La storia

Bouba, il ragazzino ritrovato
Vendeva ombrelli, ora gioca nel Carpi

Lieto fine per il diciassettenne senegalese. Per un malinteso, arrivato in Italia dopo essere stato contattato dalla società emiliana, si è ritrovato solo e senza punti di riferimento. Ha sbarcato il lunario per cinque mesi nei vicoli del centro stortico genovese, ma quando tutto sembrava perduto, un avvocato ha sistemato le cose. "Ora diventerò un campione" FOTO
dall'inviato MASSIMO CALANDRI

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CARPI - Al terzo allenamento corre e palleggia sicuro, uno-due, gran tiro da fuori. Rete. Il ragazzino ha segnato, ha vinto la sua partita e non importa cosa accadrà tra un mese perché quello che conta è ora: Bouba finalmente ha la sua occasione, nessuno gliela potrà togliere. "Diventerò un campione", giura. E c'è qualcosa nella sua espressione che ti fa credere che sì, è così che deve finire questa incredibile storia. Diciassette anni, promessa del calcio senegalese, Bouba per cinque mesi s'era perso nei vicoli del centro storico genovese. Voleva diventare un campione, invece vendeva ombrelli per sopravvivere. Era stato invitato ufficialmente dal Carpi, club di serie B, ma non aveva avvertito del suo arrivo i dirigenti della squadra. E quel pomeriggio di giugno a Malpensa non c'era nessuno: solo un adolescente che sgranava gli occhi spaventato senza sapere dove andare, che per errore aveva con sé il vecchio numero di telefonino di un dirigente della società emiliana, un cellulare disattivato da tempo. Quando all'aeroporto un connazionale gli ha offerto di andare con lui a Genova, perché forse laggiù - ospite della comunità centroafricana - avrebbe trovato il modo di risolvere i suoi problemi, Bouba ha accettato. Con sé aveva la lettera d'invito del club, un attestato della scuola calcio di Dakar da dove proveniva, il visto per entrare in Italia. E quell'inutile numero di telefonino.

"Continuavo a chiamare, nessuno rispondeva". In estate, nei carruggi se la cava in qualche modo. "Però non mi sono mai arreso. Mi allenavo correndo la notte per la città, e giocando con i miei connazionali". Ad ottobre viene fermato dai carabinieri. Non gli credono, per loro è solo un minorenne senza permesso. "Quando anche loro hanno detto che quei fogli probabilmente erano falsi, ho pensato che forse in Senegal mi avevano truffato. Che qui non c'era nessun club che mi voleva. Volevo solo tornare a casa". Bouba viene ospitato in un albergo della città vecchia, è disperato. Ma la sua pratica finisce tra le mani di Alessandra Ballerini, avvocato esperto in diritto dell'immigrazione. Il legale contatta il Carpi, il club conferma tutto: "Non siamo mai stati avvertiti dell'arrivo del ragazzo in Italia. Tempo fa ci era stato segnalato da un procuratore, avevamo avviato le pratiche per averlo in prova almeno un paio di settimane. I documenti erano a posto, eravamo pronti a pagare il viaggio. Però nessuno si è più fatto avanti, così abbiamo pensato che all'ultimo avesse rinunciato", spiega Roberto Canepa, team manager della squadra emiliana.

La seconda parte di questa empatica, straordinaria vicenda è tutta in discesa: Bouba ottiene un permesso di soggiorno per minore età, nel passato fine-settimana è a Carpi e lunedì fa le visite mediche. "Dal punto di vista atletico, ha una soglia di resistenza altissima", spiega Canepa. Ma è il morale del ragazzino, che è da record. Prima incredulo, poi finalmente felice, Bouba aveva paura di non essere abbastanza allenato: "Invece dicono che sto bene. Però so che posso fare molto di più", sorride. Canepa lo osserva mentre in tuta fa i tradizionali esercizi di riscaldamento. "Bouba è un bravo ragazzo. Educato. Si vede che dentro una voglia fortissima di riuscire". Martedì il primo allenamento con la squadra Primavera guidata da una coppia di allenatori, Galantini e Garzon. Subito un po' titubante, poi sempre più sicuro. "Il talento c'è, bisogna solo dargli il tempo d'ambientarsi. Può giocare prima punta o esterno". A Carpi ha già fatto amicizia con tutti. Dorme in un albergo non lontano dal campo da gioco. "Parla già un discreto italiano, si impegna. Cerca di imparare". Canepa spiega che ci vorrà almeno un'altra settimana, prima che possa essere inserito in squadra per un primo vero test. "Non c'è fretta. Per valutarlo bene vogliamo che sia al massimo della forma". L'avventura di Bouba è appena cominciata. Tra un mese la prova finirà, al Carpi gli diranno se può restare. "Ho sofferto troppo per fallire", dice serio il ragazzo. E' da questi particolari, che si giudica un giocatore.