MILANO - Un mini-Mondiale dedicata ai ragazzi che lottano contro il diabete di tipo 1. Questo torneo internazionale di calcio, chiamato Diabetes Cup, vivrà la sua tappa italiana al centro sportivo Candido Cannavò dell'Idroscalo di Milano dal 7 al 9 giugno. In quell'occasione si daranno appuntamento 54 ragazzi tra i 10 e i 14 anni provenienti da tutt'Italia e affetti da questa malattia. Saranno formate 6 squadre di 9 giocatori: due gironi e le formazioni vincenti si sfideranno in finale. Per la prima volta parteciperanno anche le ragazze: al calcio d'inizio all'Idroscalo ci saranno 5 calciatrici. I migliori del trofeo nazionale, come una vera e propria rappresentativa azzurra selezionata dalla commissione valutatrice, voleranno in Olanda ad Arnhem per sfidare i vincitori degli altri 11 Paesi che partecipano alla Diabetes Cup. L'appuntamento nei Paesi Bassi sarà ad agosto, dal 22 al 24.
A organizzare questo torneo - patrocinato da Figc, Regione Lombardia, Provincia di Milano e Società italiana di endocrinologia e diabetologia pediatrica - è la Medtronic, multinazionale che opera nel settore medico. Sono sempre più frequenti i tentativi di dimostrare che il diabete può convivere con lo sport praticato a livello anche agonistico. Una speranza in più per ragazzi giovani che così sanno di non dover rinunciare alla loro passione. Uno dei precursori è stato il ciclista Phil Sutherland, affetto da diabete, che ha addirittura fondato un team di ciclismo per i corridori ammalati, non a caso chiamato Team Type 1. E sono affetti dal diabete di tipo 1 anche i giovani calciatori che si sfideranno all'Idroscalo. Il torneo ovviamente ha finalità che vanno oltre il calcio. La tre giorni servirà a parlare dei problemi legati a questa patologia ma anche a dare coraggio ai ragazzi alle prese con le inevitabili controindicazioni legate agli strumenti terapeutici necessari (esistono nuove tecniche per tenere sotto controllo continuo la glicemia che però prevedono l'utilizzo di un microinfusore), ancora più sentite all'inizio dell'adolescenza, il periodo nel quale si trascorre tantissimo tempo insieme ai coetanei.
La strada della competizione sportiva può aiutare proprio ad abbattere le barriere e sentirsi in tutto e per tutto vicini ai propri amici. A margine delle partite ci saranno incontri nei quali, attraverso giochi educativi, pediatri esperti nella cura del diabete cercheranno di confrontarsi con i ragazzi e i loro genitori sulla gestione della malattia. Ma è chiaro che l'attenzione principale sarà sul pallone, come è giusto che sia quando hai tra i 10 e i 14 anni e c'è un mini-Mondiale da affrontare. Non a caso, ogni squadra avrà il nome di una selezione che sarà ai nastri di partenza della competizione iridata al via il 12 giugno: Olanda, Spagna, Germania, Brasile, Camerun e Australia. Tutto sotto gli occhi della mascotte del torneo: un simpatico leoncino, emblema del coraggio, quello che hanno questi ragazzi che lottano contro il diabete inseguendo un pallone.
A organizzare questo torneo - patrocinato da Figc, Regione Lombardia, Provincia di Milano e Società italiana di endocrinologia e diabetologia pediatrica - è la Medtronic, multinazionale che opera nel settore medico. Sono sempre più frequenti i tentativi di dimostrare che il diabete può convivere con lo sport praticato a livello anche agonistico. Una speranza in più per ragazzi giovani che così sanno di non dover rinunciare alla loro passione. Uno dei precursori è stato il ciclista Phil Sutherland, affetto da diabete, che ha addirittura fondato un team di ciclismo per i corridori ammalati, non a caso chiamato Team Type 1. E sono affetti dal diabete di tipo 1 anche i giovani calciatori che si sfideranno all'Idroscalo. Il torneo ovviamente ha finalità che vanno oltre il calcio. La tre giorni servirà a parlare dei problemi legati a questa patologia ma anche a dare coraggio ai ragazzi alle prese con le inevitabili controindicazioni legate agli strumenti terapeutici necessari (esistono nuove tecniche per tenere sotto controllo continuo la glicemia che però prevedono l'utilizzo di un microinfusore), ancora più sentite all'inizio dell'adolescenza, il periodo nel quale si trascorre tantissimo tempo insieme ai coetanei.
La strada della competizione sportiva può aiutare proprio ad abbattere le barriere e sentirsi in tutto e per tutto vicini ai propri amici. A margine delle partite ci saranno incontri nei quali, attraverso giochi educativi, pediatri esperti nella cura del diabete cercheranno di confrontarsi con i ragazzi e i loro genitori sulla gestione della malattia. Ma è chiaro che l'attenzione principale sarà sul pallone, come è giusto che sia quando hai tra i 10 e i 14 anni e c'è un mini-Mondiale da affrontare. Non a caso, ogni squadra avrà il nome di una selezione che sarà ai nastri di partenza della competizione iridata al via il 12 giugno: Olanda, Spagna, Germania, Brasile, Camerun e Australia. Tutto sotto gli occhi della mascotte del torneo: un simpatico leoncino, emblema del coraggio, quello che hanno questi ragazzi che lottano contro il diabete inseguendo un pallone.