La storia

Il boom della scherma
e quel derby in famiglia

Se non cambiano le regole una fra la Di Francisca, la Errigo e la Vezzali non potrà andare a Rio 2016. I piani del presidente Scarso: "I bambini in sala con la pagella"
di FULVIO BIANCHI

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ROMA - La cassaforte dello sport italiano è, da sempre, la scherma. Se ai Giochi olimpici estivi sinora abbiamo vinto 550 medaglie, ben 121 arrivano proprio dalla scherma. La Regina. Il primo sport in assoluto, seguito a distanza da atletica (60 medaglie), ciclismo (58) e pugilato (47). A Londra la scherma ha conquistato 7 medaglie, come a Pechino con un podio femminile tutto azzurro, cosa mai successa in passato. "Sì, ma con un po' più di fortuna potevamo arrivare a 11 medaglie", quasi si rammarica il presidente della Fis, federazione italiana scherma, Giorgio Scarso. "Anche se - spiega - la concorrenza sta diventando sempre più agguerrita: ora non potranno più dire che la scherma è uno sport per poche Nazioni. Se cala la Francia, una storica rivale, ecco che crescono l'Ungheria, l'Africa, la Cina, la Corea del Sud, il Sudamerica...".

Tra quattro anni a Rio sarà ancora più dura.
"C'è da dire che la scherma italiana è ammirata in tutto il mondo e abbiamo, almeno sinora, dei ricambi all'altezza. A livello under 20 siamo fortissimi".
Alle prossime Olimpiadi, per l'alternanza, non ci saranno più fioretto a squadre femminile e sciabola a squadre maschile: una fra la Di Francisca, la Errigo e la Vezzali quindi dovrà stare a casa...
"Spero proprio di no, e le spiego perché: il Cio ha una grande stima della scherma, che è stato fra gli sport di maggior successo televisivo a Londra dopo atletica e nuoto. Per questo cercheremo di convincere il Comitato olimpico a mantenere le due prove a squadre".

Se l'Italia non ci riuscisse, toccherebbe al ranking mondiale stabilire quali due azzurre, fra le prime dodici, meritano di andare ai Giochi: al momento la Di Francisca è davanti alla Errigo, e la Vezzali resterebbe fuori. Al momento. Ma la battaglia fra le tre sarà terribile. La Federscherma a novembre presenterà una ricerca interessante, commissionata alla società Immagine &Sport. Ecco, in anteprima, alcuni dati significativi: il campione rappresentato da quelli che seguono la scherma è caratterizzato prevalentemente dalla presenza di donne, "una caratteristica che lo distingue significativamente dagli appassionati di altre discipline".

La scherma inoltre piace perché è "impegnativa; dedicata a chi ha grande determinazione; comunica stile e prestigio; è "pulita"; è molto competitiva; è corretta; comunica energia; è internazionale; è appassionante e coinvolgente; trasmette valori positivi". Inoltre, il principale elemento che contraddistingue la Federscherma è la capacità di "rappresentare positivamente l'Italia all'estero". Lo conferma il presidente Scarso: "Abbiamo davvero ottimi rapporti con tutti. In Italia, poi, siamo in piena crescita sul territorio, anche a livello giovanile. Ci sono club di scherma a Torino, ad Acireale, a Foligno, a Frascati. Ovunque. I nostri campioni, dalla Vezzali a Montano, sino a Diego Occhiuzzi, sono testimonial eccezionali e questo ci consente di avere sempre più giovani che si avvicinano al nostro sport. Ma noi stiamo attenti: vogliamo che in sala scherma i bambini portino le pagelle. Non tutti d'altronde possono vincere una medaglia olimpica ma noi vogliamo che i ragazzi che si avvicinano alla scherma non siano poi dei falliti nella vita. Lo sport non deve distrarli ma devono essere in grado di conciliare studio e sport. Per noi sono cose molto importanti".

Di scherma si parla sempre molto in occasione dell'Olimpiade, poi cala quasi il silenzio: cosa si può fare per tenere vivo l'interesse?
"E' vero, bisogna fare di più: prendiamo ad esempio la Coppa del Mondo. Dal punto di vista tecnico vale un'Olimpiade ma trova ancora troppo poco spazio sui media. Il prossimo anno avremo cinque tappe in Italia: Torino, Venezia, Legnano, Padova e Bologna. Stiamo studiando qualcosa per fare parlare di scherma anche nel 2013. Anche perché, oltre alla Coppa del Mondo, ci saranno i Mondiali a Budapest e gli Europei a Zagabria. Non ci si ferma mai e già adesso abbiamo iniziato il cammino verso Rio".

Fra i problemi da risolvere quello dei maestri: è naturale che i nostri siano i più richiesti al mondo. Tomassini (allenatore della Vezzali) e Bortolaso (coach della Errigo) sono già finiti all'estero, nei club: ma entrambi potranno lavorare in Nazionale. Il rischio ora viene dalla Russia che ha fatto un'offerta al ct del fioretto, Stefano Cerioni. Ma Scarso non molla la presa. Il 2 dicembre, al Salone d'onore del Coni, intanto si terranno le elezioni della Fis: Scarso, che è anche vicepresidente mondiale, si ricandida. "C'è ancora tanto da fare".