Si chiama Concussion uno dei film più attesi dal pubblico americano e più temuti dalla Nfl. Racconta una storia vera ed esplora una vicenda per troppo tempo rimasta colpevolmente in secondo piano: i danni (gravi) al cervello subiti da alcuni giocatori di football americano.
Una vicenda che sta costando molti soldi alla National football league (ci sono diverse cause e alcuni atleti o loro parenti sono stati già risarciti, se può esserci un risarcimento per persone scomparse o gravemente ammalate dopo gli scontri in campo) e sulla quale, inutile stare a girarci attorno, si gioca il futuro dello sport più diffuso negli States (e ormai in gran parte dell'America latina e in Europa). E la notizia è che lo vedremo in Italia a marzo col titolo Zona d'ombra.
La Sony Pictures ha messo in rete già da qualche mese un efficace trailer in lingua originale di Concussion (prodotto da Ridley Scott), pochi secondi nei quali Will Smith appare come la star indiscussa e il protagonista principale. E' lui che interpreta il dottor Bennet Omalu, il neuropatologo forense che per primo scoprì la encefalopatia traumatica cronica legata ai traumi multipli o colpi al cervello, il medico che per primo denunciò e intraprese una dura lotta per portare alla luce la verità. E adesso è uscita anche l'anteprima in italiano.
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Ormai quasi tutti sanno che la encefalopatia traumatica cronica (CTE) è una malattia degenerativa progressiva del cervello che si riscontra in persone che hanno subito più di un trauma cerebrale, incluse commozioni cerebrali sintomatiche e asintomatiche causate da colpi subconcussivi alla testa. La CTE, in realtà, era già nota come sindrome da demenza pugilistica, e si pensava che fosse legata, negli atleti, principalmente al pugilato. Ma gli studi di Omalu hanno invece portato l'attenzione sui giocatori di football professionisti. A insospettire il camice bianco la insipiegabile (altrimenti) degenerazione del tessuto cerebrale in persone relativamente giovani e, in particolar modo, l'accumulo di una proteina anomala chiamata Tau.
Tremendi gli effetti: perdita di memoria, confusione, giudizio alterato, problemi di controllo degli impulsi, aggressività, depressione e alla fine demenza progressiva. Il dottor Omalu non ebbe vita facile. L'opinione pubblica non digerì subito le sue conclusioni scientifiche. La lega non contribuì alla chiarezza, tutt'altro: minimizzò il tutto e fece trapelare indiscrezioni malevoli sul dottore e sui suoi metodi. Ma aveva ragione lui. Omalu comprese tutto quando fece l'autopsia sul defunto giocatore dei Pittsburgh Steelers Mike Webster.
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Quello che vide aveva una sola risposta ed era legata ai traumi ignorati durante i matches. Intervistato dal sito MMQB, il regista Peter Landesman ha detto cose interessanti ed equilibrate: "Ero molto concentrato su questa storia. Non mi sento responsabile o connesso alle conseguenze. I narratori non possono esserlo. In caso contrario si viene ostacolati dalla propria coscienza. Devi solo dire la verità con la maggiore integrità possibile.
Non ho alcuna posizione sulla necessità o meno che la gente debba giocare a football o se i loro figli debbano giocare a football. Per me questa è una storia sul fare scelte da adulti una volta che si hanno le informazioni e le informazioni sono state occultate per lungo tempo, sono state sepolte e coperte da persone che non volevano danneggiare lo sport, le informazioni ora sono là fuori e spero che questo film metta insieme le informazioni in un modo che il pubblico riesca a metabolizzare così da poter fare delle scelte. Quindi ora sapete che i traumi possono uccidere e praticare lo sport può uccidere, ora ogni genitore di giocatori di college, di liceo e di professionisi sa cosa può accadere. E' lo stesso discorso con fumo, alcol e droghe. Mi piace pensare in qualche modo che la vita sia un rischio professionale.
PLAYBOOK/Il bivio del grande Peyton Manning
Qualcosa che facciamo nella nostra vita potrebbe ucciderci; forse ora, forse 50 anni dopo. Devi scegliere con piena consapevolezza. Ci piace bere e essere allegri e felici, sappiamo che non è un bene per noi, ma lo facciamo. Si tratta di fare scelte da adulti".
Nel cast, oltre a Will Smith, Alec Baldwin, Luke Wilson, Gugu Mbatha-Raw, Adewale Akinnuoye-Agbaje, Arliss Howard, Paul Reiser, David Morse e Albert Brooks. Landesman racconta, cinematograficamente, una storia vera. La Nfl non sorriderà. Ma tutto questo aumenterà la consapevolezza della lega nel cercare di rendere il gioco più sicuro. E non lo riteniamo affatto un male. Si può fare.
Detto ciò, come ogni film dove si parla di football americano, restava il dubbio se si sarebbe mai visto al cinema e in italiano. Non è accaduto lo scorso anno con Draft Day (Kevin Costner e Jennifer Garner); stessa sorte ebbe il bellissimo The blind side (premio Oscar Sandra Bullock per la sua interpretazione della mamma di Michael Oher, distribuito solo in dvd in italia e trasmesso unicamente in tv...). Ma il trailer in italiano appena uscito spazza ogni dubbio: in marzo sui nostri schermi si potrà assistere a Concussion. Che debutterà negli States il 25 dicembre 2015. Per la serie: buon Natale Nfl...
