Granfondo Roma, è la vera festa della bicicletta
di ANGELO MELONEIl 9, 10, 11 ottobre nella Capitale il trionfo della bici in tutte le sue sfaccettature. Evento agonistico amatoriale, ma anche pedalata cicloturistica o in bici d'epoca, raduno per amanti di "bici a scatto fisso" e tanto altro
Dire che si pedala nello scenario più bello del mondo (come - per la corsa - recita qualsiasi articolo che parli della celebre maratona) è facile. Più ambizioso l'obiettivo del gruppo di appassionati che tre anni fa iniziò a chiedersi perché Roma non potesse ospitare anche una grande manifestazione ciclistica di massa. Si dette una risposta e fece il primo esperimento. La risposta era: bisogna spingere i romani a innamorarsi della bicicletta e dimostrare che è una straordinaria opportunità non soltanto per lo sport, ma anche per la vita quotidiana e per il turismo. L'esperimento che ne derivò è stata la prima Granfondo di Roma.
Tantissimi in gara dal Colosseo ai Castelli e ritorno. Quasi non era nemmeno una sorpresa, bastava farlo. E farlo con una organizzazione che cercasse di non lasciare spazio all'improvvisazione. La foto con la scia di maglie dai toni giallorossi (la stessa per tutte le migliaia di partec…
Tantissimi in gara dal Colosseo ai Castelli e ritorno. Quasi non era nemmeno una sorpresa, bastava farlo. E farlo con una organizzazione che cercasse di non lasciare spazio all'improvvisazione. La foto con la scia di maglie dai toni giallorossi (la stessa per tutte le migliaia di partec…
Dire che si pedala nello scenario più bello del mondo (come - per la corsa - recita qualsiasi articolo che parli della celebre maratona) è facile. Più ambizioso l'obiettivo del gruppo di appassionati che tre anni fa iniziò a chiedersi perché Roma non potesse ospitare anche una grande manifestazione ciclistica di massa. Si dette una risposta e fece il primo esperimento. La risposta era: bisogna spingere i romani a innamorarsi della bicicletta e dimostrare che è una straordinaria opportunità non soltanto per lo sport, ma anche per la vita quotidiana e per il turismo. L'esperimento che ne derivò è stata la prima Granfondo di Roma.
Tantissimi in gara dal Colosseo ai Castelli e ritorno. Quasi non era nemmeno una sorpresa, bastava farlo. E farlo con una organizzazione che cercasse di non lasciare spazio all'improvvisazione. La foto con la scia di maglie dai toni giallorossi (la stessa per tutte le migliaia di partecipanti) che lambisce i Fori fa il giro del mondo.
Una bella Granfondo, gara per appassionati da ricordare. Ma non era, per i suoi ideatori, il traguardo finale per la domanda che li aveva mossi. Ci hanno impiegato due anni (intanto la gara si è corsa ancora e con ancor più partecipanti), infinite serie di riunioni e contatti - anche qualche delusione - per arrivare all'annuncio di qualche mese fa nella "sala ovale" del Coni insieme al suo presidente: il 9,10, 11 ottobre a Roma ci sarebbe stata una festa della bicicletta in tutte le sue sfaccettature. La Granfondo Campagnolo non è più una gara di ciclismo. O, meglio, diventa una manifestazione, in cui un evento agonistico amatoriale si affianca a una pedalata cicloturistica, a una pedalata con bici d'epoca, a un raduno per amanti di "bici a scatto fisso" e ad altri piccoli e grandi appuntamenti organizzati all'interno di un vero e proprio "villaggio della bicicletta" aperto per tre giorni nello stadio di Caracalla.
A questo punto ci siamo. Oggi via alla festa oggi, con l'apertura del Villaggio della Bicicletta, appunto, alle Terme di Caracalla. Con una sorpresa finale che può diventare una strada da seguire in tante manifestazioni amatoriali: la gara per gli amatori, di fatto, non avrà una classifica: è una "gara-non gara" nella quale verranno cronometrati solo i tempi che ognuno impiegherà nelle salite ai Castelli. Per il resto, "prendetevela con comodo". Per l'enorme mondo del ciclismo amatoriale, una proposta spiazzante.
