La storia

Trail tra polemiche e squalifiche
Canepa: "Batto gli uomini e dò fastidio"

L'atleta ha già vinto due volte il Tor des Géants, una gara che attraversa 34 comuni della Val d'Aosta ed è considerata "il trail più duro al mondo", con arrivo a  Courmayeur. L'accusa: aver saltato un rifornimento. "Non è vero ma il giudice era al caldo e non mi ha visto"
di GIANLUCA MORESCO

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ROMA - Per puntiglio, per voglia di riscatto, per passione sportiva, per immagine. Ma soprattutto per ristabilire la verità in una storia in cui una burocrazia da "ufficio timbri" ha visto punita una delle atlete più conosciute al mondo nel particolare settore delle gare "Super trail". Stiamo parlando di Francesca Canepa, di Courmayeur, già due volte vincitrice del Tor des Géants, una gara che attraversa 34 comuni della Val d'Aosta ed è considerata "il trail più duro al mondo", con arrivo proprio a  Courmayeur.

L'edizione 2014 si è corsa la prima domenica di settembre e da festa agonistica si è trasformata in vero e proprio caso con la squalifica dell'atleta più attesa. L'accusa mossa alla Canepa è stata quella di avere saltato uno dei punti ristoro a Les Goilles, Cogne, dove il passaggio obbligatorio. Accusa contestata dall'atleta che con la sua squadra ha effettuato un reclamo dettagliato contro la giuria e contro la stessa direzione di gara. Nel ricorso la campionessa chiede "l'accertamento dell'inesistenza dei presupposti della squalifica, l'annullamento della stessa e il ripristino della propria onorabilità, avendo accluso anche prove incontrovertibili che dimostrano la regolarità del transito contestato". Tra queste anche una dichiarazione, sottoscritta da un concorrente, che "esclude totalmente ogni possibilità di irregolarità nella condotta della Canepa". Si tratta dell'americano Nickademus Hollon, 2° classificato quest'anno, che più volte l'atleta ha citato per spiegare il reale svolgimento di quella gara. Il passaggio a Les Goilles sarebbe avvenuto alle cinque del mattino e Hollon sarebbe uscito dalla base vita di Cogne soltanto cinque minuti prima di lei. Lo stesso Hollon aveva confermato di averla incrociata e di aver vista correre in quel tratto di percorso.

"È una vicenda che andava risolta in corso d'opera - spiega ora Francesca Canepa - . La giuria ha commesso un errore grossolano. Soprattutto perché non sono mai stata ascoltata. Né a fine gara, né successivamente. Il caso del punto ristoro mancato - racconta l'atleta - quello dove non risulto essere passata, in realtà è frutto di un disservizio. Una mancata rilevazione. Chi doveva effettuare il rilevamento era all'interno dell'edificio e quindi non mi ha visto effettuare il passaggio al tavolino esterno. Faceva freddo, erano le cinque del mattino, posso capire che si siano distratti rimanendo al coperto, ma almeno avrebbero dovuto vigilare stando alla finestra. Questa è una gara molto conosciuta in Val d'Aosta, io sono stata accusata anche da un atleta di avere preso una macchina. Mi ha calunniato davanti ad altra gente, urlava che avevo barato. Una scena da cinema. Il mio allenatore ha chiamato per avere chiarimenti e la giuria non ha dato alcuna risposta. Poi una segretaria ha preso tempo dicendo al tecnico che sarebbe stato ricontattato. Una bugia: nessuno si è fatto sentire. La verità è che io corro con tempi migliori di quelli degli uomini. Potevo chiudere la gara tra i primi cinque uomini. E anche se siamo in tempi moderni, è un aspetto che ancora piace poco. Io quella gara non l'ho neanche terminata, mi sono ritirata dopo che un commissario di corsa mi ha notificato un procedimento di squalifica. E la gara era in corso. La considero una sorta di induzione al ritiro. Ora so bene che non si può tornare indietro, che la gara è andata. Ma a passare da baro non ci sto. Basterebbero delle scuse". Lo sport è anche questo.