La storia

Roberta Bruni, primatista per caso
"Spero di diventare una stella"

La 18enne neo primatista italiana indoor nel salto con l'asta, rivela di essersi avvicinata alla disciplina per una coincidenza: una supplenza del suo allenatore, Riccardo Balloni, nell'ora di ginnastica. Il modello è la regina Isinbaeva: "Mi colpisce il modo in cui affronta le competizioni, mi farebbe piacere avere la testa che ha lei"
di STEFANO SCACCHI

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MILANO - In volo grazie a una supplenza nell'ora di ginnastica. E' questa coincidenza che ha spinto Roberta Bruni ad avvicinarsi al salto con l'asta, fino a farla diventare, ad appena 18 anni, la primatista italiana assoluta indoor con 4.60, misura stabilita il 17 febbraio scorso ad Ancona. Sulle ali di quella prestazione, la giovanissima atleta laziale - è nata a Nazzano in provincia di Roma ma gareggia per la società studentesca CaRiRi di Rieti - ha anche tentato il record mondiale juniores a 4.63. Per ora l'assalto è fallito con tre nulli, ma l'inseguimento ricomincerà a partire dagli Europei indoor al via il 1° marzo a Goteborg, insieme a Riccardo Balloni, il supplente di quell'ora di ginnastica diventato il suo allenatore.

"Ho iniziato a saltare grazie a Riccardo che era diventato il mio professore di educazione fisica alla scuola media di Poggio Mirteto. Mi ha avvicinato all'atletica e, siccome era istruttore di salto con l'asta, mi sono dedicata a questa disciplina cominciando dai Giochi studenteschi", racconta Roberta con il suo modo di fare spigliato ed esuberante che l'ha già fatta diventare una testimonial ideale: giovedì scorso, ad esempio, ha partecipato a Milano al lancio di un nuovo modello di scarpa della Nike, seguito da una corsa nel nuovo complesso sotterraneo di Porta Nuova.

Il rapporto con Balloni è decisivo nella crescita di questa promessa della nostra atletica: "Tutte le esperienze e le avventure che vivrò insieme a Riccardo saranno meritate. Spero di diventare una stella, ma non so quello che sarà il futuro. Di sicuro darò sempre il massimo come sempre. Ma non dico che l'obiettivo è diventare una star. Succederà se arriveranno i risultati". Di sicuro Roberta fa parte della "nouvelle vague" dell'atletica italiana insieme alla saltatrice in alto Alessia Trost, 19 anni, e allo sprinter Michael Tumi, 23enne: "Questo 2013 ha portato gioventù nella Nazionale assoluta. Siamo tre nuove reclute. Speriamo di non deludere la Federazione che ha cambiato approccio e relazione con gli atleti. Stiamo portando avanti questa nuova generazione", spiega facendo riferimento alla nuova guida della Fidal con Alfio Giomi, presidente al posto di Franco Arese dallo scorso dicembre.

Nelle parole di Roberta, il salto con l'asta viaggia in una dimensione quasi da sogno: "L'aspetto più bello di questa disciplina è nel momento in cui sei in aria. In quegli attimi entri in un mondo completamente diverso e ti distacchi dalla realtà, dimenticandoti dei problemi e di tutto ciò che ti circonda". Negli ultimi anni la principessa di questo regno sospeso è stata la russa Elena Isinbaeva: "Mi affascina la sua prontezza - dice Roberta Bruni - lei è veramente convinta di quello che fa. In alcune occasioni questa sicurezza l'ha tradita. Talvolta i suoi riti, come quello di nascondersi sotto la coperta per più di due ore in gara, l'hanno penalizzata. Però, anche se non sempre ottiene i risultati che vuole, mi colpisce il modo in cui affronta le competizioni. Mi farebbe piacere avere la testa che ha lei". Per chi è abituato a volare in quei secondi dove ti dimentichi di tutto è lecito inseguire anche i miti.