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Barça statistiche da record
Serie A indietro su tutto

I numeri elaborati dalla Panini negli ultimi 9 anni, dalle palle perse, ai tiri in porta, vedono i blaugrana dominatori. Pur con delle eccezioni (Pirlo e Totti) il campionato italiano è in ritardodi STEFANO SCACCHI
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MILANO - L'effetto Barcellona ha cambiato il calcio europeo dell'ultimo decennio. Ma la Serie A fatica ancora a mettersi al passo. Per rendersene conto con la forza dei numeri bisogna consultare le statistiche elaborate da Panini Digital e presentate questa mattina a San Siro nell'ambito del lancio del nuovo album per la Champions League 2012-13 realizzato dalla celebre azienda di figurine di Modena.

Bastano pochi grafici a capire come il gioco di Messi e compagni abbia modificato i parametri del pallone continentale. Negli ultimi 9 anni, il periodo di osservazione scelto perché è nel 2003 che la Champions assume la formula attuale (prima fase a gruppi e poi via all'eliminazione diretta con gli ottavi), sono calate le "palle perse": dal 35% al 30% a partita sul totale dei palloni giocate. Contemporaneamente sono aumentate le conclusioni a rete (da 4,8 a 5,3 a partita) e le reti segnate su azione (dal 68% al 72% del totale). E' invece diminuito il numero dei dr…
MILANO - L'effetto Barcellona ha cambiato il calcio europeo dell'ultimo decennio. Ma la Serie A fatica ancora a mettersi al passo. Per rendersene conto con la forza dei numeri bisogna consultare le statistiche elaborate da Panini Digital e presentate questa mattina a San Siro nell'ambito del lancio del nuovo album per la Champions League 2012-13 realizzato dalla celebre azienda di figurine di Modena.

Bastano pochi grafici a capire come il gioco di Messi e compagni abbia modificato i parametri del pallone continentale. Negli ultimi 9 anni, il periodo di osservazione scelto perché è nel 2003 che la Champions assume la formula attuale (prima fase a gruppi e poi via all'eliminazione diretta con gli ottavi), sono calate le "palle perse": dal 35% al 30% a partita sul totale dei palloni giocate. Contemporaneamente sono aumentate le conclusioni a rete (da 4,8 a 5,3 a partita) e le reti segnate su azione (dal 68% al 72% del totale). E' invece diminuito il numero dei dribbling riusciti: da 10 a 9 a partita.

Non a caso nelle statistiche individuali giganteggiano i fuoriclasse del Barcellona. Il giocatore che negli ultimi nove anni ha gestito più palloni nell'arco di 90' è Xavi (non poteva essere diversamente): 181 nel ritorno della semifinale col Chelsea della scorsa stagione. Da notare che la media di un calciatore normale è 55-56. L'unico in grado di rivaleggiare con lo spagnolo è Andrea Pirlo: 142 palle toccate in Milan-Bruges della Champions 2003-04. Un altro italiano in evidenza è Francesco Totti, secondo dietro a Beckham nella classifica degli assist confezionati in una singola gara: 9 in Roma-Shakhtar dell'annata 2010-11, mentre l'inglese è arrivato a 11 in Real Madrid-Olympiakos 2004-05 (il migliore in un'edizione è stato invece Ronaldinho con 39 assist per il Barcellona Campione d'Europa 2005-06).

In tutte queste statistiche il campionato italiano è indietro rispetto all'ex Coppa Campioni: in Serie A si perdono più palloni, si calcia meno verso la porta, si vedono meno dribbling e si segna meno su azione. Unici primati: più palle perse e più falli fischiati. Ma è anche inevitabile che un torneo nazionale offra cifre meno nobili rispetto alla competizione che mette di fronte le migliori realtà continentali. C'è anche un aspetto più tattico nei grafici della Panini: nel corso degli anni si sono spostate in avanti di tre metri le linee del pressing offensivo e del possesso palla. Anche questa è una conseguenza della rivoluzione blaugrana, una miscela nella quale all'abilità nel palleggio si accompagna la straordinaria organizzazione nel recuperare subito il pallone più vicino possibile alla porta avversaria.

"Bisogna cercare di coniugare questo nuovo modo di giocare a calcio con le caratteristiche del calcio italiano che non è da buttare via", ha commentato Renzo Ulivieri, intervenuto alla presentazione come presidente dell'Associazione allenatori italiani. La propensione all'attacco e l'abilità nella difesa. Tenendo conto che il Barcellona ha insegnato a difendersi nella metà campo avversaria, sempre assediata dal pressing scientifico dei maestri catalani che hanno accorciato di qualche metro il campo di ogni squadra.