La storia

Non solo gol, quando i musei del calcio diventano un business

Al Real si alzano Coppe e si acquistano fuoriclasse anche grazie al museo. Tra le voci che portano cifre a parecchi zeri nel bilancio del club spagnolo, c'è El Museo, non ancora ultimato ma che già produce profitti. Oltre 1,5 milioni di euro previsti per il 2015

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ROMA - Al Real Madrid si alzano Coppe e si acquistano fuoriclasse anche grazie al museo. Tra le voci che portano cifre a parecchi zeri nel bilancio del club spagnolo, di nuovo il club più ricco del mondo nell'eterna sfida, anche fuori dal rettangolo di gioco, con il Barcellona, c'è El Museo, non ancora ultimato ma che già produce profitti. Oltre 1,5 milioni di euro previsti per il 2015. E 1,2 milioni di visitatori nel 2014, oltre 400 mila in più rispetto all'anno precedente. El Museo è il terzo più visitato nella capitale spagnola, alle spalle del Museo Reina Sofia (2,6 mln di visitatori) e del Museo Prado (circa 2,5 mln di visitatori).

Scalzato invece il Thyssen Bornemitza. Per i turisti, meglio i cimeli, memorabilia, trofei oppure foto delle vecchie glorie madrilene nel Tour Bernabeu, da Alfredo Di Stefano a Ferenc Puskas, sino a Zinedine Zidane o Cristiano Ronaldo, piuttosto che le opere del Rinascimento italiano o alla pittura moderna. Un successo imprenditoriale per il club, che diversifica, non conta solo sulle cascate di euro che arrivano dal merchandising, dalla vendite delle casacche di Cristiano Ronaldo o Gareth Bale in tutto il mondo o dalla cessione milionaria dei diritti televisivi. Ma anche un grido d'allarme per diverse associazioni di curatori di mostre della capitale,  puristi ora preoccupati per il flusso incontrollabile di turisti che preferiscono il calcio all'arte. Certo, sui conti del Museo del Real Madrid ha pesato parecchio l'arrivo della Decima, Champions League che Florentino Perez aveva promesso con il suo nuovo incarico da presidente madridista, attesa 11 anni, neppure sfiorata con José Mourinho in panchina (due semifinali) poi arrivata contro l'Atletico Madrid l'anno scorso nella finale di Lisbona.

Oltre quattromila visitatori in poche ore sfilavano nella sala Reyes de Europa per ammirare il trofeo vinto da Carlo Ancelotti e i suoi campioni. Ma i visitatori possono anche ammirare alcune testimonianze storiche, come l'incontro della squadra con Re Alfonso XIII, dopo la quale il nome della società cambiava nome, da Madrid Club de Futbol a Real Madrid, per la benedizione ricevuta dal sovrano. Il prossimo obiettivo del Real Madrid è portare più visitatori al Museo, raggiugendo e superando in tempi brevi il Barcellona. Il Camp Nou Experience, la casa d'arte del club catalano, con 1,6 mln di visitatori l'anno è più visitato di quello del Museu Picasso, mentre il 6% dei turisti sbarca nella capitale della Catalogna per un giretto al Camp Nou e al museo culè, con il club di Messi che ha sviluppato un App che porta il turista nel Camp Nou Experience attraverso uno smartphone. Tecnologia e storia del calcio a braccetto, con il mondo Barça che incide per l'8% sul turismo globale e sul 54% delle attività, hotel, ristoranti, negozi, prodotte dal settore. Secondo una stima di Deloitte, il Barcellona porterebbe nelle casse pubbliche 219 mln di euro l'anno con un impatto economico per la città da 760 mln di euro, l'1,2% del pil, con 15 mila posti di lavoro prodotti. Cifre reali ma non lo raccontate alla dirigenza dei blancos...