Il pallone non ha religioni, o forse è abbastanza grande e democratico da racchiuderle tutte, senza distinzioni. E allora può rendere realtà una piccola utopia: un campo di calcio a Gerusalemme dove riunire i bambini di confessioni diverse. Oltre le barriere, oltre le divisioni, nel cuore della Città Vecchia, a pochi passi dal Muro del Pianto. Il sogno che prende corpo è dell'associazione Assist for Peace, l'idea è di Luca Scolari, avvocato d'affari, una passione per lo sport. Ha lanciato una raccolta fondi per la realizzazione del Jerusalem Sports Playground, un campo aperto a tutti nell'oratorio di una scuola armena e gestito da un frate ortodosso per consentire ai bambini della città di ritrovarsi a giocare.
L'idea, visionaria, ha conquistato subito il consenso di grandi campioni dello sport che hanno girato un video per promuoverla. "I support the Jerusalem Sports Playground", ripetono Sebastian Vettel e Valentino Rossi, Federica Pellegrini e Danilo Gallinari, Nole Djokovic e Giovanni Soldini, Carlo Ancelotti e Javier Zanetti, tutti in campo per sostenere la raccolta fondi e la costruzione di questa struttura. Ma l'obiettivo di Assist for Peace, adesso, è un altro, ancora più alto: convincere Papa Francesco a realizzare su quel campo un incontro inter-religioso con i bambini della città e tutti i campioni che sostengono l'iniziativa. Un momento per parlare di sport e di pace. A Gerusalemme. "E' un'idea forte, di profondo significato, ma ha trovato ampi consensi - racconta Scolari - al punto che i fondi per la realizzazione del campo sono stati quasi completamente raccolti e i lavori potranno partire a breve. Ora siamo proposti qualcosa di più, l'obiettivo è avere la presenza del Papa".
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Javier Zanetti, uno degli sportivi più impegnati a sostegno dell'iniziativa, ha scritto una lettera: "Quando Luca Scolari mi ha parlato di quest'idea, di un playground aperto a bambini di ogni razza e religione, mi è sembrato di tornare bambino anch'io. Ognuno di noi ha cominciato la sua carriera di sportivo in un luogo aperto a tutti: pensare di poter garantire la stessa opportunità ai bambini di Gerusalemme è un'idea che mi fa venire la pelle d'oca. La mia speranza è che in questo oratorio possa nascere un campione, un esempio di vita. Sarebbe fantastico realizzare un incontro con Papa Francesco con campioni di tutti gli sport".
L'idea, visionaria, ha conquistato subito il consenso di grandi campioni dello sport che hanno girato un video per promuoverla. "I support the Jerusalem Sports Playground", ripetono Sebastian Vettel e Valentino Rossi, Federica Pellegrini e Danilo Gallinari, Nole Djokovic e Giovanni Soldini, Carlo Ancelotti e Javier Zanetti, tutti in campo per sostenere la raccolta fondi e la costruzione di questa struttura. Ma l'obiettivo di Assist for Peace, adesso, è un altro, ancora più alto: convincere Papa Francesco a realizzare su quel campo un incontro inter-religioso con i bambini della città e tutti i campioni che sostengono l'iniziativa. Un momento per parlare di sport e di pace. A Gerusalemme. "E' un'idea forte, di profondo significato, ma ha trovato ampi consensi - racconta Scolari - al punto che i fondi per la realizzazione del campo sono stati quasi completamente raccolti e i lavori potranno partire a breve. Ora siamo proposti qualcosa di più, l'obiettivo è avere la presenza del Papa".
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Javier Zanetti, uno degli sportivi più impegnati a sostegno dell'iniziativa, ha scritto una lettera: "Quando Luca Scolari mi ha parlato di quest'idea, di un playground aperto a bambini di ogni razza e religione, mi è sembrato di tornare bambino anch'io. Ognuno di noi ha cominciato la sua carriera di sportivo in un luogo aperto a tutti: pensare di poter garantire la stessa opportunità ai bambini di Gerusalemme è un'idea che mi fa venire la pelle d'oca. La mia speranza è che in questo oratorio possa nascere un campione, un esempio di vita. Sarebbe fantastico realizzare un incontro con Papa Francesco con campioni di tutti gli sport".