ROMA - Trovare aggettivi per la carriera di Javier Zanetti può essere banale. Ciò invece che è decisamente molto originale è il puntuale anticipo con il quale gli vengono erroneamente fatti battere i record. Il 15 gennaio 2011 in un Inter-Bologna venne celebrato il raggiungimento di Bergomi a quota 519 presenze in serie A con la maglia dell'Inter e scambio di congratulazioni tra i due grandi capitani nerazzurri davanti alle telecamere. Domenica scorsa, sempre contro il Bologna, altre feste con tanto di maglia e fascia commemorativa per le presunte 600 presenze in serie A. Messaggi e congratulazioni da tutti, anche dalla Lega Calcio.
Però non è vero, o almeno non ancora. Nel calcolo presumibilmente fatto dall'Inter e ingiustamente non abbastanza contestato dai media, vengono considerati tre spareggi che non hanno niente a che vedere con la serie A. Al termine del campionato 1998/99 Inter e Bologna si affrontarono in uno spareggio con gare di andata e ritorno: in palio un posto in coppa Uefa. L'Inter era giunta ottava con 46 punti e il Bologna nono con 44 ma la classifica non aveva importanza. Lo spareggio si rese necessario in quanto le finaliste di coppa Italia Fiorentina e Parma erano già qualificate per la Champions League e secondo il regolamento di allora il posto spettava a una delle due semifinaliste battute, Inter e Bologna appunto. I rossoblù si imposero 2-1 sia all'andata che al ritorno e andarono in Europa.
Contare queste due come gare di serie A è un errore. Al limite possono essere considerate come presenze in coppa Italia. Sicuramente vanno nel conto delle partite con la maglia dell'Inter. La stagione successiva l'Inter è di nuovo protagonista di uno spareggio: stavolta in palio c'è un posto in Champions League. Nove giorni dopo la fine del campionato partita secca a Verona tra i nerazzurri e il Parma giunti appaiati al quarto posto. L'Inter vince 3-1 e va ai preliminari. Ma anche questa appendice nulla ha a che vedere con il campionato di serie A. Da sempre gli spareggi non entrano statisticamente nei conteggi se non in quelli di presenze e reti globali dei club ma comunque con la necessità una doverosa specifica, un po' come viene fatto per i playoff e playout in serie B e Lega Pro.
Alcun contenzioso difatti sorge nella questione dei gol in serie A di Roberto Baggio che sono innegabilmente 205, magari 205 più un asterisco, ma non certo 208 considerando quelli segnati negli spareggi sopra citati.
Il campionato finisce dopo 38 partite (in passato dopo 30, 34 o una sola volta 40). Quel che si rende necessario oltre l'ultima giornata non cambia la classifica delle squadre né quella dei marcatori. Come le partite terminate ai rigori che sono considerate pareggi senza che ai realizzatori dei tiri dal dischetto vengano riconosciuti i gol. La festa per Zanetti è stata solo anticipata di tre giornate e se il capitano sarà sempre presente toccherà effettivamente quota 600 in serie A alla 31a in casa contro l'Atalanta. Alla Scala del calcio arrivare in anticipo va bene, ma stavolta è gradita la puntualità.
Però non è vero, o almeno non ancora. Nel calcolo presumibilmente fatto dall'Inter e ingiustamente non abbastanza contestato dai media, vengono considerati tre spareggi che non hanno niente a che vedere con la serie A. Al termine del campionato 1998/99 Inter e Bologna si affrontarono in uno spareggio con gare di andata e ritorno: in palio un posto in coppa Uefa. L'Inter era giunta ottava con 46 punti e il Bologna nono con 44 ma la classifica non aveva importanza. Lo spareggio si rese necessario in quanto le finaliste di coppa Italia Fiorentina e Parma erano già qualificate per la Champions League e secondo il regolamento di allora il posto spettava a una delle due semifinaliste battute, Inter e Bologna appunto. I rossoblù si imposero 2-1 sia all'andata che al ritorno e andarono in Europa.
Contare queste due come gare di serie A è un errore. Al limite possono essere considerate come presenze in coppa Italia. Sicuramente vanno nel conto delle partite con la maglia dell'Inter. La stagione successiva l'Inter è di nuovo protagonista di uno spareggio: stavolta in palio c'è un posto in Champions League. Nove giorni dopo la fine del campionato partita secca a Verona tra i nerazzurri e il Parma giunti appaiati al quarto posto. L'Inter vince 3-1 e va ai preliminari. Ma anche questa appendice nulla ha a che vedere con il campionato di serie A. Da sempre gli spareggi non entrano statisticamente nei conteggi se non in quelli di presenze e reti globali dei club ma comunque con la necessità una doverosa specifica, un po' come viene fatto per i playoff e playout in serie B e Lega Pro.
Alcun contenzioso difatti sorge nella questione dei gol in serie A di Roberto Baggio che sono innegabilmente 205, magari 205 più un asterisco, ma non certo 208 considerando quelli segnati negli spareggi sopra citati.
Il campionato finisce dopo 38 partite (in passato dopo 30, 34 o una sola volta 40). Quel che si rende necessario oltre l'ultima giornata non cambia la classifica delle squadre né quella dei marcatori. Come le partite terminate ai rigori che sono considerate pareggi senza che ai realizzatori dei tiri dal dischetto vengano riconosciuti i gol. La festa per Zanetti è stata solo anticipata di tre giornate e se il capitano sarà sempre presente toccherà effettivamente quota 600 in serie A alla 31a in casa contro l'Atalanta. Alla Scala del calcio arrivare in anticipo va bene, ma stavolta è gradita la puntualità.