La scherma giapponese, le regole d'ingaggio degli antichi samurai per formare la coscienza civile dei bambini, evitandogli le insidie della strada dei Quartieri Spagnoli, una delle zone più complicate di Napoli. Karen Torre è una 30enne schermitrice, madre inglese e padre italiano, una laurea in Relazione diplomatiche e internazionali. Uno degli elementi di punta della Nazionale di scherma giapponese, lo Sports Chanbara, che in Italia conta su una federazione da 500 iscritti, attiva dal 2002. La base di una disciplina che va forte al Sud, ancora di più in Francia ed è religione praticante nel Paese nipponico, con 35 Paesi presenti e oltre mille partecipanti all'ultima edizione dei Mondiali. Karen invece agli ultimi Europei di Francoforte ha centrato un oro, un argento e un bronzo.
E nelle pause dagli allenamenti da circa un anno e mezzo con la sua palestra, il Ronin Club - di cui è presidente e direttore tecnico -, si dedica ogni pomeriggio ai ragazzi. Per trasmettere un codice di comportamento, disciplina, regole dello sport e di vita, socialità e convivenza per decostruire nelle loro menti le immagini di violenza, delinquenza comune che hanno sotto agli occhi una volta usciti dalla chiesa. Il Ronin Club è stata ricavato in una vecchia cappella sconsacrata ai Quartieri Spagnoli, un tempo utilizzata dal malaffare per attività illecite, poi ripulita grazie al parroco del posto e alle mamme del quartiere che su Karen, sulla scherma giapponese puntano per tenere lontani i figli dai pericoli. In kimono bianco sul tatami circa 70 bambini, dai cinque anni in poi. Marocchini, filippini, ucraini, qualche napoletano che si sfidano con attrezzi leggeri, gommosi, usati come spade, pugnali lance o bastoni: la sintesi dello Sports Chanbara, tecniche delle discipline medioevali assieme al gusto dello spettacolo che arriva da Occidente.
Qualche giorno fa Karen è andata oltre il ruolo di istruttrice. Ha salvato la vita di quei ragazzini. Un pusher colpito con arma da fuoco da alcuni killer si rifugiava nella cappella che affianca la chiesa, dove si stava allenando i ragazzi. Una maschera di sangue, poi le urla dei bambini e delle mamme. Karen li scortava subito attraverso la sagrestia nella chiesa accanto. Per poi abbracciarli, rassicurarli. Erano ancora in pericolo, i sicari sarebbero potuti entrare nella cappella per portare a termine il lavoro. La vicenda è stata raccontata dal quotidiano Metropolis Napoli, la palestra è stata smontata, da quel momento è vuota, i ragazzini sono tenuti in casa dalle mamme. Catenacci e portone chiuso all'ingresso, in attesa di un cenno dalle istituzioni. Niente allenamenti per ragazzi che hanno anche mostrato di saperci fare con la scherma giapponese. Ai Mondiali di Sports Chanbara disputati al Centro olimpico di Tokyo tra fine ottobre e inizio novembre Giovanni Cafaro, 14 anni e Marco Petruccio, 15 sono saliti sul podio medaglia d'argento nella categoria professionisti. E della spedizione italiana, 16 atleti, sette arrivano dal Ronin Club. Un piccolo covo di campioni nel cuore di Napoli, tra tradizione e violenza.
E nelle pause dagli allenamenti da circa un anno e mezzo con la sua palestra, il Ronin Club - di cui è presidente e direttore tecnico -, si dedica ogni pomeriggio ai ragazzi. Per trasmettere un codice di comportamento, disciplina, regole dello sport e di vita, socialità e convivenza per decostruire nelle loro menti le immagini di violenza, delinquenza comune che hanno sotto agli occhi una volta usciti dalla chiesa. Il Ronin Club è stata ricavato in una vecchia cappella sconsacrata ai Quartieri Spagnoli, un tempo utilizzata dal malaffare per attività illecite, poi ripulita grazie al parroco del posto e alle mamme del quartiere che su Karen, sulla scherma giapponese puntano per tenere lontani i figli dai pericoli. In kimono bianco sul tatami circa 70 bambini, dai cinque anni in poi. Marocchini, filippini, ucraini, qualche napoletano che si sfidano con attrezzi leggeri, gommosi, usati come spade, pugnali lance o bastoni: la sintesi dello Sports Chanbara, tecniche delle discipline medioevali assieme al gusto dello spettacolo che arriva da Occidente.
Qualche giorno fa Karen è andata oltre il ruolo di istruttrice. Ha salvato la vita di quei ragazzini. Un pusher colpito con arma da fuoco da alcuni killer si rifugiava nella cappella che affianca la chiesa, dove si stava allenando i ragazzi. Una maschera di sangue, poi le urla dei bambini e delle mamme. Karen li scortava subito attraverso la sagrestia nella chiesa accanto. Per poi abbracciarli, rassicurarli. Erano ancora in pericolo, i sicari sarebbero potuti entrare nella cappella per portare a termine il lavoro. La vicenda è stata raccontata dal quotidiano Metropolis Napoli, la palestra è stata smontata, da quel momento è vuota, i ragazzini sono tenuti in casa dalle mamme. Catenacci e portone chiuso all'ingresso, in attesa di un cenno dalle istituzioni. Niente allenamenti per ragazzi che hanno anche mostrato di saperci fare con la scherma giapponese. Ai Mondiali di Sports Chanbara disputati al Centro olimpico di Tokyo tra fine ottobre e inizio novembre Giovanni Cafaro, 14 anni e Marco Petruccio, 15 sono saliti sul podio medaglia d'argento nella categoria professionisti. E della spedizione italiana, 16 atleti, sette arrivano dal Ronin Club. Un piccolo covo di campioni nel cuore di Napoli, tra tradizione e violenza.