La storia

Tascout, arriva il social per giovani calciatori

Claudio Del Gusto, 26 anni, ha creato una web community per permettere a ragazzi under 18 di mostrare le loro qualità senza barriere sociali, geografiche ed economiche
di ALESSANDRA DACUNTO

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ROMA - Un luogo di incontro tra giovani di tutto il mondo con il sogno del calcio. Una community dove i ragazzi al di sotto dei 18 anni condividano il proprio talento senza barriere sociali, geografiche ed economiche. È la missione di Tascout.com, un social network nuovo e dedicato esclusivamente alle piccole leve del domani. "L'idea mi è venuta guardando cosa è successo al brasiliano Pety, che a soli 13 anni è stato ingaggiato dal Real Madrid grazie ai video caricati dal padre su Youtube", racconta Claudio Del Gusto, 26 anni, abruzzese di Avezzano, fondatore del progetto che partirà dalla fine di agosto.

Non è un caso se il motto di incoraggiamento di Tascout è "La distanza tra sogno e realtà è in un video". "Ho pensato a quanti altri ragazzi di talento ci sono e alle poche possibilità che hanno di essere notati: non esisteva una piattaforma verticale che facesse da vetrina alle loro esperienze calcistiche", spiega Claudio, che ha iniziato a immaginare tutto poco più di un anno fa, dopo uno stage alla S.S. Lazio e una laurea in marketing e comunicazione alla IULM di Milano, conseguita nel 2010. Complici da subito dell'iniziativa l'amico Emanuele Di Biase, tutt'oggi uno dei soci, e i genitori: "Ho ritenuto giusto chiedere ai miei un investimento minore rispetto a una specialistica ma che mi avrebbe dato molta più soddisfazione a livello personale".

Il calcio è sempre stata la passione di Claudio, ma a livello di campo, come tanti ragazzi che sono cresciuti passando le ore a giocare sotto casa. Durante gli studi ha poi maturato la convinzione di voler diventare dirigente sportivo. Non è stato facile mettere su la squadra di Tascout, a partire dagli sviluppatori informatici, che oggi sono Maurizio De Santis e Germano Gabbianelli. Ma alla fine, nel team, hanno tutti meno di trent'anni e ognuno si occupa di un settore: Jacopo Mele è responsabile di marketing e comunicazione, Alberto Bianco è alla parte commerciale, Aura Mele e Nunzia Falco Simeone al settore community e condivisione su altri social.

Non sono mancati gli ostacoli e le resistenze per chi si trova a mettere su un'impresa: "Siamo ancora un Paese scettico nei confronti dell'online che non permette di essere competitivi con le startup mondiali", dice a malincuore Claudio, secondo cui "ai giovani che avviano un'impresa in Italia, almeno nei primi anni, si dovrebbe dare più possibilità di investire le proprie risorse solo per la realizzazione delle proprie idee". La domanda allora è venuta spontanea: perché non far partire Tascout all'estero? "Sono rimasto perché sono affezionato alle nostre radici sportive: quello italiano resta uno dei campionati più importanti al mondo".

Nonostante il percorso tortuoso, Claudio e company non hanno mai pensato di mollare perché sono convinti della validità della loro scommessa. E quando arrivano tanti apprezzamenti dai ragazzi che già seguono la loro pagina Facebook (più di 17 mila like) e i grazie da parte dei genitori perché i loro figli, con Tascout, occupano il tempo con qualcosa di costruttivo, arrivano anche le conferme che è giusto investire su un progetto simile. Che  si propone anzitutto come qualcosa di sano, perché non vuole mettere in competizione i ragazzi ma favorire lo scambio tra di loro. Sano poi perché sprona all'attività sportiva: motore principale della community è la condivisione delle esperienze degli utenti stessi tramite video e foto.

Ma c'è anche un obiettivo educativo: veicolare messaggi contro ciò che macchia l'ambiente del calcio, come razzismo, discriminazione, violenza negli stadi, doping. Esiste poi all'interno del social un sistema di gamification: maggiore è il livello di interazione con gli altri piccoli calciatori, più si conquistano dei trofei (da custodire in un'area apposita del profilo) che danno a ciascuno un livello di popolarità. Il tutto in uno spazio sicuro: attualmente si può aderire alla community solo su invito e gli unici adulti ammessi sono i genitori degli iscritti.