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Quei pugni al razzismo
che fecero grande Alì

In libreria "Il ring invisibile", biografia visionaria dai contenuti forti di un giovane chiamato Cassius Clay
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La motivazione è tutto. Ti rende forte. Può trasformarti in invincibile. Non senti più il dolore. Insegui solo il tuo traguardo. Hai sempre fame. Non hai mai sete.

Cassius Clay combatteva per Emmett Till. Emmet Till era la sua motivazione. Fortissima. Incrollabile. Sarebbe stato un suo coetaneo, Emmett. Sarebbe stato, già, perchè, ancora adolescente, venne ucciso. Peggio, massacrato. Un assassinio a sfondo razziale.

Bianchi che infierirono su un piccolo nero. Per punirlo di un'offesa, per le loro folli e violente menti, gravissima: avere alzato lo sguardo su una donna bianca. Lui, piccolo nero, non aveva avuto scampo. Il suo volto sfigurato dall'odio. No, nessuno scampo.

Clay prima di diventare Mohammed Alì, prima di diventare il più grande, prima di trasformarsi nell'idolo delle masse. La genesi di un campione mosso da un delitto orrendo, avvenuto il 28 agosto del 1955, in Mississipi, nella cittadina di Money che trasudava pregiudizio, i…
La motivazione è tutto. Ti rende forte. Può trasformarti in invincibile. Non senti più il dolore. Insegui solo il tuo traguardo. Hai sempre fame. Non hai mai sete.

Cassius Clay combatteva per Emmett Till. Emmet Till era la sua motivazione. Fortissima. Incrollabile. Sarebbe stato un suo coetaneo, Emmett. Sarebbe stato, già, perchè, ancora adolescente, venne ucciso. Peggio, massacrato. Un assassinio a sfondo razziale.

Bianchi che infierirono su un piccolo nero. Per punirlo di un'offesa, per le loro folli e violente menti, gravissima: avere alzato lo sguardo su una donna bianca. Lui, piccolo nero, non aveva avuto scampo. Il suo volto sfigurato dall'odio. No, nessuno scampo.

Clay prima di diventare Mohammed Alì, prima di diventare il più grande, prima di trasformarsi nell'idolo delle masse. La genesi di un campione mosso da un delitto orrendo, avvenuto il 28 agosto del 1955, in Mississipi, nella cittadina di Money che trasudava pregiudizio, ignoranza e razzismo. Che poi sono tutti sinonimi del peggio.

L'origine di una straordinaria carriera di un progetto di uomo spinto dalla volontà ferrea di cambiare le cose. Con il suo inimitabile talento: la boxe.

E' l'intenso racconto firmato da Albn Lefranc per 66THA2ND: "Il ring invisibile", un'altra perla di questa collana editrice romana che attraverso lo sport racconta la vita nelle sue mille dolorose, felici, tristi e affascinanti sfaccettature. 

Dati reali e visioni si fondono in questo libro appena uscito per la collana "Attese" (la stessa del romanzo verità sul football americano di Peter Gent, "I mastini di Dallas"). Lefranc, poeta e traduttore francese, usa una scrittura sobria ma, al tempo, densa di contenuti e messaggi per raccontare i tormenti, le angosce ma anche la straordinaria forza del giovane Clay.

Ossessionato da un concetto: la distanza. Mantenere la distanza. La distanza che aveva perso per sempre l'ingenuo Emmett, incapace di allontanarsi dal pericolo. Schiacciato da quei pugni sul suo giovanissimo volto. 

Non doveva succedere. Non sarebbe mai più successo. Il futuro Alì lo giurò a se stesso, lo giurò alla memoria di quel ragazzino ammazzato e sfigurato. "Ascolta Emmett, ascolta la mia promessa: a te che non hai più una faccia, io darò la mia. Andrai per il mondo con i miei occhi e la mia bocca, sotto la protezione dei miei pugni. Non balbetterai più. Il mio silenzio veglierà sulle tue parole insanguinate", si legge nel passaggio-chiave del libro.

Quando Cassius Clay partì nella sua irresistibile conquista del mondo. Per prendere a pugni le ingiustizie e le viltà che lo abitano. Senza consentire a nessuno di avvicinarsi troppo al suo volto, per restituire l'onore sottratto al povero Emmett. Che sarebbe stato un suo coetaneo.
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