La storia

'Castro' al Tolone, fumetti e milioni
Anche il rugby ha il suo Psg

Martin Castrogiovanni, pilone dell'Italrugby, passa dal Leicester al super club che divide la Francia. Tante star alla corte di un patron scomodo ma col fiuto per gli affari: "Vincerò tutto"
di MASSIMO CALANDRI

2 minuti di lettura
PRIMA il canguro, poi la gazzella. Adesso l'orso. Alla fiera del rugby monsieur Mourad è un po' come Phineas Barnum: compra e poi espone, magnifica il suo circo ovale. E vince, incassa, di nuovo investe, rischia, capitalizza. Metamorfico, eccessivo, geniale. Il suo ultimo acquisto è un fenomeno italiano di origine argentina, il pilone Martin Castrogiovanni. Venghino, signori: l'orso Martin è grande e grosso, la forza di dieci uomini, i capelli e la barba di un cavernicolo, il coraggio di una tigre. Mourad Boudjellal lo ha portato via al club inglese del Leicester al termine di una zuffa da caravanserraglio: lo voglio, anzi no, fatemi uno sconto, è vecchio e scoppiato, siete pazzi, me ne vado, un momento, però. Dicono sia stato il fuoriclasse azzurro a pagare il lasciapassare verso il ricco e solare Midi francese, ma forse è un'altra bugia. La sola cosa che conta è che dalla prossima stagione anche "Castro" si unirà alla fantasmagorica compagnia di giro di Tolone: un recinto di attrazioni che neanche il Psg della palla rotonda, con Sua Maestà Jonny Wilkinson e poi Bastareaud detto il Frigorifero, Roussow lo Schiacciasassi sudafricano, Michalak il Bello, "Bakkies" Botha il Cattivo, i fratelli Armitage, "Corcho" Fernandez Lobbe il gigante d'Argentina.

Nell'ultima settimana, il presidente Boudjellal ha annunciato le prossime attrazioni: Drew Mitchell, trequarti della nazionale australiana; Brian Habana, imprendibile ala degli Springbocks; e l'azzurro barbuto, simbolo dell'abrasiva mischia italiana. "Il prossimo anno voglio vincere tutto", giura Mourad-Barnum. Che nel frattempo lo sta già facendo, perché è ai vertici del prestigioso campionato francese e domenica 5 maggio si gioca la semifinale di Heineken, la Champions ovale. Vince, anzi: stravince. Con uno stadio regolarmente esaurito, costretto a calmierare gli abbonamenti a quota 13.000, e un milionario giro d'affari tra marketing e poi introiti dei bar, ristoranti ed hotel legati alla squadra. Una vittoria contro tutto e tutti. Perché monsieur Mourad, 53 anni, origini algerine ed armene, figlio di un camionista, è il simbolo del riscatto dell'altra Francia, odiato ed amato come nessun altro. Da ragazzino vendeva sulle bancarelle di rue Pomet i disegni del fratello Farid, poi ha messo da parte i soldi ed ha aperto una piccola libreria. Alla fine degli anni Ottanta il giovane beur ha acquistato i diritti di un vecchio fumetto, Rahan, ed ha fatto fortuna. Un piccolo impero liquidato nel 2011 per dedicarsi solo al Rugby Club Toulon, rilevato dieci anni fa in ProD2, la serie B francese.

Mourad ha il senso degli affari, comincia comprando vecchi pezzi pregiati (Umaga, Gregan, Mehrtens), li rispolvera come nuovi. È un mercante nato e non ha paura di nessuno: gli rifilano squalifiche storiche per le sue esternazioni contro la "paludata" gestione del rugby francese - "Sodomia arbitrale" è la frase ad effetto per definire l'ennesimo, presunto torto subìto - ma intanto la squadra vince e lui finisce per trascinare con sé tutto il Meridione francese e soprattutto Tolone, tradizionalmente destrorsa e pure un po' razzista. Non si vuole fermare. "Penso all'Italia, che sta innamorandosi del nostro sport. E che ha giovani giocatori molto interessanti. Mi piacerebbe stringere delle collaborazioni con i vostri club. Coinvolgere il pubblico italiano più vicino alla Francia. Abbiamo già organizzato degli incontri in Spagna, sto pensando ad un match di Heineken Cup a Genova, dove hanno giocato anche gli All Blacks. Cominciamo con Castrogiovanni". Il resto è spettacolo, venghino signori.