LONDRA - Gli stadi inglesi hanno eliminato da anni i posti in piedi: ora gli spettatori sono tutti seduti su comode poltroncine, una misura dettata non solo e non tanto dal comfort, quanto dalla sicurezza dopo le tragedie del passato come quella di Hillsborough, la strage del 1989 in cui 96 tifosi morirono schiacciati nella ressa durante una partita. Ma c'è un fan che da qualche mese guarda in piedi tutte le gare della sua squadra del cuore, e le guarda pure fumando e bevendo una birra, due cose che nelle arene sportive d'Inghilterra non si possono più fare. Il motivo è che Ben Swift non è effettivamente dentro Ashton Gate, lo stadio del Bristol, formazione che milita in League One, il campionato di terza serie, equivalente alla nostra C1, bensì leggermente fuori: per l'esattezza sul tetto di un magazzino per gli attrezzi nel giardino dietro casa sua.
Fino alla scorsa stagione, su quel lato della stadio sorgeva una tribuna, l'East Stand, molto amata dai tifosi locali (perché ci venivano ospitati quelli della squadra avversaria ed era il luogo di cori e qualche volta non solo cori tra fazioni rivali) ma gravemente dilapidata. Così questa estate il club l'ha fatta demolire. I lavori per costruirne una nuova procedono a rilento, sicché finora lo stadio è come un rettangolo a cui manca un lato: tre tribune e uno spazio vuoto, proprio dietro una delle porte. E' una visione inusuale, per gli spettatori. Ma una posizione di grande vantaggio per mister Swift: non deve fare altro che salire in cima al suo magazzino e può godersi le partite gratis, in piedi come ai vecchi tempi, del tutto indisturbato. Il resto dello stadio si è accorto della sua presenza: lo ha ribattezzato East End Shed Man (cioè l'uomo sul magazzino del lato est). E' diventato popolare al punto da avere 1200 follower su Twitter che adesso seguono i suoi commenti sui match come se fosse un importante giornalista sportivo. E oggi l'edizione internazionale del New York Times gli ha dedicato un articolo, portando la sua fama addirittura oltre oceano.
"Non vedo proprio tutto, della partita", ammette l'East End Shed Man. Pur alzandosi in punta di piedi, i gol nella porta sotto il suo magazzino sono parzialmente coperti da una parete di recinzione eretta dal club - altrimenti la gente potrebbe entrare tranquillamente in campo senza pagare il biglietto. Soltanto se una rete viene segnata di testa e finisce nell'angolo più alto della porta, mister Swift è in grado di vederla. Ma vede il resto del match e comunque gode della sua situazione privilegiata: una "camera con vista" sullo stadio, tutta per sé. Non durerà a lungo, perché entro fine campionato il Bristol avrà finito di costruire la nuova tribuna. Intanto però "l'uomo sul magazzino del lato est" ricorda un'era di cui tanti, incluso lo scrittore e tifoso di calcio Nick Hornby, sentono nostalgia, quella di un football più semplice e popolare, anche se più rischioso e meno ricco di quello odierno.
Fino alla scorsa stagione, su quel lato della stadio sorgeva una tribuna, l'East Stand, molto amata dai tifosi locali (perché ci venivano ospitati quelli della squadra avversaria ed era il luogo di cori e qualche volta non solo cori tra fazioni rivali) ma gravemente dilapidata. Così questa estate il club l'ha fatta demolire. I lavori per costruirne una nuova procedono a rilento, sicché finora lo stadio è come un rettangolo a cui manca un lato: tre tribune e uno spazio vuoto, proprio dietro una delle porte. E' una visione inusuale, per gli spettatori. Ma una posizione di grande vantaggio per mister Swift: non deve fare altro che salire in cima al suo magazzino e può godersi le partite gratis, in piedi come ai vecchi tempi, del tutto indisturbato. Il resto dello stadio si è accorto della sua presenza: lo ha ribattezzato East End Shed Man (cioè l'uomo sul magazzino del lato est). E' diventato popolare al punto da avere 1200 follower su Twitter che adesso seguono i suoi commenti sui match come se fosse un importante giornalista sportivo. E oggi l'edizione internazionale del New York Times gli ha dedicato un articolo, portando la sua fama addirittura oltre oceano.
"Non vedo proprio tutto, della partita", ammette l'East End Shed Man. Pur alzandosi in punta di piedi, i gol nella porta sotto il suo magazzino sono parzialmente coperti da una parete di recinzione eretta dal club - altrimenti la gente potrebbe entrare tranquillamente in campo senza pagare il biglietto. Soltanto se una rete viene segnata di testa e finisce nell'angolo più alto della porta, mister Swift è in grado di vederla. Ma vede il resto del match e comunque gode della sua situazione privilegiata: una "camera con vista" sullo stadio, tutta per sé. Non durerà a lungo, perché entro fine campionato il Bristol avrà finito di costruire la nuova tribuna. Intanto però "l'uomo sul magazzino del lato est" ricorda un'era di cui tanti, incluso lo scrittore e tifoso di calcio Nick Hornby, sentono nostalgia, quella di un football più semplice e popolare, anche se più rischioso e meno ricco di quello odierno.