Esterno giorno, periferia di Nettuno, anno del signore 1969, campo di calcio di Cretarossa, una spianata di pozzolana irregolare con qualche "sercio" di troppo e alcuni ciuffi d'erba misteriosamente alti e misteriosamente duri, ma così duri che sembrava che al loro interno avessero nascosto o dimenticato, per oscure ragioni, una noce di cocco. Le porte erano cinque pezzi di legno non proprio della stessa lunghezza: con un po' di fantasia dovevamo considerarle porte. Si giocavano, ogni estate, due partite, una a fine giugno, una a metà luglio. Da una parte i villeggianti romani, dall'altra i nettunesi compagni di spiaggia dei romani, quelli che ti facevano sentire a casa, a volte ti portavano a giocare a "besbo" sulla sabbia del porto che ancora non era nato, venivano alle feste, presentavano ragazze. La prima partita della stagione era quasi sempre sbilanciata: vincevamo noi romani, alcuni di noi già militavano in squadrette giovanili e poi noi avevamo sempre un portiere discreto, che si portava da Roma pure i guanti, mentre loro schieravano "Tubbo", che non aveva i guanti ma in compenso aveva gli occhiali. I "munelli" nettunesi abbozzavano: "Ng'importa!". Traduzione: "Non ce ne importa". Si tenevano la carta pesante per la partita luglio: "Venimo cò chio fregno, Truerba!". Traduzione: "Veniamo con quel ragazzo, Truerba". Il ragazzo era Bruno Conti.
FOTOSTORIA: LA CARRIERA DI BRUNO CONTI
Lo chiamavano Truerba perché così era noto a Nettuno il padre, che faceva il bombolaro e siccome trasportava le bombole del gas (a Nettuno in quegli anni era ancora difficile avere una casa con i moderni impianti del gas) con una specie di triciclo (immaginate un'ape senza motore), allora lo chiamavano Truerba, distorcendo il cognome del ciclista spagnolo Vicente Trueba, la pulce dei Pirenei. Truerba figlio si presentava al campo con un amico centrocampista, completamente diverso da lui, tale Flamini. Ci massacravano. Il 7-5 dell'andata si trasformava in 1-9. Andava così. Flamini, passo e visione di gioco alla Antognoni (per restare in fenomeni dell'epoca), alzava la testa e lanciava quel "selvaggio" di Truerba, che aveva 14 anni, spalle da uomo e altezza da ragazzino di 10 anni. In più aveva i capelli talmente lunghi che non riuscivamo mai a vedergli la faccia. Era impossibile fermarli. Truerba stoppava il pallone, si faceva largo con le braccia e sparava sinistri all'incrocio. Un paio di volte protestammo perché secondo noi la palla era uscita (non c'era la rete). Ma mentivamo. Finita la partita i due, senza salutare, come fossero due killer, salivano su un motorino scassato e tornavano nel loro silenzio, pieno di talento e di promesse di calcio vero. Più o meno 12 anni dopo, affinato da Liedholm, Truerba sarebbe diventato campione del mondo.
FOTOSTORIA: LA CARRIERA DI BRUNO CONTI
Lo chiamavano Truerba perché così era noto a Nettuno il padre, che faceva il bombolaro e siccome trasportava le bombole del gas (a Nettuno in quegli anni era ancora difficile avere una casa con i moderni impianti del gas) con una specie di triciclo (immaginate un'ape senza motore), allora lo chiamavano Truerba, distorcendo il cognome del ciclista spagnolo Vicente Trueba, la pulce dei Pirenei. Truerba figlio si presentava al campo con un amico centrocampista, completamente diverso da lui, tale Flamini. Ci massacravano. Il 7-5 dell'andata si trasformava in 1-9. Andava così. Flamini, passo e visione di gioco alla Antognoni (per restare in fenomeni dell'epoca), alzava la testa e lanciava quel "selvaggio" di Truerba, che aveva 14 anni, spalle da uomo e altezza da ragazzino di 10 anni. In più aveva i capelli talmente lunghi che non riuscivamo mai a vedergli la faccia. Era impossibile fermarli. Truerba stoppava il pallone, si faceva largo con le braccia e sparava sinistri all'incrocio. Un paio di volte protestammo perché secondo noi la palla era uscita (non c'era la rete). Ma mentivamo. Finita la partita i due, senza salutare, come fossero due killer, salivano su un motorino scassato e tornavano nel loro silenzio, pieno di talento e di promesse di calcio vero. Più o meno 12 anni dopo, affinato da Liedholm, Truerba sarebbe diventato campione del mondo.