La storia

Vincono senza prendere un euro
Al Racing è una questione d'orgoglio

In un calcio milionario in cui i successi si misurano a suon di premi-vittoria, in Spagna fa notizia l'avventura della squadra di Santander, precipitata in terza serie, in Coppa del Re. I giocatori non vengono pagati da mesi ma hanno raggiunto i quarti di finale
di GIORGIO BARATTO

2 minuti di lettura
MADRID - Il calcio spagnolo non è solo Gareth "Mister 100 Miloni" Bale, non è solo l'atteso rinnovo del contratto di Messi e neppure i 17 milioni di Euro a stagione di Cristiano Ronaldo. Il calcio spagnolo è anche una realtà come quella del Racing Santander: una società storica (ha compiuto 100 anni proprio nel 2013) con 44 partecipazioni in prima divisione, un secondo posto come miglior risultato (si parla della stagione 1930/31), una recente partecipazione in Europa League (2008/09), che negli ultimi giorni ha fatto parlare di sé più per notizie che poco hanno a che vedere con il calcio giocato.

"BAMBOLE, NON C'È UNA LIRA" - In due anni il Racing è precipitato dalla Liga alla Segunda B (che corrisponde alla nostra Lega Pro), non è la prima volta che accade a una squadra e non sarà nemmeno l'ultima, ma c'è di peggio: i giocatori non ricevono lo stipendio da tre mesi, causa una dissennata politica dirigenziale. Per protestare, nella partita di andata di Coppa del Re contro l'Almeria, hanno recitato il ruolo delle belle statuine per i primi venti secondi, sono rimasti immobili spiazzando gli stessi avversari. Una situazione esasperata che ha portato i tifosi (se vogliamo chiamarli così) ad assaltare il palco dove sedeva il presidente Angel Lavin che aveva promesso di regolarizzare la situazione per il 31 dicembre. Promessa non mantenuta.

L'ORGOGLIO DEI POVERI - Nessuno si stupirebbe se un gruppo di giocatori trattato così dai propri dirigenti se ne infischiasse dei colori della squadra, dei risultati, dei propri tifosi. Eppure, forse è per questo che ci piacciono tanto le favole, eccola la reazione che nessuno si aspetta. Il Racing è primo in campionato e, cosa ancor più soprendente, si è qualificato per i quarti di Coppa del Re eliminando due squadre di prima divisione (Siviglia e Almeria, nell'ordine). "Sono orgoglioso dei miei ragazzi. - ha detto Paco Fernandez, allenatore del Racing, dopo la qualificazione - Dobbiamo continuare a lavorare senza pensare ad altro, dimostrare che siamo dei professionisti."

LIETO FINE - Il calcio è pieno di storie di piccole cenerentole che contro tutto e tutti riescono ad andare avanti, soprattutto nelle Coppe nazionali. Non sempre arriva un lieto fine, e difficilmente la favola del Racing ne avrà uno, però fa piacere sperare che i giocatori della squadra di Santander possano stupire ancora. Ora in Coppa li aspetta la vincente tra Villarreal e Real Sociedad, rispettivamente quinta e sesta della massima serie, e se la favola continuasse in semifinale gli uomini di Fernandez, con ogni probabilità se la vedrebbero contro il Barcellona di Neymar e Messi, in perfetto stile "La classe operaia va in paradiso", un sfida tra i più pagati e chi lo stipendio non lo vede da mesi. "Quel che ci sta capitando è molto bello, - ha ammesso il tecnico del Racing - però ora dobbiamo pensare alla partita di domenica contro il Guijuelo. C'è in ballo il primato in campionato." Questione di priorità squisitamente sportive, degli stipendi si parlerà più avanti.