La storia

Il match tra Manning e Brady visto da TheMad (Mirko Parish) per Repubblica 

Nfl, Brady-Manning, gli highlander del football

Alle soglie dei 40 anni le due leggende del football americano di nuovo difronte nel match che vale l'accesso al Super Bowl. Storia, abitudini e curiosità dei quarterback più seguiti al mondo

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Sono due leggende viventi dello sport americano. Del grande football della Nfl. E non solo. Non esageriamo affatto: dici Tom Brady e Peyton Manning ed è come citare Pelè e Maradona, Senna e Prost, Bartali e Coppi, insomma le grandi coppie-rivali che hanno scritto pagine indelebili nel libro d'oro dell'agonismo. Domenica, nel gelo del Colorado, si ritroveranno di fronte, per la diciassettesima volta negli ultimi quattordici anni segnati, sempre segnati, dalle loro innumerevoli imprese e dall'incredibile serie di record battuti stagione dopo stagione. E stiamo parlando di due fuoriclasse della disciplina più dura, fisicamente, al mondo, due fenomeni di quarterback che tra pochi giorni si giocheranno l'accesso al Super Bowl sulla soglia dei 40 (Peyton li compirà il 24 marzo) e dei 39 anni (Tom è nato il 3 agosto), età da pensione per qualsiasi sportivo.

Il bilancio degli scontri diretti (Brady sempre e solo coi suoi New England Patriots, Peyton a lungo con gli Indianapolis Colts e da 4 stagioni con i Denver Broncos) racconta di undici vittorie per "Tom Terrific" a fronte di 5 soli successi del più "anziano". Ma, attenzione, nei play off il tabellino è in perfetta parità due affermazioni a testa e dunque il Championship di domenica che dà l'accesso alla finalissima di San Francisco sarà una sorta di spareggio ad alta quota e, anche, con ogni probabilità, l'ultima volta che i due campioni si ritroveranno faccia a faccia a questi livelli.

Già perchè Peyton sembra proprio ai titoli di coda. Duramente provato nel fisico (per continuare a giocare, già ultratrentenne, alcune stagioni fa si sottopose a tre delicatissimi interventi chirurgici al collo), quest'anno è stato fuori a lungo per una dolorosa fascite plantare, e le sue pretazioni sono decisamente scese. E' stato comunque in grado di guidare i Broncos sino al penultimo atto del campionato, ma il suo celebre braccio denota una certa mancanza di potenza e precisione. Insomma, Peyton sa bene che difficilmente gli si presenterà un'altra occasione come questa. E andare al Super Bowl a quaranta anni e magari vincere il suo secondo titolo in chiusura di carriera non avrebbe prezzo.   

Ma sarà difficile sconfiggere "Tom Terrific" che, nonostante le trentanove primavere, appare più in forma che mai. Reduce da una preseason dove è stato messo sotto processo dal vertice della Nfl perchè sospettato di "non potere non sapere" che i palloni di un match coi Colts fossero stati furbamente sgonfiati per favorire lui e la sua squadra (accusa poi caduta con relativa maxi squalifica annullata, cosa che gli ha permesso di essere subito in campo), Brady ha una fortisisma motivazione per andare di nuovo al Super Bowl, vincerlo per la seconda volta consecutiva, e firmare il suo quinto Vince Lombardi Trophy superando il suo idolo da bambino, il grandissimo Joe Montana (cognome e famiglia di origini italiane, siciliane) e stabilire una statistica da urlo.

Tom e Peyton, ovviamente, sono anche due grandi personaggi. Entrambi inseguitissimi da sponsor di ogni tipo (uno spot con loro è pagato oro perchè garantisce un risultato sicuro), sono però molto diversi nel look e nella vita (ma vicinissimi nella passione vera, tuttora genuina, per il gioco del football).

Brady, volto da attore hollywoodiano, ha sposato la splendida modella brasiliana Gisele Bundchen e, con lei, forma una delle coppie più glamour del pianeta (non si contano le copertine che immortalano i due). Una relazione da cui ha avuto figli, popolarità e immancabili problemi. Di recente Gisele ha svelato che proprio durante lo scandalo (presunto) dei palloni sgonfiati (il deflategate) la loro unione ha vacillato seriamente. Un altro momento non semplice fu quando, dopo il Super Bowl perso da Tom, Gisele disse candidamente in pubblico a giornalisti e tifosi: "Ma che cosa volete? Mio marito ha fatto dei bellissimi lanci e quei ricevitori invece non ne hanno preso uno, colpa loro...". Capirete che Brady, uomo squadra, riuscì con fatica a ricomporre il dissidio negli spogliatoi coi compagni piuttosto infuriati...

Al di là del look da settimanale patinato, però, Brady ha una volontà e una dedizione unica per il football, si è affermato pur partendo da lontano (non era considerato affatto una prima scelta) e lavorando ossessivamente sulla tecnica e sul fisico (si dice che rimproveri i compagni quando alle sei del mattino arrivano in palestra...semplicemente perchè lui è già lì da un'ora).

Peyton, invece, ha un look decisamente diverso. Un volto comune, di più, da Simpson (e infatti la saga a cartoni animati gli ha dedicato una puntata da boom di ascolti dove interpreta se stesso) e da americano della porta accanto (gustosissime alcune pubblicità dove sembra un vero nerd) riscuote uno strepitoso successo tra il pubblico generalista.

Manning è più di un figlio d'arte, la sua famiglia potrebbe chiamarsi la Famiglia Quarterback: suo padre Archie è stato il qb dei Saints in anni passati e suo fratello (più giovane) Eli, è il qb dei Giants di New York con i quali ha vinto due Super Bowl (contro l'unico di Peyton). Insomma, a casa Manning si è mangiato e si mangia tuttora pane e football. La classe e il ruolo da quarterback sono nel dna e si tramandano di generazione in generazione.

I rapporti tra Brady e Manning sono assolutamente cordiali e di grande rispetto reciproco. Si stimano ma, nel loro intimo, ognuno di loro si ritiene superiore all'altro, come è normale che sia tra chi è abituato a competere ai massimi livelli.

Brady è considerato un vincente, il quarterback che esegue perfettamente gli schemi e riesce sempre (o quasi) a condurre la sua squadra al successo. Manning è visto come uno strepitoso interprete del ruolo, capace anche di cambiare all'ultimissimo secondo la giocata studiata e di farlo con ottimi risultati ma, rispetto a Tom, ha vinto decisamente molto meno. Ecco perchè l'ultima sfida assume toni da ultima chance. Anche un po' epici, come si conviene a due "eroi" dello sport e come è nella storia e nella tradizione del grande football.   
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