ROMA - Essere Ettore Messina significa non solo essere uno degli allenatori più vincenti della pallacanestro europea ma anche un punto di riferimento per chi questo mestiere lo fa o ha intenzione di farlo. Per questo motivo nel suo 'Basket, uomini e altri pianeti' (add editore) scritto con Flavio Tranquillo, voce del basket di Sky, Messina (ex ct della nazionale italiana e tecnico di Treviso, Virtus Bologna, Real Madrid e Cska Mosca, club dove è tornato quest'anno) racconta non solo l'esperienza vissuta a Los Angeles come assistente del capo allenatore dei Lakers Mike Brown ma affronta, con consigli e ricordi frutto della sua lunga esperienza, anche quegli aspetti con cui un allenatore è chiamato a fare i conti. Un mix che rende il volume qualcosa in più di un semplice diario.
E' un viaggio, quello nel mondo dei Lakers, che inizia con una telefonata. Quella che Messina, in quei giorni in trattativa per diventare nuovo allenatore dell'Olimpia Milano, riceve da Mike Brown, ormai prossimo a diventare allenatore di Los Angeles. L'offerta è di quelle che non si può rinunciare e infatti Messina la coglie al volo. Inizia così la sua avventura americana, che scatta ufficialmente il 9 dicembre del 2011, primo allenamento della stagione dei Lakers. Da quel giorno la vita, sportiva soprattutto, di Messina cambia. E' un viaggio nel viaggio quello che compie il tecnico di Catania, un master, come lo chiama lui. E le novità non sono soltanto tecniche, visto che in America si gioca un basket un po' diverso (per regole) da quello europeo.
Il 'nostro' allenatore vive dal di dentro e in prima persona quei particolari che osservati da migliaia di chilometri somigliano tanto a leggende metropolitane. Come la sfilza di personaggi famosi che si accomodano nel parterre durante le partite dei Lakers (''la partita contro i Grizzlies - scrive Messina - rimarrà nella mia memoria perché a pochi posti di distanza da me sedevano le chilometriche gambe di Rihanna'') oppure il charter, fornito di ogni ben di dio (''a bordo c'è cibo per quattro reggimenti''), che accompagna i Lakers in giro per l'America.
E' una vera e propria full immersion quella che vive Messina nel pianeta Nba, c'è poco tempo per fare il turista, per godersi il sole della California. La valigia è sempre pronta perché i ritmi del campionato americano, nella stagione che il lockout ha reso ancora più compressa, sono quelli che sono, si gioca, si torna in albergo e la mattina successiva si sale sull'aereo per un'altra destinazione.
La stagione dei Lakers vive di tanti (troppi) alti e bassi, le aspettative per una squadra 'condannata' a vincere sono elevatissime, si susseguono le riunioni (che qui si chiamano walkthrough) ma la quadratura del cerchio fatica ad arrivare. Messina guadagna credito nelle considerazioni dello staff tecnico e di conseguenza cresce anche il 'rispetto' dei giocatori nei suoi confronti.
Nel libro c'è ovviamente molto spazio per Kobe Bryant, figura che domina più degli altri il pianeta Lakers. Tra Messina e Kobe, che parla perfettamente l'italiano avendo mosso i primi passi nella pallacanestro nel nostro paese, le chiacchierate diventano col tempo più frequenti e Messina resta praticamente a bocca aperta quando Bryant, dopo una vittoria con New Orleans, gli fa i complimenti per ''i pick-and-roll in transizione che facevi già con Ginobili alla Virtus''.
Un libro che è un piacere leggere per i veri appassionati di questo sport, un racconto dal di dentro che affascina e coinvolge pagina dopo pagina, canestro dopo canestro.
E' un viaggio, quello nel mondo dei Lakers, che inizia con una telefonata. Quella che Messina, in quei giorni in trattativa per diventare nuovo allenatore dell'Olimpia Milano, riceve da Mike Brown, ormai prossimo a diventare allenatore di Los Angeles. L'offerta è di quelle che non si può rinunciare e infatti Messina la coglie al volo. Inizia così la sua avventura americana, che scatta ufficialmente il 9 dicembre del 2011, primo allenamento della stagione dei Lakers. Da quel giorno la vita, sportiva soprattutto, di Messina cambia. E' un viaggio nel viaggio quello che compie il tecnico di Catania, un master, come lo chiama lui. E le novità non sono soltanto tecniche, visto che in America si gioca un basket un po' diverso (per regole) da quello europeo.
Il 'nostro' allenatore vive dal di dentro e in prima persona quei particolari che osservati da migliaia di chilometri somigliano tanto a leggende metropolitane. Come la sfilza di personaggi famosi che si accomodano nel parterre durante le partite dei Lakers (''la partita contro i Grizzlies - scrive Messina - rimarrà nella mia memoria perché a pochi posti di distanza da me sedevano le chilometriche gambe di Rihanna'') oppure il charter, fornito di ogni ben di dio (''a bordo c'è cibo per quattro reggimenti''), che accompagna i Lakers in giro per l'America.
E' una vera e propria full immersion quella che vive Messina nel pianeta Nba, c'è poco tempo per fare il turista, per godersi il sole della California. La valigia è sempre pronta perché i ritmi del campionato americano, nella stagione che il lockout ha reso ancora più compressa, sono quelli che sono, si gioca, si torna in albergo e la mattina successiva si sale sull'aereo per un'altra destinazione.
La stagione dei Lakers vive di tanti (troppi) alti e bassi, le aspettative per una squadra 'condannata' a vincere sono elevatissime, si susseguono le riunioni (che qui si chiamano walkthrough) ma la quadratura del cerchio fatica ad arrivare. Messina guadagna credito nelle considerazioni dello staff tecnico e di conseguenza cresce anche il 'rispetto' dei giocatori nei suoi confronti.
Nel libro c'è ovviamente molto spazio per Kobe Bryant, figura che domina più degli altri il pianeta Lakers. Tra Messina e Kobe, che parla perfettamente l'italiano avendo mosso i primi passi nella pallacanestro nel nostro paese, le chiacchierate diventano col tempo più frequenti e Messina resta praticamente a bocca aperta quando Bryant, dopo una vittoria con New Orleans, gli fa i complimenti per ''i pick-and-roll in transizione che facevi già con Ginobili alla Virtus''.
Un libro che è un piacere leggere per i veri appassionati di questo sport, un racconto dal di dentro che affascina e coinvolge pagina dopo pagina, canestro dopo canestro.