La storia

L'irriducibile Howe: "La tv mi attrae, ma il mio obbiettivo è Rio"

Tormentato dagli infortuni, l'ultimo poco prima del mondiale pechinese, il talento italoamericano non molla e riprende dalla Svezia il cammino per provare ad andare alle Olimpiadi in Brasile. Ormai è un star della tv, ma il richiamo dell'atletica va oltre tutto

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Non c’è tempo da perdere. Troppi rinvii, tanti infortuni hanno fatto soffrire Andrew Howe che lascia aperte le porte alla speranza. Il prossimo anno non si scherza e sarà decisivo per il futuro del campione italiano che si sta preparando per Rio e il mondiale Indoor di Portland negli Stati Uniti. Ufficialmente si cominceranno a dare giudizi importanti a marzo ma per l’italiano tutto ricomincerà a ottobre in Svezia, sotto la guida del trainer personale, lo svedese Yannich Tregaro. Howe ha già azzerato i disastri della stagione passata quando il 27 luglio gli si è riacutizzato uno strappo al quatricipete, lo stesso incidente che un mese prima l’aveva fatto preoccupare. Mancava poco ai mondiali  il talento di Rieti è stato costretto ad accellerare la preparazione per trovarsi pronto per la massima competizione. Invece ancora una volta ha ammainato bandiera bianca, il crac è stato evidenziato da una risonanza magnetica che ne ha decretato l’impossibilità di essere convocato. Come mai tutti questi infortuni, ci sono problemi che non possono più essere risolti? Andrew non drammatizza e pur non accampando scuse tende a farsi una ragione su tutto: “Siamo rimasti molto male io e il mio allenatore. Ma si sa che l’atletica non perdona i muscoli sono sempre sollecitati al massimo e basta un calo di condizione o qualche affaticamento per restare fermi al palo”.

Il giovanotto, comunque, l’ha presa più che bene e invece delle competizioni ha impegnato il tempo agostano in una visita lampo al Summer Jamboree di Senigallia nelle Marche e un saluto al suo amico Sandro Assenti dei Bagni Andrea di San Benedetto del Tronto. Relax e sole tanto per buttare alle spalle l’irrimediabile danno che il fato gli aveva procurato. Si riprenderà al chiuso da Goteborg, dove al riparo delle temperature rigide del nord Europa, Howe s’impegnerà sulle corse veloci e sui salti per potenziare e rendere più agili le sue prestazioni sul salto in lungo. Ormai dal 2014 il reatino si è tuffato a capofitto su questa competizione che gli ha regalato le maggiori soddisfazioni nella carriera, rinunciando alle prestazioni sulla velocità, risparmiando energie utili per migliorare le performance sulle gara che più gli si addice. Sono lontani i tempi in cui ancora bambino veniva seguito con affetto da sua madre Renée Felton che per mantenere la famiglia si era trasformata in fisioterapista prima e poi trainer personale dopo. Sono anche passati i momenti in cui fu scoperto da Andrea Milardi, il “prof” artefice della nascita dell’atletica leggera a Rieti e colui che dirottò Andrew da un probabile provino con l’Empoli, all’atletica che conta.

Infortuni a parte, ormai Howe sta diventando anche una star delle pubblicità televisive e quasi quasi la sirena ammaliatrice della Tv potrebbe deconcentrare Howe che però ribadisce: “Adesso il mio impegno è tutto per l’atletica, per il mondiale indoor e le Olimpiadi, quando appenderò le scarpette al chiodo mi potrei dedicare alla televisione. Ma per ora non ho ricevuto richieste né tanto meno le sto cercando nuove proposte in questo settore”. Che sia la stagione buona lo potrà stabilire solo il tempo e gli infortuni ai quali l’atleta italiano ha fatto l’abitudine negli ultimi anni.