Sorpresa Paderborn: in testa alla Bundesliga
ma non può giocare di notte
La squadra di una piccola città che è capolinea d'una linea di metrò di Hannover, grazie al gol magistrale del suo asso è diventata prima in classifica al fianco del Bayerndal corrispondente ANDREA TARQUINI
BERLINO - Il bello del calcio, si sa, sono gli imprevisti e le sorprese. E' accaduto ieri in Germania: la squadra finora ritenuta modesta, di una piccola città che è capolinea d'una linea di metrò di Hannover, grazie al gol magistrale del suo asso è diventata prima in classifica nella Bunsesliga. Ma ha da risolvere un problema molto serio, un coprifuoco sportivo, per continuare a vincere. Questa è la storia dello SC Paderborn, l'undici dalla maglia blu e nera che appena da pochi mesi è stato promosso dalla seconda alla prima divisione della Bundesliga. E che ieri sera, grazie alla poderosa rete della sua giovane star Moritz Stoppelkamp - un gol da record, pensate, segnato tirando da oltre 82 metri -, è primo in classifica nel campionato dei migliori di Germania. In altre parole, al momento ha sorpassato persino il mitico, fortissimo Bayern Monaco, proprio in un momento in cui il Bayern Monaco è preda sulle polemiche che lo spacca…
BERLINO - Il bello del calcio, si sa, sono gli imprevisti e le sorprese. E' accaduto ieri in Germania: la squadra finora ritenuta modesta, di una piccola città che è capolinea d'una linea di metrò di Hannover, grazie al gol magistrale del suo asso è diventata prima in classifica nella Bunsesliga. Ma ha da risolvere un problema molto serio, un coprifuoco sportivo, per continuare a vincere. Questa è la storia dello SC Paderborn, l'undici dalla maglia blu e nera che appena da pochi mesi è stato promosso dalla seconda alla prima divisione della Bundesliga. E che ieri sera, grazie alla poderosa rete della sua giovane star Moritz Stoppelkamp - un gol da record, pensate, segnato tirando da oltre 82 metri -, è primo in classifica nel campionato dei migliori di Germania. In altre parole, al momento ha sorpassato persino il mitico, fortissimo Bayern Monaco, proprio in un momento in cui il Bayern Monaco è preda sulle polemiche che lo spaccano, sul tema se la gestione e la strategia del nuovo CT Pep Guardiola siano quelle giuste o no.
Come andrà a finire? Tutto è possibile. Non è la prima volta che nel campionato tedesco una squadra vola alla gloria dal nulla, poi ricade nella polvere. Vi ricordate il caso dell'undici di Hoffenheim? Ma non è detto che i giocatori di Paderborn siano così sfortunati. Il ct Wilfried Finke e il manager André Breitenreiter ce la vogliono mettere tutta, per restare in serie A e continuare a far paura ai colossi del calcio federale. Un solo problema li ostacola, crea loro difficoltà di primo piano. L'antica, bellissima città sui 150mila abitanti appena a un passo da Hannover - appunto il suo sistema di trasporto urbano principale è un capolinea della S-Bahn della capitale bassosàssone - è sede vescovile da secoli, ha un duomo splendido e una università con tradizioni gloriose, è centro d'iniziative culturali e politiche moderne ed esemplari come fu nel 1990 la prima mostra sulla persecuzione degli omosessuali sotto la tirannide nazista tra il 1933 e il 1945. Ma ha uno stadio, la Benteler Arena, che per quanto moderno ha un difetto innato insuperabile: per rispetto al silenzio nella zona è vietato giocarci dopo le 22 ora locale e italiana.
E allora, che fare? Così alla lunga non si può andare avanti, dicono vertici e giocatori dello SC Paderborn, e alzano la voce dopo il trionfo galvanizzante di ieri che fa titolo prime su giornali e siti in tutto il Centroeuropa. Da tempo chiedono la costruzione di un nuovo stadio. Ma si sa, in tempi di rigore merkeliano e spending reviews continue, non è facile far sborsare altri soldi ai bilanci pubblici. Se la caccia a sponsor e investitori privati avrà successo o no, è questione aperta. Ovviamente, è una situazione di fatto discriminatoria: immaginatevi se il Bayern Muenchen soffrisse di simili limiti di orario nell'enorme Allianz Arena, quello stadio a forma d'astronave ai margini dell'autostrada che corre verso l'ipermoderno aeroporto della capitale bavarese.
