ROMA - E' una vita che sembra un romanzo quella di Bert Trautmann, scomparso in Spagna all'età di 89 anni. Un tedesco che subito dopo la seconda guerra mondiale riuscì a farsi amare dagli inglesi. Giocò nel Manchester City per 15 anni, guadagnandosi un posto nella storia soprattutto nella finale di FA Cup del 1956, battendo 3-1 il Birmingham e giocando l'ultimo quarto d'ora nonostante una vertebra del collo rotta nello scontro con un avversario. "Un grande uomo di sport ed un vero gentiluomo, la cui carriera straordinaria resterà per sempre nei libri di storia", lo ha definito il presidente della Federcalcio tedesca, Wolfsgang Niersbach.
Nato a Brema il 22 ottobre 1923, Trautmann fu attratto come molti giovani tedeschi dell'eopca, dagli ideali del Partito Nazista. A 17 anni si arruola nell'esercito e diventa paracadutista. Quindi da poco maggiorenne, viene destinato al fronte orientale. Si ritrova in Ucraina, durante l'attacco all'Unione sovietica, ma la sua unità di mille uomini è quasi sterminata. Si salvano in 100 e lui è uno di questi. Distintosi per il coraggio, merita cinque medaglie al valore, compresa la croce di ferro. Viene mandato in Francia, resta sepolto sotto le macerie di un edificio bombardato, ma ne esce ancora vivo. Mentre tenta di tornare a Brema è catturato dagli americani. Fugge, ma finisce in mano agli inglesi, che lo rinchiudono nel campo di Ashton, nel Lancashire.
Giocare a pallone è uno dei modi più in voga per passare il tempo. Quando, dopo un infortunio, il giovane chiede di andare in porta non sa che la sua vita sta per cambiare per sempre. Finisce la guerra. Nel 1948 Trautmann è libero, ma rifiuta il rimpatrio. Fa il contadino e gioca nella squadra locale, il St.
Helens Town. E' bravo e si sparge la voce di questo ragazzo tedesco agilissimo e senza paura. Il suo nome arriva fino ai dirigenti del Manchester City, che cercano il sostituto del mitico Frank Swift, appena ritiratosi. Per lui però non sono tempi facili. Per i tifosi inglesi quel "nazista", svestita ormai la divisa da parà, è ancora un nemico. Ma Trautmann riuscirà a convincerli del contrario, con coraggio e talento, fino a strappare anche gli applausi degli avversari. Giocherà con i Citizens dal '49 al '64. Nel suo palmares solo quella FA Cup, abbastanza per entrare nella storia. Dal 2005 era nella "Hall of Fame" del calcio inglese.
Nato a Brema il 22 ottobre 1923, Trautmann fu attratto come molti giovani tedeschi dell'eopca, dagli ideali del Partito Nazista. A 17 anni si arruola nell'esercito e diventa paracadutista. Quindi da poco maggiorenne, viene destinato al fronte orientale. Si ritrova in Ucraina, durante l'attacco all'Unione sovietica, ma la sua unità di mille uomini è quasi sterminata. Si salvano in 100 e lui è uno di questi. Distintosi per il coraggio, merita cinque medaglie al valore, compresa la croce di ferro. Viene mandato in Francia, resta sepolto sotto le macerie di un edificio bombardato, ma ne esce ancora vivo. Mentre tenta di tornare a Brema è catturato dagli americani. Fugge, ma finisce in mano agli inglesi, che lo rinchiudono nel campo di Ashton, nel Lancashire.
Giocare a pallone è uno dei modi più in voga per passare il tempo. Quando, dopo un infortunio, il giovane chiede di andare in porta non sa che la sua vita sta per cambiare per sempre. Finisce la guerra. Nel 1948 Trautmann è libero, ma rifiuta il rimpatrio. Fa il contadino e gioca nella squadra locale, il St.
Helens Town. E' bravo e si sparge la voce di questo ragazzo tedesco agilissimo e senza paura. Il suo nome arriva fino ai dirigenti del Manchester City, che cercano il sostituto del mitico Frank Swift, appena ritiratosi. Per lui però non sono tempi facili. Per i tifosi inglesi quel "nazista", svestita ormai la divisa da parà, è ancora un nemico. Ma Trautmann riuscirà a convincerli del contrario, con coraggio e talento, fino a strappare anche gli applausi degli avversari. Giocherà con i Citizens dal '49 al '64. Nel suo palmares solo quella FA Cup, abbastanza per entrare nella storia. Dal 2005 era nella "Hall of Fame" del calcio inglese.