La storia

In dodicimila sui colli romagnoli
La festa della bici accompagna il Giro

Domenica all'alba una delle Gran Fondo più amate, con le salite a strappo e i suoi scenari unici, parte da Cesenatico. Una valanga di richieste da tutto il mondo e la decisione di ricordare Marco Simoncelli, che nel 2005 lasciò la sua moto per una bicicletta...
di ANGELO MELONE

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UNA 'GRAN FONDO' è natura e fatica; decine di migliaia di giri di pedali e lo scorcio di natura che ti invita a fermarti, che  non ti aspetti e mai vedrai se non su due ruote; risate e bevute nei punti di ristoro e silenzio sulle salite rotto solo dal rumore dei cambi delle bici che cercano di addolcirle. E' la soddisfazione sottile di arrivare in fondo a quei 200 o 150 chilometri con le proprie forze, che non sono forze di atleta puro ma solo di innamorato delle due ruote e di tutto quel che di bello evocano. E con questo la condanna automatica al ridicolo per tutti coloro - troppi - che persino in questo grande gioco riescono a infilare una sostanza dopante, tanto da far cadere le braccia a quegli appassionati che in Romagna come sulle Dolomiti dedicano un pezzo della loro vita a organizzare queste grandi feste della bicicletta.

La prima delle "grandi classiche" della passione ciclistica tricolore - ormai famose in tutto il mondo - prenderà il via all'alba di domenica prossima 19 maggio da Cesenatico, proprio nel pieno del Giro d'Italia. E' la "Nove Colli", 210 chilometri (o 130 nella versione più soft -si fa per dire), giunta alla 43esima edizione sulle strade uniche delle colline romagnole. Nel più lungo i ciclisti dovranno affrontare 3840 metri di dislivello in un tempo massimo di 12 ore, nell'altro 1871 metri di dislivello in un tempo massimo di sette ore e mezza. La vetta più alta è quella di Pugliano, la seconda è Perticara dove si giunge dopo un sali e scendi da Forlimpopoli. E - proprio in mezzo alla gara - lo strappo del Barbotto, con le sue pendenze mozzafiato (incubo prima, poi orgoglio personale di vederne la cima).

Da tutto il mondo hanno fatto a gara - da mesi - per esserci, tanto che il primo giorno utile per iscriversi - lo scorso 3 novembre - il sistema è andato in tilt per il gran numero di tentativi di accesso. E dunque i dodicimila che man mano lasceranno Cesenatico per farvi ritorno qualche ora dopo saranno solo una parte degli appassionati che avrebbero voluto esserci.

Alla partenza atleti di 43 nazionalità differenti, 26 le nazioni europee presenti, 17 nazioni presenti dal resto del mondo. 1422 gli stranieri totali iscritti. Le nazioni europee più presenti: Italia 10.578, Germania 407, Svizzera 303, Gran Bretagna 126, Belgio 88. Ma a sorprendere ancora di più sono i 64 i ciclisti provenienti dal  Canada, i 48 dagli Stati Uniti, e ancora un drappello sudamericano di panamensi, cileni, venezuelani, costaricani, colombiani, messicani peruviani e un atleta della Guyana francese. E infine ben 15 al via i sudafricani ai quali si aggiungono atleti marocchini e tunisini. 8 gli Israeliani, mentre il viaggio più lungo per raggiungere Cesenatico spetta a 13 australiani e 3 neo zelandesi. Il più giovane è un atleta tedesco classe 1998 proveniente dalla Baviera, il più anziano ha 68 anni in più ed è un ciclista messinese nato nel 1930.

E non mancheranno i volti noti. Dal "signore degli anelli" Juri Chechi allo sciatore olimpico e mondiale Cristian Zorzi. Con loro tanti altri, tra i quali Jarno Trulli e la new entry Linus. Uno solo non ci sarà: è Marco Simoncelli, il campione di motociclismo scomparso nel terribile incidente sul circuito di Sepang lo scorso anno. Per ricordarlo gli organizzatori hanno deciso di ritirare il dorsale n. 58. "SuperSic nel 2005 aveva preso parte alla 35ª edizione della granfondo assieme a Marco Melandri - spiega il Presidente del G. C. Fausto Coppi di Cesenatico Alessandro Spada: solo un piccolo gesto simbolico per ricordare un figlio della Romagna scomparso troppo presto".