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Prof del baseball Usa scatenati
Tutti in fila per un baby friulano

Figlio di un italiano e di una giamaicana, si chiama Marten Gasparini, ha 16 anni, gioca interbase ed è cresciuto nel Cervignano. In pole ci sono i Royals, poi Dodgers, Cubs e Mariners. Pronto un milione di dollari, il più alto ingaggio mai speso per un europeo. Homberg: "E' un Derek Jeter in erba" di DIEGO COSTA

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CERVIGNANO - Mentre il baseball italiano difende a Ratisbona con la Unipol Fortitudo Bologna la coppa campioni conquistata un anno fa nella finale derby col Nettuno, l'attenzione internazionale del batti e corri è rivolta su un altro giovanissimo italiano. Alex Liddi, penserete, cioè il ligure che gioca in Major League con la casacca Mariners... Acqua. Allora Maestri, il giovane pitcher che sta conquistando la più ricca delle due leghe professionistiche del Giappone. No, non ci siete. Stiamo parlando di un ragazzino di 16 anni, di sangue caraibico e "focolar furlan", autentica pepita d'oro del Cervignano Baseball. Avete letto bene. Quella di Marten Gasparini, interbase, sembra la favola sportiva dell'anno. Sul ragazzino infatti si sono scatenati gli appetiti di diversi club professionistici della Major. Lo indicano tutti, sebbene non abbia ancora l'età per la patente, come uno dei migliori prospetti mondiali nel suo sport. Al punto che dal Paradiso del baseball, il favoloso mondo della MLB, dicono che a giorni a Gasparini verrà fatta una proposta economica a sette cifre. La più alta che abbia riguardato un italiano che si cimenti con guantone, mazza e palline a cuciture.

Il baseball non è sport, come il calcio, basato su impressioni. Lo scouting tiene conto rigidamente delle cifre e di parametri tecnici (fondati sul rapporto crescita fisica barra velocità barra attitudini ecc. ecc.) che lasciano al caso una percentuale risibile. Del doman non v'è certezza... Ma quasi, se il futuro campione a 16 anni compiuti il 24 maggio scorso è alto 182 cm, pesa 80 chili, batte da entrambi i lati del piatto e ha una velocità tre volte superiore alla misura minima accettata e poco lontana da quella massima. Cosa si aspetta insomma? Il due luglio. E' la data in cui verrà aperta la possibilità di sottoscrivere contratti internazionali. Sembra che gli scout siano già sulla linea di partenza, come si trattasse della maratona di New York. Allo sparo, via.

Negli States le regole in materia sono assai rigide. Impensabile nel loro mondo che, con un mese di anticipo, si possa parlare di affari già conclusi, senza incorrere in sanzioni severe. Perciò le poche informazioni "spionistiche" danno in pole position i Royals di Kansas City, accreditati di un'opzione di vantaggio su altri pretendenti eloquenti: LA Dodgers, Chicago Cubs, Mariners. Nel caso di Marten si dice che il primato che riguarda l'ingaggio più alto speso per un giovane europeo in Major, il tedesco Max Kepler, un esterno mancino (figlio di un polacco e di una texana di S. Antonio, entrambi ballerini a Berlino, e allievo della Steffi Graf Foundation) firmato da Minnesota per una cifra di 800 mila dollari, stia traballando. Si parla di un milione di dollari pronti per il ragazzino friulano, cresciuto in una delle culle del batti e corri nazionale.

Marten è figlio di un italiano e di una esponente della comunità giamaicana di Londra. Il che porta a evocare la storia di Fiona May. Ma il quindicenne che abita a Ruda, non lontano dal confine sloveno, e che parla correntemente italiano e inglese, e che ha praticato anche il calcio e le arti marziali, a undici anni rimase folgorato sulla via di Damasco dallo sport che praticavano gli amici dei Sultan Tigers di Cervignano. A tredici le sue doti indussero i dirigenti locali a indicarlo a Bill Homberg, il padre dell'Accademia di Tirrenia, nonché scout dei Chicago Cubs. "Ho capito subito che se avessimo lavorato un paio di anni sulle sue potenzialità - dice Homberg - Marten sarebbe stato degno di interessare i club pro americani". Così è stato. Marten Gasparini ha lavorato sodo, ha giocato da protagonista i mondiali Under 15 in Messico l'anno passato e non ha sfigurato neppure agli Under 18, pur contro avversari assai più formati di lui. "Non è la potenza la sua dote principale - dice Homberg - ma la velocità. Somiglia, e azzardo, a un Derek Jeter: più che un clean-up vedo in lui un futuro lead off".