E dunque. La Granfondo si snoderà domenica lungo un percorso di 120 km con 1700 metri di dislivello, immersi nella storia del Colosseo, dei Fori Imperiali, della città barocca, per poi dirigersi fuori città ai Castelli Romani fino al lago di Albano, per far ritorno alle Terme di Caracalla. La classifica - dicevamo - non darà diritto ad alcuna premiazione. Verranno premiati i primi tre uomini e donne di categoria delle cronoscalate; le prime cinque squadre con più partecipanti che taglieranno insieme il traguardo; le prime cinque squadre della classifica a squadre. "Siamo amatori e vogliamo tornare a divertirci - spiega Santilli, guida dell'organizzazione -. In questo modo si stroncano sul nascere tutte le mire agonistiche di chi interpreta le granfondo come un territorio di caccia di piccola gloria, anche a prezzo della propria salute e con mezzi che farebbero sorridere se non fossero tragici".
A seguire la pedalata In bici ai Castelli. E qui l'altra novità: è aperta a tutti e ad ogni tipo di bicicletta, anche a pedalata assistita (le cosiddette "bici elettriche", anche se il termine non è esatto). Si pedala su un percorso inizialmente identico a quello della granfondo, dal quale si divide dopo la salita panoramica del lago di Albano. Una sosta culinaria per rifocillarsi a Marino e via a Roma per tagliare lo stesso spettacolare traguardo. Pensata per gruppi di amici e famiglie o ciclisti che hanno una preparazione di base minima ma tanta voglia di partecipare ad un'esperienza assolutamente unica.
A fianco la rievocazione del ciclsmo d'epoca con L'Imperiale, the Appian Way. Per i tanti che vogliono provare la sensazione di stare in sella a biciclette d'acciaio come quelle di Binda, Girardengo, Bartali, Coppi. Potranno farlo, con bici d'epoca, nella pedalata storica aperta a tutti e che prevede, in esclusiva per questi appassionati, la percorrenza dell'intera Appia Antica, come avveniva nel Giro del Lazio di tanti anni fa.
Infine la particolarità della maglia. La scelta di chiedere a tutti di indossare la stessa maglia non è solo per regalare una suggestione visiva unica. Gli organizzatori sono convinti che sia un modo per richiamare l'attenzione sul tema centrale della sicurezza del ciclista - di qualsiasi ciclista - soprattutto del numero sempre più grande che fa della bicicletta il suo mezzo di spostamento quotidiano.
E qui siamo tornati a quella idea iniziale che aveva fatto immaginare questa manifestazione. La lasciamo spiegare alle parole di chi la ha pensata: "Roma in bicicletta è un'altra dimensione, si vivono tempi diversi che non sono necessariamente più lenti di quelli del traffico motorizzato. La bicicletta permette spostamenti rapidi o, ancora meglio, evita di passare proprio tra le auto. A fare una prova, sui propri spostamenti abituali, molti romani potrebbero avere la sorpresa di andare più veloci persino che con lo scooter. E dove non arriva la bicicletta tradizionale potrebbe arrivare quella a pedalata assistita in una città che certo non è piatta".
Gli ingredienti ci sono tutti. E a fare da sottofondo, ricordano caparbiamente che la scommessa parallela è recuperare e far rivivere anche i grandi appuntamenti ciclistici della Capitale, anni fa famosi in tutto il mondo. A partire da quel Gran Premio della Liberazione che in questo 2015 - nel suo 70esimo anniversario - era destinato a chiudere, e che loro stessi collaborando con la più antica bottega ciclistica cittadina ( i Lazzaretti) sono riusciti a tenere in vita.
Tantissimi in gara dal Colosseo ai Castelli e ritorno. Quasi non era nemmeno una sorpresa, bastava farlo. E farlo con una organizzazione che cercasse di non lasciare spazio all'improvvisazione. La foto con la scia di maglie dai toni giallorossi (la stessa per tutte le migliaia di partecipanti) che lambisce i Fori fa il giro del mondo.
Una bella Granfondo, gara per appassionati da ricordare. Ma non era, per i suoi ideatori, il traguardo finale per la domanda che li aveva mossi. Ci hanno impiegato due anni (intanto la gara si è corsa ancora e con ancor più partecipanti), infinite serie di riunioni e contatti - anche qualche delusione - per arrivare all'annuncio di qualche mese fa nella "sala ovale" del Coni insieme al suo presidente: il 9,10, 11 ottobre a Roma ci sarebbe stata una festa della bicicletta in tutte le sue sfaccettature. La Granfondo Campagnolo non è più una gara di ciclismo. O, meglio, diventa una manifestazione, in cui un evento agonistico amatoriale si affianca a una pedalata cicloturistica, a una pedalata con bici d'epoca, a un raduno per amanti di "bici a scatto fisso" e ad altri piccoli e grandi appuntamenti organizzati all'interno di un vero e proprio "villaggio della bicicletta" aperto per tre giorni nello stadio di Caracalla.
