, ma anche di spettatori, senza nulla da inviare alle Olimpiadi tenutesi qualche settimana fa nella capitale inglese.

BERNARDI, PRIMO SAMMARINESE ALLE PARALIMPIADI - Tutto esaurito, dunque, all'Olympic Stadium per la regina de…
Mai come stavolta il famoso motto decoubertiniano calza a pennello: "Importante è partecipare". Anzi, nel caso di Christian Bernardi esserci vale come e più di una medaglia. Anche se la classifica finale della gara di getto del peso F 54/55/56 lo colloca al 19° e ultimo posto fra i concorrenti scesi in pedana. Poco male, il 42enne atleta è stato infatti il primo sammarinese in assoluto a partecipare ai Giochi Paralimpici: dunque quella del 1° settembre 2012 è una data destinata a rimanere impressa nella storia dello sport (e non solo probabilmente) dell'antica Repubblica, presente nell'edizione dei record delle Paralimpiadi, quelle più grandi di sempre in termini di Paesi rappresentati, di numero di concorrenti, ma anche di spettatori, senza nulla da inviare alle Olimpiadi tenutesi qualche settimana fa nella capitale inglese.

BERNARDI, PRIMO SAMMARINESE ALLE PARALIMPIADI - Tutto esaurito, dunque, all'Olympic Stadium per la regina degli sport, proprio come accaduto il mese scorso quando i protagonisti erano Usain Bolt e le altre stelle dell'atletica, stavolta con gli applausi degli 80mila sugli spalti anche e soprattutto per quell'unico portacolori del piccolo Stato che sorge sul monte Titano, al confine tra Romagna e Marche. Bernardi, pettorale 2697, è salito sulla speciale sedia per i lanci qualche minuto prima di mezzogiorno della Penisola (un'ora prima Oltremanica), sotto gli occhi anche del segretario generale del Cons, Eros Bologna. E com'era preventivabile ha pagato un po' lo scotto all'emozione: prima una spallata da 4,40 metri, poi al secondo lancio si è migliorato arrivando a 4,54, la misura migliore per lui, visto che poi nel terzo tentativo il peso si è fermato a 4,42. Tutte misure inferiori al 'personale' fatto segnare recentemente negli allenamenti a Montecchio (5,33 metri) e che non gli hanno consentito di effettuare la seconda serie di tre lanci finali, venendo così classificato al 19° posto, in fondo alla graduatoria in questa specialità.

LA SFILATA CON QUELLA BANDIERA BIANCAZZURRA - Ma non è certo questo a togliere il sorriso al portacolori biancazzurro, che mercoledì sera nella cerimonia di apertura della 14ª edizione, elegantissimo come tutta la delegazione del resto negli abiti griffati Ferragamo, aveva fatto sventolare con orgoglio la bandiera ricevuta dalle mani dei Capitani Reggenti (i Capi di Stato sammarinesi, che cambiano ogni 6 mesi) Italo Righi e Maurizio Rattini. Un vessillo, quello del Titano, che martedì pomeriggio era stato innalzato anche nella Piazza del Villaggio Paralimpico durante la 'Welcome Ceremony', con il benvenuto ufficiale ai componenti della delegazione sammarinese da parte del Sindaco del Villaggio Paralimpico, Eva Loeffler, figlia del fondatore delle Paralimpiadi, Ludwig Guttmann (il medico tedesco che era direttore del Centro Nazionale di ricerca sulle lesioni del midollo spinale a Stoke Mandeville, nel Buckinghamshire, ed ebbe l'idea di organizzare una competizione sportiva internazionale per feriti di guerra nel 1948).

"GRAZIE ALLO SPORT MONTAGNE DIVENTANO COLLINE"
- "Anche se non sono riuscito ad esprimermi al meglio delle mie possibilità è stata un'esperienza intensa e credo unica per me  -  sottolinea Christian, comunque sereno -. Per questo desidero ringraziare tutte le persone che mi sono state vicino, a cominciare dai miei familiari e dai componenti dell'associazione Attiva-Mente. E naturalmente i dirigenti del Comitato Paralimpico Sammarinese e gli allenatori che mi hanno seguito nel mio percorso di avvicinamento a questo evento, ma anche i tanti sportivi del nostro Paese che mi hanno incitato, non facendo mai mancare il proprio calore. Ci tengo a sottolineare che l'ho voluto fare per me stesso, ma anche per mandare un segnale importante a tutte le persone che si trovano a convivere con la disabilità. Fare sport infatti aiuta sia sul piano psicologico che su quello fisico. E allora quelle che per noi all'inizio sono delle montagne poi cominciano a diventare colline...".

VERONESI: "ESSERE QUI E' GIA' UNA VITTORIA"
- A ricordare come il risultato passasse in secondo piano in questa prima storica presenza di San Marino alle Paralimpiadi ci pensa, giustamente, anche Daniela Veronesi, a Londra nei panni di capo missione della delegazione sammarinese ma ancora atleta in attività, a 40 anni una delle migliori specialiste della Penisola nelle marathon di mountain bike dopo una brillante carriera nel ciclismo su strada (faceva parte della squadra per le Olimpiadi di Sydney 2000 ma le venne impedito di disputare la corsa olimpica da un regolamento Uci penalizzante per i piccoli Stati, non a caso poi modificato). "Era un appuntamento di tale portata che Christian non è riuscito a viverlo abbassando i livelli di adrenalina - spiega Veronesi, presidente del Comitato Paralimpico sammarinese -. Per le forti emozioni dei giorni scorsi e la tensione in vista di questo debutto ha infatti dormito poco nelle notti precedenti alla gara e ciò ha influito sulla sua prestazione. In ogni caso, comunque, sapevamo che il livello della competizione era altissimo e non potevamo cullare ambizioni particolari. Il poter essere qui alle Paralimpiadi, per la prima volta, dopo tanti sacrifici e difficoltà, era già una vittoria per noi in termini di obiettivo raggiunto e siamo quindi soddisfatti. Siamo convinti che si tratti di una pagina storica per il nostro Paese, come ha evidenziato anche il Segretario di Stato allo Sport, Fabio Berardi, e dal patrimonio di esperienze accumulato a Londra ripartiremo poi nel nostro impegno volto a garantire che anche a San Marino possano praticare sport le persone con qualsiasi tipo di disabilità".

LA QUESTIONE DEL RICONOSCIMENTO IN PATRIA
- Un impegno che necessita adesso di passi concreti da parte delle istituzioni. Già, perché dopo il riconoscimento, quantomeno morale, del lavoro svolto sino ad oggi nell'incontro a tre con il Ministro allo Sport, Fabio Berardi, e il presidente del Cons Angelo Vicini, ora si attende che venga risolta una volta per tutte una situazione quanto meno anacronistica, per non dire paradossale (evidenziata anche dai giornalisti Rai durante la diretta della cerimonia di apertura al momento della sfilata della delegazione del Titano): il Comitato Paralimpico Sammarinese è a Londra, in quanto membro a tutti gli effetti dell'International Paralympic Committee, ma non è riconosciuto formalmente in patria all'interno del panorama sportivo. La speranza è che a sbloccare la situazione contribuisca la visita a San Marino di Luca Pancalli, presidente del Comitato Italiano Paralimpico (e vice presidente del Coni), annunciata per settembre, dopo il rientro dalla capitale inglese (cerimonia di chiusura il 9 settembre). Anche se le immagini di Bernardi in pedana in mondovisione valgono forse più di un qualsiasi documento...