La storia

Alla scoperta di Antetokounmpo, l'ex ambulante che incanta la Nba

Nato ad Atene da genitori nigeriani, entrati in Grecia da clandestini, ha vissuto un'adolescenza tormentata, vendendo orologi e occhiali da sole: ora è uno degli astri nascenti di Milwaukee, prima squadra a battere Golden State. "Vivevamo con il terrore di essere rispediti in Nigeria. Ora ringrazio il basket e Jason Kidd, che mi fa crescere giorno dopo giorno"

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ROMA - Sepolia è un quartiere della periferia ateniese. Un posto molto lontano dalle rotte turistiche, una zona di estrema povertà. È lì che la famiglia Adetokunbo decide di vivere la sua seconda vita. Charles ha un passato da calciatore, Veronica da saltatrice in alto. Ad Atene si riciclano da tuttofare e da babysitter: sono arrivati in Grecia come clandestini nel 1991, lasciando la Nigeria, e si trovano a mandare avanti la famiglia tra mille difficoltà. "Vivevamo in due stanze: i fratelli insieme, mamma e papà nell'altra, ancora più piccola", racconta in un'intervista Giannis, che oggi viene pagato per incantare gli appassionati NBA e il cui cognome, nel frattempo, si è "grecizzato": sulla maglia numero 34 dei Milwaukee Bucks c'è scritto Antetokounmpo. "Quando i miei genitori sono arrivati in America, gli ho fatto trovare una limousine in aeroporto. Volevo mostrargli quello che ho vissuto io quando sono arrivato qui, era stata una sorpresa". Ma a Sepolia, dove tutto è iniziato, la vita di Giannis non era certo così semplice.

UNA VITA DA AMBULANTI - Per aiutare la famiglia, "The Alphabet" - questo il suo primo soprannome NBA, dovuto alla complessità del suo cognome - e il fratello Thanasis vagano per le vie di Atene, vendendo orologi, radio, occhiali da sole e quant'altro. "Se la polizia ci avesse mai fermati, mia madre avrebbe detto di aver dimenticato a casa i documenti. Vivevamo con il terrore di essere rispediti in Nigeria". Con Giannis e Thanasis crescono anche Kostas e Alexis: tutti nati in Grecia, a differenza del fratello maggiore della famiglia (Francis, ora calciatore in Nigeria), tutti mai riconosciuti come cittadini a tutti gli effetti. Vivono da clandestini, è il talento a salvarli. Non certo quello da venditori, sufficiente appena per portare qualche euro in casa. Thanasis, classe 1992, gioca a basket. Arriva a militare nel Filathlitikos, formazione di A2 greca. Con lui c'è anche Giannis, nato due anni più tardi. Diventa la star di famiglia: allo scoccare dei 18 anni firma un quadriennale con Saragozza. Ma in Spagna, di fatto, non andrà mai.

L'NBA E I DOCUMENTI - Gli scout iniziano ad affollarsi sulle tribune del campo del Filathlitikos, quel ragazzo ha delle potenzialità fisiche e tecniche difficili da trovare. Una "apertura alare" incredibile (223 centimetri), mani enormi e una rapidità impressionante. Paradossalmente, il problema di Giannis in prospettiva NBA è la sua versatilità: sa fare tante cose e la sua struttura fisica (alto ma esile) lo rende un "senza ruolo". Ma è una combinazione irresistibile per tutti quelli che sognano di pescarlo a metà draft. C'è un ostacolo da superare: quello dei documenti. Giannis e i suoi fratelli sono clandestini ed essendo nati in Grecia non possiedono nemmeno la cittadinanza nigeriana. Non esistono. "È difficile vivere per 20 anni senza documenti - confessa Giannis - e mandare avanti una famiglia. I miei genitori, ai miei occhi, sono degli eroi". È il basket, sport nazionale in terra ellenica, ad aprire alla famiglia Adetokunbo le porte della cittadinanza greca. Come detto, il cognome diventa Antetokounmpo: firmano il 9 maggio del 2013. Gli ostacoli sono finiti.

