BERLINO - Hristo Stoichkov è una leggenda del calcio moderno come pochi altri. Adesso si lancia in politica. Vuole diventare la figura-leader simbolica del movimento di protesta nella sua Bulgaria, nato all'università di Sofia e nei gruppi di universitari e liceali, in lotta contro la miseria, l'emergenza economica e sociale e la corruzione degli oligarchi. Ancora una volta divide gli spalti: alcuni sono entusiasti di lui; altri ricordano la sua amicizia col premier conservatore dimissionario, Bojko Borissov, e sospettano che egli in realtà voglia addomesticare il movimento. In ogni caso, lui si rilancia nella mischia. Nel suo paese, stavolta.
Con Stoichkov il movimento di protesta, e soprattutto la sua componente studentesca, ha adesso un volto e una voce. Magari a rischio di diventare troppo moderato e di finire, tramite il suo testimonial, con l'essere controllabile dal premier dimissionario Borissov e dal suo movimento liberalconservatore ed europeista Gerb. L'associazione ufficiale degli studenti appoggia Stoichkov, altri gruppi no.
STOICHKOV, L'EROE BULGARO DI USA '94
DA WEAH A SHEVCHENKO, QUANDO IL CALCIATORE DIVENTA POLITICO
Tutto è cominciato quando, a fine marzo, Stoichkov in persona si è presentato all'Ateneo Clemente d'Ocrida, la grande università di Sofia. L'iniziativa è stata sua: "Voglio discutere del futuro politico della Bulgaria con i giovani", ha detto presentandosi. Sulle prime il rettore dell'ateneo, Ivan Iltshev, ha tentato di respingerlo, quasi di mandarlo fuori dal campo si potrebbe dire: "Sa, viviamo tempi agitati, vorremmo difendere l'autonomia universitaria dalle fazioni politiche", gli ha detto. Ma un gruppo di studenti ha subito riconosciuto Stoichkov e lo ha invitato a divenire figura simbolica del loro movimento. Chiamato Orlov Most, cioè "ponte delle aquile" dal nome del ponte nel centro della capitale bulgara che è luogo d'appuntamento più consueto delle manifestazioni di protesta.
"Sì, voglio schierarmi con la causa dei giovani, loro vogliono un futuro migliore", ha subito risposto Stoichkov. Che sia sinceramente dalla parte dei ribelli o che invece giochi un suo gioco, di mezzala del premier dimissionario, in fondo cambia poco: è tornato in campo, questa volta in politica. E in un momento confuso, in cui all'eterogeneo movimento di protesta - nato in inverno contro miseria, carovita e corruzione, e che ha portato alla crisi di governo e alle elezioni politiche previste per maggio - i sondaggi danno un 15 per cento di consensi, Hristo la star del calcio magari può fargliene guadagnare molti di più.
Soprannominato dai suoi fans "il pugnale" per la velocità dei suoi attacchi, Hristo Stoichkov ha un passato di calciatore più che glorioso. Ha giocato anche in Italia, nel Parma, ed era nel Barcellona "dream team" costruito da Johann Cruyff. E nessuno dimenticherà mai il suo grande exploit nel 1994, quando ai mondiali di calcio negli Stati Uniti un suo gol eliminò la Germania, una delle squadre più temute. Fino a poco fa, Stoichkov era console onorario bulgaro a Barcellona, divenuta un po' la sua nuova città. Ma col rientro in patria e l'impegno politico, tutto può cambiare per lui, come in una seconda giovinezza.
Con Stoichkov il movimento di protesta, e soprattutto la sua componente studentesca, ha adesso un volto e una voce. Magari a rischio di diventare troppo moderato e di finire, tramite il suo testimonial, con l'essere controllabile dal premier dimissionario Borissov e dal suo movimento liberalconservatore ed europeista Gerb. L'associazione ufficiale degli studenti appoggia Stoichkov, altri gruppi no.
STOICHKOV, L'EROE BULGARO DI USA '94
DA WEAH A SHEVCHENKO, QUANDO IL CALCIATORE DIVENTA POLITICO
Tutto è cominciato quando, a fine marzo, Stoichkov in persona si è presentato all'Ateneo Clemente d'Ocrida, la grande università di Sofia. L'iniziativa è stata sua: "Voglio discutere del futuro politico della Bulgaria con i giovani", ha detto presentandosi. Sulle prime il rettore dell'ateneo, Ivan Iltshev, ha tentato di respingerlo, quasi di mandarlo fuori dal campo si potrebbe dire: "Sa, viviamo tempi agitati, vorremmo difendere l'autonomia universitaria dalle fazioni politiche", gli ha detto. Ma un gruppo di studenti ha subito riconosciuto Stoichkov e lo ha invitato a divenire figura simbolica del loro movimento. Chiamato Orlov Most, cioè "ponte delle aquile" dal nome del ponte nel centro della capitale bulgara che è luogo d'appuntamento più consueto delle manifestazioni di protesta.
"Sì, voglio schierarmi con la causa dei giovani, loro vogliono un futuro migliore", ha subito risposto Stoichkov. Che sia sinceramente dalla parte dei ribelli o che invece giochi un suo gioco, di mezzala del premier dimissionario, in fondo cambia poco: è tornato in campo, questa volta in politica. E in un momento confuso, in cui all'eterogeneo movimento di protesta - nato in inverno contro miseria, carovita e corruzione, e che ha portato alla crisi di governo e alle elezioni politiche previste per maggio - i sondaggi danno un 15 per cento di consensi, Hristo la star del calcio magari può fargliene guadagnare molti di più.
Soprannominato dai suoi fans "il pugnale" per la velocità dei suoi attacchi, Hristo Stoichkov ha un passato di calciatore più che glorioso. Ha giocato anche in Italia, nel Parma, ed era nel Barcellona "dream team" costruito da Johann Cruyff. E nessuno dimenticherà mai il suo grande exploit nel 1994, quando ai mondiali di calcio negli Stati Uniti un suo gol eliminò la Germania, una delle squadre più temute. Fino a poco fa, Stoichkov era console onorario bulgaro a Barcellona, divenuta un po' la sua nuova città. Ma col rientro in patria e l'impegno politico, tutto può cambiare per lui, come in una seconda giovinezza.