ROMA - Novantanove anni portati bene con dieci record realizzati ai campionati mondiali di atletica leggera master a Budapest l'anno scorso. Giuseppe Ottaviani è tutto originale come la sua voglia matta di sbalordire il mondo. Nel salto in alto, corsa, salto triplo e lungo non ci sono rivali terrestri che tengano, soprattutto quelli che gravitano attorno al 1916. A Cassino ha vinto gli assoluti tricolori nel disco e nel lungo. Come la metti, la metti questa storia tutta italiana di lunga vita nelle Marche, il cuore della regione più longeva d'Europa. Giuseppe viene da lontano, dal servizio militare nell'areonautica a Torino come autista. E come autista piovvero sulla sua testa e quella di altri connazionali bombe e miseria. Finita la guerra si trasferì in cerca di fortuna in Francia dove migliorò le abilità sartoriali. Tornato in Italia si sposò con Alba e non si mosse più da Sant'Ippolito, un paesello di 1500 anime a ridosso di Fossombrone, nel nord delle Marche. Per intenderci vicino alla maestosità di Raffaello e la sua Urbino. E lo sport? Qualche traccia da giovane, un po' di giri in bici, delle partite a pallone e corsette in campagna che da queste parti è la cosa più genuina.
Si arriva alla pensione e Giuseppe invogliato dagli amici s'iscrive alla società di atletica di Fossombrone, più per passare il tempo che per svagarsi. Il campione però prende tutto sul serio, anche troppo, vede la televisione legge i giornali specializzati, s'informa. Comincia a ottenere risultati strabilianti e sbalorditivi. Con sua moglie Alba prende la macchina e va a Fossombrone in palestra tre volte la settimana. Poi va al campo di Fano per allenarsi. Tapis roulant, attrezzi e pesi sono il pane quotidiano e lui vola. A Budapest non si fa mancare nulla salto triplo, cento metri salto in lungo, giavellotto e via discorrendo. Prima degli ori aveva ottenuto record europei. È l'atleta più medagliato di sempre nella sua età. Il rettore di Urbino per l'università con corso di laurea in scienze motorie gli fa inaugurare l'anno con la prima lezione. Lui sostiene che lo sport è vita e che la curiosità è un forte stimolo a vivere. Assieme alla prospettiva di Raffaello in questa terra di cultura ed arte si affianca un'altra luce sotto tutti i punti di vista. Giuseppe Ottaviani e il suo mito non hanno più lati oscuri.
Si arriva alla pensione e Giuseppe invogliato dagli amici s'iscrive alla società di atletica di Fossombrone, più per passare il tempo che per svagarsi. Il campione però prende tutto sul serio, anche troppo, vede la televisione legge i giornali specializzati, s'informa. Comincia a ottenere risultati strabilianti e sbalorditivi. Con sua moglie Alba prende la macchina e va a Fossombrone in palestra tre volte la settimana. Poi va al campo di Fano per allenarsi. Tapis roulant, attrezzi e pesi sono il pane quotidiano e lui vola. A Budapest non si fa mancare nulla salto triplo, cento metri salto in lungo, giavellotto e via discorrendo. Prima degli ori aveva ottenuto record europei. È l'atleta più medagliato di sempre nella sua età. Il rettore di Urbino per l'università con corso di laurea in scienze motorie gli fa inaugurare l'anno con la prima lezione. Lui sostiene che lo sport è vita e che la curiosità è un forte stimolo a vivere. Assieme alla prospettiva di Raffaello in questa terra di cultura ed arte si affianca un'altra luce sotto tutti i punti di vista. Giuseppe Ottaviani e il suo mito non hanno più lati oscuri.