La storia

Scommesse sul Viareggio: tutto legale
Ma la Federcalcio corre ai ripari

Per il secondo anno consecutivo si può puntare sulle partite del torneo giovanile più famoso in Italia (quote offerte dai più importanti operatori), ma la Figc ha modificato un articolo del Codice di giustizia sportiva, vietando le giocate anche ai tesserati del settore dilettantistico e giovanile. C'è però preoccupazione per l'intervento di operatori del Sud Est asiatico per le gare del campionato Primavera
di STEFANO SCACCHI

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MILANO - Per il secondo anno consecutivo è possibile scommettere sul Torneo di Viareggio, il più famoso torneo di calcio giovanile italiano in corso in questi giorni in Versilia. Le quote sono offerte da molti degli operatori più importanti del nostro Paese, tra questi Snai, Bwin, Eurobet, Unibet: squadra vittoriosa, "over" o "under", finale con o senza gol, quindi le normali puntate che si effettuano anche per le partite dei campionati professionistici, in questo caso applicate alle gare delle giovani promesse del calcio mondiale, ragazzi tra i 17 e i 19 anni. Si tratta di giocate legali perché autorizzate dai Monopoli di Stato ed effettuate da aziende che agiscono osservando le norme previste. Quindi tutt'altra cosa rispetto alle puntate delle quali si parla con sempre maggiore preoccupazione, quelle offerte da operatori del Sud Est Asiatico sulle gare della Primavera e anche degli Allievi Nazionali, provenienti da soggetti che si muovono nell'ombra sfruttando i mille rivoli di internet.

Ma, per quanto legali e rispettose dei regolamenti, le puntate sulle partite del Torneo di Viareggio spingono a una domanda: è opportuno lanciare scommesse sul calcio giovanile? Una risposta è arrivata dalla Figc che è stata costretta a intervenire sulla vicenda perché si è resa conto di una lacuna del Codice di giustizia sportiva. L'ultimo Consiglio federale ha modificato l'articolo 6 del Codice ampliando il divieto di scommesse che finora riguardava solo i tesserati dei club delle Leghe professionistiche su gare Figc, Uefa e Fifa. Il nuovo comma dell'articolo è stato introdotto proprio per evitare che i tesserati delle squadre del Torneo di Viareggio potessero scommettere sulle loro partite senza di fatto infrangere nessuna norma. La versione aggiornata della norma federale prevede che i tesserati del "settore dilettantistico" e del "settore giovanile" non possano "effettuare o accettare scommesse, direttamente o per interposta persona, presso i soggetti autorizzati a riceverle, relativamente a gare  delle competizioni in cui militano le loro squadre" (le scommesse sono per legge già vietate ai minorenni).

Il riferimento ai Dilettanti si è reso necessario per la presenza tra le formazioni partecipanti al Torneo di Viareggio della Rappresentativa giovanile della Serie D. E la frase "gare delle competizioni in cui militano le loro squadre" rappresenta anche una forma di cautela di fronte a possibili ulteriori allargamenti dell'ambito di applicazione delle puntate (è stato introdotto anche il divieto a carico di dilettanti e giovani di effettuare puntate "presso soggetti non autorizzati a riceverle").

Gianni Rivera, presidente del Settore giovanile e scolastico della Figc, spera che questa posizione federale aiuti a capire che è necessario frenare. "Fosse per me eliminerei del tutto le scommesse sullo sport - spiega Rivera - a maggior ragione sulle partite di un torneo giovanile. Anche perché non mi pare che l'aver legalizzato le giocate abbia contribuito a migliorare la situazione. Ormai la cultura del denaro è sempre più dominante all'interno dello sport. Dirò la mia su questo tema se sarà inserito all'ordine del giorno del dibattito federale".

Il presidente dell'Aic, Damiano Tommasi, vive con apprensione il diffondersi delle scommesse nel calcio giovanile. "Le giocate legali possono servire a contenere il fenomeno regolamentandolo - dice l'ex mediano di Nazionale, Roma e Verona - ma sono anche un campanello d'allarme perché dimostrano l'interesse degli scommettitori intorno al calcio giovanile, un mondo all'interno del quale per la giovane età i protagonisti sono più indifesi. Abbiamo notizie da un paio di anni di puntate dal Sud Est Asiatico sul campionato Primavera in situazione nelle quali è difficile dire cos'è legale e cosa non lo è perché tutto passa attraverso siti internet difficilmente controllabili. In questo senso la situazione è pericolosa".