A questo punto ci siamo. Oggi via alla festa oggi, con l'apertura del Villaggio della Bicicletta, appunto, alle Terme di Caracalla. Con una sorpresa finale che può diventare una strada da seguire in tante manifestazioni amatoriali: la gara per gli amatori, di fatto, non avrà una classifica: è una "gara-non gara" nella quale verranno cronometrati solo i tempi che ognuno impiegherà nelle salite ai Castelli. Per il resto, "prendetevela con comodo". Per l'enorme mondo del ciclismo amatoriale, una proposta spiazzante.
E dunque. La Granfondo si snoderà domenica lungo un percorso di 120 km con 1700 metri di dislivello, immersi nella storia del Colosseo, dei Fori Imperiali, della città barocca, per poi dirigersi fuori città ai Castelli Romani fino al lago di Albano, per far ritorno alle Terme di Caracalla. La classifica - dicevamo - non darà diritto ad alcuna premiazione. Verranno premiati i primi tre uomini e donne di categoria delle cronoscalate; le prime cinque squadre con più partecipanti che taglieranno insieme il traguardo; le prime cinque squadre della classifica a squadre. "Siamo amatori e vogliamo tornare a divertirci - spiega Santilli, guida dell'organizzazione -. In questo modo si stroncano sul nascere tutte le mire agonistiche di chi interpreta le granfondo come un territorio di caccia di piccola gloria, anche a prezzo della propria salute e con mezzi che farebbero sorridere se non fossero tragici".
A seguire la pedalata In bici ai Castelli. E qui l'altra novità: è aperta a tutti e ad ogni tipo di bicicletta, anche a pedalata assistita (le cosiddette "bici elettriche", anche se il termine non è esatto). Si pedala su un percorso inizialmente identico a quello della granfondo, dal quale si divide dopo la salita panoramica del lago di Albano. Una sosta culinaria per rifocillarsi a Marino e via a Roma per tagliare lo stesso spettacolare traguardo. Pensata per gruppi di amici e famiglie o ciclisti che hanno una preparazione di base minima ma tanta voglia di partecipare ad un'esperienza assolutamente unica.
A fianco la rievocazione del ciclsmo d'epoca con L'Imperiale, the Appian Way. Per i tanti che vogliono provare la sensazione di stare in sella a biciclette d'acciaio come quelle di Binda, Girardengo, Bartali, Coppi. Potranno farlo, con bici d'epoca, nella pedalata storica aperta a tutti e che prevede, in esclusiva per questi appassionati, la percorrenza dell'intera Appia Antica, come avveniva nel Giro del Lazio di tanti anni fa.
Infine la particolarità della maglia. La scelta di chiedere a tutti di indossare la stessa maglia non è solo per regalare una suggestione visiva unica. Gli organizzatori sono convinti che sia un modo per richiamare l'attenzione sul tema centrale della sicurezza del ciclista - di qualsiasi ciclista - soprattutto del numero sempre più grande che fa della bicicletta il suo mezzo di spostamento quotidiano.
E qui siamo tornati a quella idea iniziale che aveva fatto immaginare questa manifestazione. La lasciamo spiegare alle parole di chi la ha pensata: "Roma in bicicletta è un'altra dimensione, si vivono tempi diversi che non sono necessariamente più lenti di quelli del traffico motorizzato. La bicicletta permette spostamenti rapidi o, ancora meglio, evita di passare proprio tra le auto. A fare una prova, sui propri spostamenti abituali, molti romani potrebbero avere la sorpresa di andare più veloci persino che con lo scooter. E dove non arriva la bicicletta tradizionale potrebbe arrivare quella a pedalata assistita in una città che certo non è piatta".
Gli ingredienti ci sono tutti. E a fare da sottofondo, ricordano caparbiamente che la scommessa parallela è recuperare e far rivivere anche i grandi appuntamenti ciclistici della Capitale, anni fa famosi in tutto il mondo. A partire da quel Gran Premio della Liberazione che in questo 2015 - nel suo 70esimo anniversario - era destinato a chiudere, e che loro stessi collaborando con la più antica bottega ciclistica cittadina ( i Lazzaretti) sono riusciti a tenere in vita.