Twitter:@jmarino63
Facebook: Giovanni Marino
[email protected]
Una vicenda che sta costando molti soldi alla National football league (ci sono diverse cause e alcuni atleti o loro parenti sono stati già risarciti, se può esserci un risarcimento per persone scomparse o gravemente ammalate dopo gli scontri in campo) e sulla quale, inutile stare a girarci attorno, si gioca il futuro dello sport più diffuso negli States (e ormai in gran parte dell'America latina e in Europa). E la notizia è che lo vedremo in Italia a marzo col titolo Zona d'ombra.
La Sony Pictures ha messo in rete già da qualche mese un efficace trailer in lingua originale di Concussion (prodotto da Ridley Scott), pochi secondi nei quali Will Smith appare come la star indiscussa e il protagonista principale. E' lui che interpreta il dottor Bennet Omalu, il neuropatologo forense che per primo scoprì la encefalopatia traumatica cronica legata ai traumi multipli o colpi al cervello, il medico che per primo denunciò e intraprese una dura lotta per portare alla luce la verità. E adesso è uscita anche l'anteprima in italiano.
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Ormai quasi tutti sanno che la encefalopatia traumatica cronica (CTE) è una malattia degenerativa progressiva del cervello che si riscontra in persone che hanno subito più di un trauma cerebrale, incluse commozioni cerebrali sintomatiche e asintomatiche causate da colpi subconcussivi alla testa. La CTE, in realtà, era già nota come sindrome da demenza pugilistica, e si pensava che fosse legata, negli atleti, principalmente al pugilato. Ma gli studi di Omalu hanno invece portato l'attenzione sui giocatori di football professionisti. A insospettire il camice bianco la insipiegabile (altrimenti) degenerazione del tessuto cerebrale in persone relativamente giovani e, in particolar modo, l'accumulo di una proteina anomala chiamata Tau.
Tremendi gli effetti: perdita di memoria, confusione, giudizio alterato, problemi di controllo degli impulsi, aggressività, depressione e alla fine demenza progressiva. Il dottor Omalu non ebbe vita facile. L'opinione pubblica non digerì subito le sue conclusioni scientifiche. La lega non contribuì alla chiarezza, tutt'altro: minimizzò il tutto e fece trapelare indiscrezioni malevoli sul dottore e sui suoi metodi. Ma aveva ragione lui. Omalu comprese tutto quando fece l'autopsia sul defunto giocatore dei Pittsburgh Steelers Mike Webster.
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Quello che vide aveva una sola risposta ed era legata ai traumi ignorati durante i matches. Intervistato dal sito MMQB, il regista Peter Landesman ha detto cose interessanti ed equilibrate: "Ero molto concentrato su questa storia. Non mi sento responsabile o connesso alle conseguenze. I narratori non possono esserlo. In caso contrario si viene ostacolati dalla propria coscienza. Devi solo dire la verità con la maggiore integrità possibile.
Non ho alcuna posizione sulla necessità o meno che la gente debba giocare a football o se i loro figli debbano giocare a football. Per me questa è una storia sul fare scelte da adulti una volta che si hanno le informazioni e le informazioni sono state occultate per lungo tempo, sono state sepolte e coperte da persone che non volevano danneggiare lo sport, le informazioni ora sono là fuori e spero che questo film metta insieme le informazioni in un modo che il pubblico riesca a metabolizzare così da poter fare delle scelte. Quindi ora sapete che i traumi possono uccidere e praticare lo sport può uccidere, ora ogni genitore di giocatori di college, di liceo e di professionisi sa cosa può accadere. E' lo stesso discorso con fumo, alcol e droghe. Mi piace pensare in qualche modo che la vita sia un rischio professionale.
PLAYBOOK/Il bivio del grande Peyton Manning
Qualcosa che facciamo nella nostra vita potrebbe ucciderci; forse ora, forse 50 anni dopo. Devi scegliere con piena consapevolezza. Ci piace bere e essere allegri e felici, sappiamo che non è un bene per noi, ma lo facciamo. Si tratta di fare scelte da adulti".
Nel cast, oltre a Will Smith, Alec Baldwin, Luke Wilson, Gugu Mbatha-Raw, Adewale Akinnuoye-Agbaje, Arliss Howard, Paul Reiser, David Morse e Albert Brooks. Landesman racconta, cinematograficamente, una storia vera. La Nfl non sorriderà. Ma tutto questo aumenterà la consapevolezza della lega nel cercare di rendere il gioco più sicuro. E non lo riteniamo affatto un male. Si può fare.
Detto ciò, come ogni film dove si parla di football americano, restava il dubbio se si sarebbe mai visto al cinema e in italiano. Non è accaduto lo scorso anno con Draft Day (Kevin Costner e Jennifer Garner); stessa sorte ebbe il bellissimo The blind side (premio Oscar Sandra Bullock per la sua interpretazione della mamma di Michael Oher, distribuito solo in dvd in italia e trasmesso unicamente in tv...). Ma il trailer in italiano appena uscito spazza ogni dubbio: in marzo sui nostri schermi si potrà assistere a Concussion. Che debutterà negli States il 25 dicembre 2015. Per la serie: buon Natale Nfl...
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