La storia

Basket, Mussini e il sogno americano: “Un'occasione irripetibile”

Il play reggiano ha rinunciato ad un contratto pluriennale in A per approdare a New York, dove sta disputando il campionato Ncaa con la prestigiosa università di St. John’s, allenato dalla stella Chris Mullin: “Questa esperienza mi farà crescere a livello umano e tecnico, con la speranza di approdare un giorno in Nba”

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ROMA - Non deve essere stato semplice rinunciare all’offerta di un contratto pluriennale in serie A per inseguire i propri sogni, ma Federico Mussini ha mostrato coraggio e tanta voglia di crescere a livello sia umano che professionale. La Pallacanestro Reggiana voleva tenersi stretto il gioiello classe 1996 prodotto del suo settore giovanile, ma il richiamo dell’avventura negli States con i Red Storm, squadra di basket della prestigiosa università newyorchese di St. John’s, ha prevalso. Il precoce esordio in serie A all’età di 17 anni e una costante ascesa fino a diventare l’alternativa di Cinciarini nella stagione scorsa, culminata con la finale scudetto persa al fotofinish con Sassari, hanno attirato sul ragazzo nativo di Reggio Emilia tante attenzioni. Dinamismo, rapidità di esecuzione, visione di gioco e tiro da fuori sono le qualità che hanno spinto molti college a corteggiare un play alto appena 182 cm, prima che Mussini decidesse di accettare la chiamata di coach Chris Mullin, una delle stelle del Dream Team che, con i vari Jordan, Pippen, Bird, Magic Johnson, conquistò l’oro olimpico a Barcellona 1992. L’avventura in Ncaa è iniziata alla grande, con Mussini che si è addirittura guadagnato la palma di Mvp nella sua gara d’esordio. E con un maestro come Mullin l’Nba può diventare qualcosa in più di un semplice sogno.

Quando è nata la sua passione per il basket?
“Merito di mia madre. Mi ha iscritto alla scuola basket quando avevo cinque anni. Da allora non ho più smesso”.
E la scelta di tentare l’avventura negli Usa, nonostante gli ottimi livelli raggiunti in Italia, come è maturata?
“L’opportunità di andare al college capita una volta nella vita e non volevo lasciarmela sfuggire. Indipendentemente da come andrà a finire, questa esperienza mi aiuterà a lavorare sul fisico e mi renderà un giocatore migliore anche a livello tecnico”.
Aveva anche altre offerte, perché ha accettato la corte di St. John’s?
“Credo che qui ci siano tutti gli ingredienti per riuscire ad esprimermi al meglio. Mullin apprezza il mio basket e con un coach così, con alle spalle un passato nel Dream Team, non posso che crescere. Ha influito anche il fatto che a St. John’s c’è un progetto che coinvolge molti giovani europei. Poi il fascino di New York e la possibilità di giocare al Madison Square Garden hanno fatto il resto”.
Come si trova con Mullin? E quanto ha impiegato ad ambientarsi?
“E’ una persona molto umile e cerca di mettere tutti nelle condizioni ideali per rendere al massimo. Sono onorato di giocare per lui. Mi sono ambientato subito, anche perché non ho trovato enormi cambiamenti rispetto al metodo di lavoro seguito in Italia. Anche a livello di rendimento siamo partiti bene e con una squadra completamente nuova non era affatto semplice”.
Come si svolge la sua giornata tipo?
“La mattina ho lezione e, appena finita, talvolta una sessione di pesi. A seguire allenamento dalle 15 alle 18 circa, poi la cena e subito dopo mi posso dedicare a relax, studio o altre attività da praticare nel tempo libero”.
Quanti consigli le ha dato il suo ex compagno di squadra Della Valle, che ha giocato in Ncaa con Ohio State?
“Amedeo ha svolto un ruolo importante nella mia scelta e mi ha dato molte informazioni utili. Siamo ancora in contatto, ci sentiamo spesso”.
Dove si immagina tra qualche anno?
“Ogni ragazzo che gioca a basket sogna l’Nba. Adesso, però, quello che conta è lavorare duramente, poi vedremo dove riuscirò ad arrivare. Comunque vada sono convinto di crescere”.
Cosa le manca di più dell’Italia?
“Ovviamente la famiglia e gli amici, ma un po’ anche il cibo”.
Il fenomeno Stephen Curry è uno di suoi modelli di riferimento…
“Lo ammiro tanto. Pur non essendo un atleta con un fisico ‘pauroso’ come altri, la sua tecnica e la sua mentalità vincente lo rendono il più forte”. E Federico Mussini sogna di incontrarlo il 6 dicembre, quando la stella di Golden State arriverà a New York per sfidare i Brooklyn Nets.