La storia

Dall'infanzia allo scudetto del '74
'Long John' rivive in un libro

A dieci mesi dalla scomparsa, esce "Io sono Giorgio Chinaglia!", scritto da Franco Recanatesi, un'opera che ripercorre tutte le tappe della vita dell'ex numero 9 biancoceleste, simbolo del tricolore conquistato sotto la guida di Tommaso Maestrelli. Con le testimonianze e i ricordi di amici e compagni dell'epoca
di MARCO ERCOLE

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ROMA - È trascorso quasi un anno dalla morte di Giorgio Chinaglia. Quel lutto dello scorso 1° aprile sconvolse tutto il mondo dello sport e di quello della Lazio in particolare. Long John è stato un'icona della storia biancoceleste, simbolo di un'epoca e leader dell'indimenticabile gruppo di "ragazzacci" che riuscì a vincere lo scudetto nel 1974 agli ordini di Tommaso Maestrelli. Su di lui e sul suo mito sono stati scritti molti libri: l'ultimo (ma primo post mortem) è "Io sono Giorgio Chinaglia!" di Franco Recanatesi. E' stato presentato alla stampa presso il Circolo Canottieri Lazio, un'opera che ripercorre tutte le tappe della vita dell'ex numero nove laziale: non ha mai conosciuto mezze misure e così si parte dai racconti della difficile infanzia, passando per l'emigrazione in Gran Bretagna, fino ad arrivare al ritorno in Italia e al nuovo esodo verso gli Stati Uniti. Dai trionfi calcistici e la ricchezza sfrenata, fino al drammatico epilogo in solitudine e miseria. Un libro commovente, pieno di momenti toccanti, che cerca di raccontare i fatti "nella maniera più realistica possibile, in modo da evitare inutili pietismi", sottolinea l'autore.

Una biografia autorizzata dalla famiglia e alla quale hanno collaborato i suoi amici più intimi ed ex compagni di squadra: Giancarlo Oddi, Pino Wilson, Mario Facco, Massimo Piscedda, Sergio Petrelli, Bruno Giordano, Felice Pulici. Erano tutti presenti alla presentazione del libro: "Una vera e propria rimpatriata - spiega Recanatesi - con tutti questi ragazzi con cui ho iniziato la mia carriera di giornalista. Riaverli qui accanto a me in questo momento importante è stato gratificante e poi mi hanno anche aiutato nella stesura di questo libro". Uno per volta, si sono avvicendati sul palco per raccontare qualche aneddoto inedito che ha contraddistinto il loro personale rapporto con Chinaglia. E così, attraverso le parole di Oddi, viene finalmente svelato l'arcano dello storico scherzo fatto a Giorgione, quando i suoi compagni di squadra gli fecero trovare le scarpe attaccate al muro: "Era giusto farlo - ammette con il sorriso l'ex difensore della Lazio scudettata - perché Giorgio aveva preso di petto tutti, dicendo che con il nostro stipendio non potevamo permetterci le sue scarpe, che tra l'altro non si potevano guardare. E così io lasciai la nostra camera aperta di proposito, 'qualcuno' è entrato - ammette guardando Petrelli - e gliele ha prese e inchiodate alla porta. Giorgio era grande in tutto, un guascone. Sono stato fortunato ad averlo conosciuto, ad averci giocato insieme e aver passato tanti anni insieme a lui anche al di fuori del calcio. Era una bellissima persona".

Tante le testimonianze raccolte in questo libro. Che ha raccolto tanti consensi anche presso la famiglia di Chinaglia negli Stati Uniti. Proprio George Junior ha voluto far sentire il proprio affetto attraverso un messaggio: "Ringrazio Franco Recanatesi per aver tenuto vivo lo spirito di papà. Lui è sempre stato orgoglioso di ciò che ha fatto e della gente che gli ha voluto bene. Sono convinto che adesso ci stia guardando dall'alto e stia sorridendo". Proprio a margine della presentazione del libro, inoltre, è stato anche annunciato che la procedura per riportarlo a Roma è ormai in dirittura di arrivo: "Ho parlato recentemente con Connie (la moglie, ndr) - rivela Recanatesi - e mi ha spiegato che entro il mese di febbraio dovrebbe essere possibile riportare la salma di Giorgio in Italia, accanto a quella di Tommaso Maestrelli. Le pratiche burocratiche sembrano essersi sbloccate". Era quello il suo desiderio. Come scrive l'autore nell'ultimo capitolo del libro, Chinaglia lo aveva anche sussurrato a suo figlio negli ultimi struggenti attimi prima della morte. Adesso, Long John sta per essere davvero accontentato.