Battendo la Corea del Nord per 4 a 1 (ai calci di rigore), in una partita valida per il torneo King's Cup che si svolge ogni anno in Thailandia, la Svezia si è appena laureata Campione del Mondo.
Per chi, leggendo questa notizia, fosse (giustamente) confuso, vale la pena fare una precisazione essenziale: il titolo conquistato dalla nazionale svedese non è riconosciuto dalla FIFA ed esiste, in realtà, solo per chi crede nel "Campionato del Mondo non ufficiale". Una "competizione" che ha origini antiche - la pensarono, per gioco, i tifosi scozzesi nel 1967 - e che si basa su regole simili a quelle che contraddistinguono il pugilato: a partire dall'esito della prima partita internazionale del 1872 - giocata a Glasgow tra Scozia e Inghilterra (finì 0 a 0, la "rivincita" nel 1873 fu vinta dall'Inghilterra per 4 a 2) - il titolo viene difeso dalla squadra vincente (che dunque diventa campione in carica) finché questa non viene sconfitta. Che siano amichevoli o partite di (vera) Coppa del Mondo poco importa: l'importante è che i match siano riconosciuti dalla FIFA.
Il recente passaggio di mano della coppa "non ufficiale" può essere così ricostruito: prima di cederla alla Svezia, la Corea del Nord l'aveva strappata a novembre 2011 al Giappone, che a sua volta l'aveva conquistata a ottobre 2010 battendo l'Argentina per 1 a 0. Quest'ultima l'ha tenuta virtualmente in bacheca per un mese, dopo aver sconfitto la Spagna a settembre 2010. In quel caso si è verificata una rara coincidenza: le "furie rosse" in quel periodo erano sia i veri Campioni del Mondo in carica sia i Campioni del Mondo "non ufficiali", due titoli conquistati grazie a un solo successo: la vittoria sull'Olanda nella finale del mondiale sudafricano.
Per tenere traccia di tutti questi passaggi il giornalista Paul Brown, autore del libro "Unofficial Football World Champions, ha ideato anche un sito, UFWC (http://www.ufwc.co.uk/), dove vengono riportati di volta in volta i risultati delle partite disputate da chi detiene il titolo non ufficiale. Oltre a una serie impressionante di statistiche che ricostruiscono il cambio di mano non ufficiale della coppa dal 1872 a oggi. Si scopre così che la squadra più forte di tutti i tempi, sulla base del totale dei giorni in cui è stata "Campione del Mondo non ufficiale", è la Scozia, con i suoi 13mila giorni - l'equivalente di 35 anni - difesi attraverso 86 successi. Subito dietro c'è l'Inghilterra (circa 8mila giorni) e l'Argentina (circa 2mila giorni).
In questa speciale classifica l'Italia si piazza al settimo posto (con circa 1000 giorni) in compagnia di Svezia e Germania. Per gli azzurri l'ultima volta da Campioni del Mondo non ufficiali è stata il 22 agosto del 2007, quando la nazionale (all'epoca di Donadoni) rimediò una sconfitta per 3 a 1 da parte dell'Ungheria. L'Italia aveva conquistato il titolo qualche mese prima, a marzo 2007, battendo (per 2 a 0) proprio i primi della classe: gli scozzesi.
Per chi, leggendo questa notizia, fosse (giustamente) confuso, vale la pena fare una precisazione essenziale: il titolo conquistato dalla nazionale svedese non è riconosciuto dalla FIFA ed esiste, in realtà, solo per chi crede nel "Campionato del Mondo non ufficiale". Una "competizione" che ha origini antiche - la pensarono, per gioco, i tifosi scozzesi nel 1967 - e che si basa su regole simili a quelle che contraddistinguono il pugilato: a partire dall'esito della prima partita internazionale del 1872 - giocata a Glasgow tra Scozia e Inghilterra (finì 0 a 0, la "rivincita" nel 1873 fu vinta dall'Inghilterra per 4 a 2) - il titolo viene difeso dalla squadra vincente (che dunque diventa campione in carica) finché questa non viene sconfitta. Che siano amichevoli o partite di (vera) Coppa del Mondo poco importa: l'importante è che i match siano riconosciuti dalla FIFA.
Il recente passaggio di mano della coppa "non ufficiale" può essere così ricostruito: prima di cederla alla Svezia, la Corea del Nord l'aveva strappata a novembre 2011 al Giappone, che a sua volta l'aveva conquistata a ottobre 2010 battendo l'Argentina per 1 a 0. Quest'ultima l'ha tenuta virtualmente in bacheca per un mese, dopo aver sconfitto la Spagna a settembre 2010. In quel caso si è verificata una rara coincidenza: le "furie rosse" in quel periodo erano sia i veri Campioni del Mondo in carica sia i Campioni del Mondo "non ufficiali", due titoli conquistati grazie a un solo successo: la vittoria sull'Olanda nella finale del mondiale sudafricano.
Per tenere traccia di tutti questi passaggi il giornalista Paul Brown, autore del libro "Unofficial Football World Champions, ha ideato anche un sito, UFWC (http://www.ufwc.co.uk/), dove vengono riportati di volta in volta i risultati delle partite disputate da chi detiene il titolo non ufficiale. Oltre a una serie impressionante di statistiche che ricostruiscono il cambio di mano non ufficiale della coppa dal 1872 a oggi. Si scopre così che la squadra più forte di tutti i tempi, sulla base del totale dei giorni in cui è stata "Campione del Mondo non ufficiale", è la Scozia, con i suoi 13mila giorni - l'equivalente di 35 anni - difesi attraverso 86 successi. Subito dietro c'è l'Inghilterra (circa 8mila giorni) e l'Argentina (circa 2mila giorni).
In questa speciale classifica l'Italia si piazza al settimo posto (con circa 1000 giorni) in compagnia di Svezia e Germania. Per gli azzurri l'ultima volta da Campioni del Mondo non ufficiali è stata il 22 agosto del 2007, quando la nazionale (all'epoca di Donadoni) rimediò una sconfitta per 3 a 1 da parte dell'Ungheria. L'Italia aveva conquistato il titolo qualche mese prima, a marzo 2007, battendo (per 2 a 0) proprio i primi della classe: gli scozzesi.