DIREZIONE MILWAUKEE - L'altra data da cerchiare in rosso sul calendario è quella del 27 giugno del 2013. Con la 15esima scelta, i Milwaukee Bucks chiamano Giannis Antetokounmpo, raccogliendo le probabili imprecazioni silenziose del commissioner David Stern per la difficoltà del suo cognome: il numero 1 della NBA ne esce tutto sommato bene al momento dell'annuncio, è il primo passo della carriera di quello che ben presto diventerà "The Greek Freak". La prima è una stagione di apprendistato, in cui colleziona comunque quasi 25 minuti di media di utilizzo (6.8 punti, 4.4 rimbalzi, 1.9 assist) e in cui cresce ben 5 centimetri, arrivando a sfiorare i 2 metri e 11. Nell'estate del 2014 anche Thanasis viene scelto in NBA, dai New York Knicks, alla numero 51: la sua carriera scivola lentamente verso la D-League, la Lega di sviluppo, mentre Giannis esplode.

IL FATTORE KIDD - I Bucks si affidano a Jason Kidd come guida tecnica, per ricostruire la franchigia attorno a un nucleo giovanissimo: "Grazie a Dio è arrivato Jason Kidd - ha detto Antetokounmpo in estate -. Mi ha permesso di gestire di più il pallone, facendo crescere la mia autostima". I minuti in campo diventano 31, i punti salgono a 12.7, con 6.7 rimbalzi e 2.6 assist. Milwaukee, nonostante l'infortunio di Jabari Parker, guadagna un posto ai playoff. Giannis risponde anche alla convocazione della Grecia per Eurobasket ma è l'NBA ad attenderlo. "Coach Kidd mi segue passo dopo passo, parliamo durante gli allenamenti, cerca di insegnarmi il gioco per come lo vede da allenatore e come lo leggeva da giocatore. Sto crescendo e cerco di continuare ad imparare: la pallacanestro è piena di sfumature, puoi avere 35 anni ed essere ancora in grado di scoprire qualcosa di nuovo. Sto cercando di essere un leader, di migliorare e di aiutare la squadra a vincere. So di essere giovane e cerco di confrontarmi con i veterani".

UN TUTTOFARE - Pur essendo ormai da diversi anni in NBA, il "problema" iniziale rimane: Antetokounmpo è un jolly che può ricoprire diversi ruoli. "Quest'anno giocherà in ogni ruolo, dal play al pivot", ha annunciato Kidd a inizio anno, come a realizzare una delle "visioni" di Boscia Tanjevic. "Quando mi ha preso da parte per dirmi che voleva che giocassi qualche minuti da playmaker sono rimasto sorpreso - rivela il greco -. Gli ho detto che non pensavo di esserne in grado. Ma lui è stato uno dei play più forti della storia: se coach Kidd vedeva in me un play, io dovevo soltanto mettermi seduto ed ascoltare cosa aveva da dirmi e da spiegarmi. Non è stato facile ma mi ha dato più personalità". Giannis viaggia a 15.9 punti di media, con 6.4 rimbalzi, 2.5 assist, 0.9 palle rubate e 1.2 stoppate a partita. Milwaukee non è un top team (10-15 il record) ma può basarsi sui suoi giovani per scalare la lega e si è già tolta uno sfizio non da poco, fermando la strepitosa cavalcata di Golden State. Curry e compagni si sono inchinati ai Bucks, incassando la prima sconfitta dopo 24 vittorie: Antetokounmpo ha sfruttato il palcoscenico fornito dai Warriors per mettere in mostra la sua pallacanestro totale. Tripla doppia da 11 punti, 10 assist e 12 rimbalzi, non a caso la specialità del suo maestro: Jason Kidd ne ha fatte registrare 107 nei suoi tanti anni di regular season, terzo di tutti i tempi nella speciale classifica (e secondo in quella legata ai playoff con 11). "Siamo un bel gruppo, stiamo bene insieme: non è possibile costruire una franchigia vincente se non c'è feeling tra i giocatori. Noi siamo un gruppo di amici". Ora Giannis è un giocatore di culto, una futura star NBA, un diamante ancora da sgrezzare ma già splendente. Partendo da Sepolia, periferia di Atene e del mondo.