LONDRA - Immaginate che, in una partita, Messi segni 20 gol o che Belinelli faccia 120 punti. Poi immaginate che a stabilire un tale incredibile primato sia, nel calcio come nel basket, uno sconosciuto ragazzino di 15 anni in un anonimo campionato giovanile. A questo punto potete farvi un'idea dell'eccitazione creata nel mondo del cricket dall'impresa compiuta a Mumbay (la Bombay dell'era coloniale britannica), in India, da un campioncino 15enne: Pranav Dhanawade è diventato il primo e unico giocatore nella storia di questo sport a segnare più di 1000 punti in un singolo inning, superando un record precedente (ma molto più basso: 628 punti) che durava dal 1899 (anche quello realizzato da un adolescente - tuttavia inglese e in Inghilterra).
Per la precisione, il formidabile battitore indiano ha segnato in un inning, cioè una delle frazioni in cui è suddivisa la partita, la bellezza di 1009 punti. Significa che con la sua mazza ha colpito lo straordinario numero di 327 palline, correndo poi più volte volte su e giù fra le basi, a segnare una successione di punti, come prevede il regolamento del cricket. E' successo durante una partita della squadra del suo liceo, la Kc Gandhi School, nel corso della Ht Bhandari Cup, un torneo fra scuole della più grande città dell'India. Per portare a compimento il record, nel quale ha segnato 59 "six", cioè sei punti con un colpo solo, e 129 "four", quattro punti con un colpo solo, Pranav è rimasto ininterrottamente alla battuta per più di sette ore.
[[ge:rep-locali:repubblica:130708824]]
Niente di strano, quest'ultimo particolare, per una disciplina in cui le partite possono durare dalla mattina alla sera o anche più giorni - e che anche per questo risulta un po' complicata da capire per coloro che non sono pratici dello sport. Ma il cricket, nato intorno al 1597 in Inghilterra (si ritiene tuttavia che fosse giocato in qualche forma anche prima), quindi diffuso in tutte le colonie dell'Impero britannico (qualcuno sostiene che abbia ispirato pure il baseball, effettivamente piuttosto simile, ma gli americani non sono d'accordo), è oggi popolarissimo sia nella sua casa madre inglese che in molti paesi del Commonwealth, particolarmente in India, Pakistan e Bangladesh. E questo spiega il rilievo dato in tutto il mondo del cricket al record del 15enne di Mumbay: il Times di Londra gli dedica oggi tutta pagina 3, la Bbc lo mette fra le notizie in testa al notiziario del suo sito. Su un campo da baseball di Bristol, una targa ricorda ancora il record di Arthur Collins, il ragazzino inglese che segnò 628 punti in un inning alla fine del diciannovesimo secolo, "il maggior numero nella storia del cricket". Ora il record appartiene a un 15enne indiano. Che si limita a dire: "Ho sempre avuto una buona battuta. Quando ho cominciato a prenderci, non ho pensato al record. Ho semplicemente continuato a seguire il mio stile di gioco, che è attaccare dal primo momento". Ne sanno qualcosa i lanciatori che lo avevano di fronte.
Per la precisione, il formidabile battitore indiano ha segnato in un inning, cioè una delle frazioni in cui è suddivisa la partita, la bellezza di 1009 punti. Significa che con la sua mazza ha colpito lo straordinario numero di 327 palline, correndo poi più volte volte su e giù fra le basi, a segnare una successione di punti, come prevede il regolamento del cricket. E' successo durante una partita della squadra del suo liceo, la Kc Gandhi School, nel corso della Ht Bhandari Cup, un torneo fra scuole della più grande città dell'India. Per portare a compimento il record, nel quale ha segnato 59 "six", cioè sei punti con un colpo solo, e 129 "four", quattro punti con un colpo solo, Pranav è rimasto ininterrottamente alla battuta per più di sette ore.
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Niente di strano, quest'ultimo particolare, per una disciplina in cui le partite possono durare dalla mattina alla sera o anche più giorni - e che anche per questo risulta un po' complicata da capire per coloro che non sono pratici dello sport. Ma il cricket, nato intorno al 1597 in Inghilterra (si ritiene tuttavia che fosse giocato in qualche forma anche prima), quindi diffuso in tutte le colonie dell'Impero britannico (qualcuno sostiene che abbia ispirato pure il baseball, effettivamente piuttosto simile, ma gli americani non sono d'accordo), è oggi popolarissimo sia nella sua casa madre inglese che in molti paesi del Commonwealth, particolarmente in India, Pakistan e Bangladesh. E questo spiega il rilievo dato in tutto il mondo del cricket al record del 15enne di Mumbay: il Times di Londra gli dedica oggi tutta pagina 3, la Bbc lo mette fra le notizie in testa al notiziario del suo sito. Su un campo da baseball di Bristol, una targa ricorda ancora il record di Arthur Collins, il ragazzino inglese che segnò 628 punti in un inning alla fine del diciannovesimo secolo, "il maggior numero nella storia del cricket". Ora il record appartiene a un 15enne indiano. Che si limita a dire: "Ho sempre avuto una buona battuta. Quando ho cominciato a prenderci, non ho pensato al record. Ho semplicemente continuato a seguire il mio stile di gioco, che è attaccare dal primo momento". Ne sanno qualcosa i lanciatori che lo avevano di fronte.