Vedremo, adesso è il momento dell'entusiasmo. "Un gol così lo segni una volta nella vita, ma il fatto che Stoppelkamp ci sia riuscito la dice lunga sulla qualità e le potenzialità della nostra squadra", afferma il manager Andrè Breitenreiter tra giocatori e tifosi in festa, là nella piccola bella città del nordovest dove la squadra di calcio che ora sfida il Bayern fu fondata nel lontano 1907, ai tempi d'oro della Belle époque, quando la Germania imperiale del Kaiser Guglielmo II pensava ancora allo sviluppo industriale, alla cultura, alla sua natura d'impero multietnico, e non a farsi travolgere dall'infido alleato austriaco, dalla Francia che la odiava e dalla Russia espansionista allora come oggi, nella catastrofe dell'inutile strage, la prima guerra mondiale. Ma via, questi sono solo ricordi storici, nessuno augura catastrofi né allo SC Paderborn né al calcio tedesco.
Come andrà a finire? Tutto è possibile. Non è la prima volta che nel campionato tedesco una squadra vola alla gloria dal nulla, poi ricade nella polvere. Vi ricordate il caso dell'undici di Hoffenheim? Ma non è detto che i giocatori di Paderborn siano così sfortunati. Il ct Wilfried Finke e il manager André Breitenreiter ce la vogliono mettere tutta, per restare in serie A e continuare a far paura ai colossi del calcio federale. Un solo problema li ostacola, crea loro difficoltà di primo piano. L'antica, bellissima città sui 150mila abitanti appena a un passo da Hannover - appunto il suo sistema di trasporto urbano principale è un capolinea della S-Bahn della capitale bassosàssone - è sede vescovile da secoli, ha un duomo splendido e una università con tradizioni gloriose, è centro d'iniziative culturali e politiche moderne ed esemplari come fu nel 1990 la prima mostra sulla persecuzione degli omosessuali sotto la tirannide nazista tra il 1933 e il 1945. Ma ha uno stadio, la Benteler Arena, che per quanto moderno ha un difetto innato insuperabile: per rispetto al silenzio nella zona è vietato giocarci dopo le 22 ora locale e italiana.
E allora, che fare? Così alla lunga non si può andare avanti, dicono vertici e giocatori dello SC Paderborn, e alzano la voce dopo il trionfo galvanizzante di ieri che fa titolo prime su giornali e siti in tutto il Centroeuropa. Da tempo chiedono la costruzione di un nuovo stadio. Ma si sa, in tempi di rigore merkeliano e spending reviews continue, non è facile far sborsare altri soldi ai bilanci pubblici. Se la caccia a sponsor e investitori privati avrà successo o no, è questione aperta. Ovviamente, è una situazione di fatto discriminatoria: immaginatevi se il Bayern Muenchen soffrisse di simili limiti di orario nell'enorme Allianz Arena, quello stadio a forma d'astronave ai margini dell'autostrada che corre verso l'ipermoderno aeroporto della capitale bavarese.
Vedremo, adesso è il momento dell'entusiasmo. "Un gol così lo segni una volta nella vita, ma il fatto che Stoppelkamp ci sia riuscito la dice lunga sulla qualità e le potenzialità della nostra squadra", afferma il manager Andrè Breitenreiter tra giocatori e tifosi in festa, là nella piccola bella città del nordovest dove la squadra di calcio che ora sfida il Bayern fu fondata nel lontano 1907, ai tempi d'oro della Belle époque, quando la Germania imperiale del Kaiser Guglielmo II pensava ancora allo sviluppo industriale, alla cultura, alla sua natura d'impero multietnico, e non a farsi travolgere dall'infido alleato austriaco, dalla Francia che la odiava e dalla Russia espansionista allora come oggi, nella catastrofe dell'inutile strage, la prima guerra mondiale. Ma via, questi sono solo ricordi storici, nessuno augura catastrofi né allo SC Paderborn né al calcio tedesco.