CORVARA (Bolzano) - "... il tempo è nostro amico: usiamolo con cura... serve per non dimenticare.
Cosa sarebbe una vita senza ricordi che si possono trasformare in sogni? Probabilmente una vita sprecata...". Sembra strano raccontare un appuntamento di passione e di sport con una riflessione filosofica. Forse unico. Ma le parole con cui il "guru" Michil Costa presenta la 28esima edizione della Maratona delle Dolomiti forse fanno capire più di mille racconti che questo è un appuntamento speciale. Una gara di bici, certo. Ma anche no: una gran fondo che migliaia di persone da tutto il mondo sognano perché - appunto - attorno alla loro fatica il tempo della natura sembra sospeso e - come racconta Michil che questa manifestazione l'ha sognata - quella fatica si trasforma in indimenticabile meraviglia.
Sembra esagerato, ma non lo è. La gran fondo ciclistica forse più affascinante del mondo nasce proprio dallo spirito di meraviglia che le grandi cime delle Dolomiti sanno trasmettere. Certo, in 27 anni si è trasformata in una grande macchina complessa. Ma quell'idea di andare su e giù nel tempo sospeso dei passi celebri e faticati, che ha animato i primi 200 appassionati del 1987, gli organizzatori sono riusciti a tenerlo vivo. E già questa da sola è una vittoria.
FOTOGALLERY: 27 anni di Maratona
Quest'anno in sella alle loro bici (più o meno forti, ma alla fine il tempo che conta è quello della sfida con te stesso) saranno oltre novemila, provenienti da 58 Paesi diversi. Non possono essere di più, perché la "macchina" per gestire il fiume multicolore nelle strade rigorosamente chiuse per un giorno di più non potrebbe sopportarne: le richieste arrivate agli organizzatori da tutto il mondo sono state ben 32.600. Si cimenteranno su tre "famosi" percorsi che - con lunghezze (138, 106 e 55km) e difficoltà diverse - si snodano attraverso celebri passi alpini: Pordoi, Gardena, Sella, Campolongo e ancora Giau, Falzarego, Valparola. Più uno strappo finale di 300 metri, a poco dall'arrivo, con pendenze proibitive che quest'anno ha agitato la vigilia dei partecipanti.
Intorno a loro quasi 1400 volontari delle Valli attraversate per assistere, nutrire. E la scommessa di progetti umanitari mirati. Oltre alla sperimentazione di prodotti ecosostenibili come le borracce biodegradabili che proprio alla Maratona vennero provate dalla Enervit. Ma soprattutto il fascino del silenzio, rotto solo dal rumore delle catene e dei cambi. C'è un concetto che Michil Costa ama ripetere: "Quello che noi vogliamo trasmettere è la capacità di farsi assorbire da quel che c'è intorno. E come, se non in bici o a piedi? E di farlo con dolcezza, non solo con passione. Noi amiamo questo sport e queste montagne e abbiamo l'obbligo di trasmettere questo amore a chi viene a trovarci". La frase chiave dell'edizione di quest'anno è "Il tempo è tuo amico". Sulle strade verso la vetta i novemila avranno il tempo per gustare l'amore per queste montagne ineguagliabili. E per la bici che li porta.
Cosa sarebbe una vita senza ricordi che si possono trasformare in sogni? Probabilmente una vita sprecata...". Sembra strano raccontare un appuntamento di passione e di sport con una riflessione filosofica. Forse unico. Ma le parole con cui il "guru" Michil Costa presenta la 28esima edizione della Maratona delle Dolomiti forse fanno capire più di mille racconti che questo è un appuntamento speciale. Una gara di bici, certo. Ma anche no: una gran fondo che migliaia di persone da tutto il mondo sognano perché - appunto - attorno alla loro fatica il tempo della natura sembra sospeso e - come racconta Michil che questa manifestazione l'ha sognata - quella fatica si trasforma in indimenticabile meraviglia.
Sembra esagerato, ma non lo è. La gran fondo ciclistica forse più affascinante del mondo nasce proprio dallo spirito di meraviglia che le grandi cime delle Dolomiti sanno trasmettere. Certo, in 27 anni si è trasformata in una grande macchina complessa. Ma quell'idea di andare su e giù nel tempo sospeso dei passi celebri e faticati, che ha animato i primi 200 appassionati del 1987, gli organizzatori sono riusciti a tenerlo vivo. E già questa da sola è una vittoria.
FOTOGALLERY: 27 anni di Maratona
Quest'anno in sella alle loro bici (più o meno forti, ma alla fine il tempo che conta è quello della sfida con te stesso) saranno oltre novemila, provenienti da 58 Paesi diversi. Non possono essere di più, perché la "macchina" per gestire il fiume multicolore nelle strade rigorosamente chiuse per un giorno di più non potrebbe sopportarne: le richieste arrivate agli organizzatori da tutto il mondo sono state ben 32.600. Si cimenteranno su tre "famosi" percorsi che - con lunghezze (138, 106 e 55km) e difficoltà diverse - si snodano attraverso celebri passi alpini: Pordoi, Gardena, Sella, Campolongo e ancora Giau, Falzarego, Valparola. Più uno strappo finale di 300 metri, a poco dall'arrivo, con pendenze proibitive che quest'anno ha agitato la vigilia dei partecipanti.
Intorno a loro quasi 1400 volontari delle Valli attraversate per assistere, nutrire. E la scommessa di progetti umanitari mirati. Oltre alla sperimentazione di prodotti ecosostenibili come le borracce biodegradabili che proprio alla Maratona vennero provate dalla Enervit. Ma soprattutto il fascino del silenzio, rotto solo dal rumore delle catene e dei cambi. C'è un concetto che Michil Costa ama ripetere: "Quello che noi vogliamo trasmettere è la capacità di farsi assorbire da quel che c'è intorno. E come, se non in bici o a piedi? E di farlo con dolcezza, non solo con passione. Noi amiamo questo sport e queste montagne e abbiamo l'obbligo di trasmettere questo amore a chi viene a trovarci". La frase chiave dell'edizione di quest'anno è "Il tempo è tuo amico". Sulle strade verso la vetta i novemila avranno il tempo per gustare l'amore per queste montagne ineguagliabili. E per la bici che li porta.