La storia

Mantovani, da Vialli e Mancini ai giovani talenti nelle scuole

Il Torneo Ravano è il torneo di calcio scolastico più grande d'Europa. Non solo partite, ma anche laboratori per spiegare ai bambini anche come rispondere alle domande dei giornalisti. Una lezione di educazione e rispetto, al di là della vittoria finale.
di STEFANO SCACCHI

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MILANO  -  Nelle settimane dedicate alle partite del Torneo di Viareggio iniziato il 2 febbraio, da sempre laboratorio dei nuovi talenti italiani, sono in corso i preparativi per l'organizzazione del torneo di calcio scolastico più grande d'Europa che da questa edizione vivrà momenti da basket Nba. Non solo partite, ma anche laboratori per spiegare ai bambini come rispondere alle domande dei giornalisti, proprio come succede con i giganti dai canestri americani. Una lezione di educazione e rispetto, al di là della vittoria finale. E' il nuovo spirito del Torneo Ravano, la competizione aperta a 5.000 piccoli calciatori delle classi terze, quarte e quinte delle scuole elementari di Genova, Liguria e basso Piemonte, che in occasione della sua 31a edizione torna a essere organizzata dalla famiglia Mantovani. Ludovica, figlia di Paolo ex presidente della Sampdoria Campione d'Italia, ha rilevato la gestione dal club blucerchiato dopo il passaggio di proprietà a Massimo Ferrero seguita da tanti movimenti all'interno del marketing doriano. Così meglio andare sul sicuro nel solco della tradizione della famiglia che lanciò tanti giovani poi capaci di vincere lo scudetto nel 1991.

"E' giusto valorizzare questa eccellenza. Si tratta del torneo scolastico più grande d'Europa. Qualcosa di cui dovrebbe andare orgogliosa tutta la città", dice Ludovica Mantovani che aggiunge questa nuova sfida all'attività di Football Avenue che da alcuni anni si propone di individuare politiche calcistiche utili a rilanciare il nostro calcio. Con uno sguardo speciale all'Inghilterra: "Mi ha impressionato quello che ho visto a Brighton. In occasione della partita con il Leeds nello stadio di casa si vendeva la birra tipica della città della tifoseria ospite. Questo è un modo intelligente di vivere il calcio". Non a caso il Trofeo Ravano non sarà solo pallone e gol. La tensostruttura della Terrazza Mare della Fiera di Genova ospiterà anche sfide di basket, rugby e pallavolo nonché (ultima novità) regate di canottaggio, un modo per vincere lo scetticismo di alcuni presidi nei confronti del mondo del pallone. Andranno in scena anche incontri per approfondire tematiche relative a cucina, alimentazione, corpo, salute, sport e scienza.

E ci saranno due laboratori ai quali Ludovica tiene in modo particolare. "I bambini analizzeranno le loro interviste post-partita per imparare a comunicare con i giornalisti. Immagineranno quale titolo farebbe un quotidiano con le loro dichiarazioni e si alleneranno a usare in modo corretto i social-network perché un errore con questi nuovi strumenti può condizionare per anni. Non perché pensiamo che qualcuno di questi giovanissimi calciatori arriverà in Serie A. Non è questo lo spirito del Ravano. Lo facciamo perché molti di loro da grandi saranno allenatori di settore giovanile, procuratori, dirigenti. E allora è giusto favorire, fin da piccoli, un approccio corretto ed educato alla comunicazione". Poi ci sarà un laboratorio dedicato all'arte della scrittura. "L'idea nasce dall'episodio che portò alla nascita del Torneo Ravano di calcio femminile nel 1987. Una bambina scrisse a mio padre per chiedere di far giocare anche lei e le sue compagne, stanche di limitarsi a guardare i maschi. Venne accontentata. Mi piacerebbe ritrovare quella bimba intraprendente. Spero che, leggendo queste parole, si faccia viva. Quella lettera confermò quello che ci insegnava sempre mio padre. Ci diceva di scrivere tutte le cose importanti che ci capitavano. Data, luogo e il nostro racconto".

Così ai bambini delle scuole genovesi sarà chiesto di scrivere una lettera con la quale convincere il campione preferito a tifare per la loro classe al Ravano. Ludovica Mantovani sa già chi invitare: Vialli, Mancini, Mihajlovic, Zidane, Marco Franceschetti (l'ex sampdoriano che ha aperto una scuola calcio in provincia di Varese) e Zola, modello ideale di calciatore per la figlia del presidente dello scudetto. "Sono contenta che Gianfranco alleni il Cagliari. Lui è il made in Italy al massimo livello". Sinisa invece è la garanzia di continuità con la storia della Sampdoria: "E' serbo come Vujadin Boskov, l'allenatore della Sampdoria Campione d'Italia. Fa rivivere quella strofa dell'inno che tutti portiamo nel cuore. 'Il filo che ci porta dritto a lei', come si canta allo stadio. Ecco, quel filo continua sempre". Giudizio sospeso sul nuovo proprietario del club blucerchiato: "Siamo rimasti sorpresi quando abbiamo visto Ferrero al posto dei Garrone. Ma ho imparato ad aspettare prima di esprimere un giudizio sulle persone. E in questo momento la cosa più importante è vedere che la Sampdoria aiuta la gente di Genova a sorridere. Dopo tutto quello che questa città ha vissuto negli ultimi mesi, è fondamentale trovare motivi di entusiasmo per guardare al futuro con maggiore ottimismo". Aiuteranno a farlo anche quei 5.000 bambini che giocheranno a calcio per dieci giorni a maggio di fronte al mare di Genova.