La storia

Brasile, quello spicchio di mare senza speranza. Dove gli atleti rischiano la salute

Il Museo della Scienza di Rio de Janeiro, costato 50 milioni di euro, affaccia su Guanabara Bay, uno dei posti più inquinati del mondo. E' stato stimato che le probabilità di ammalarsi sono elevatissime: il velista Erik Heil, in previsione dei Giochi, aveva fatto una prova durante dei test-match. E' finito in ospedale a Berlino, attaccato da batteri carnivori

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Una meraviglia. Un mostro. Una contraddizione. Una lingua bianca traforata che si allunga sulla baia più sporca del mondo che fra poco ospiterà un pezzo dei Giochi di Rio, sempre che riescano a togliere le lavatrici dall'acqua. Il Museo della Scienza di Rio de Janeiro, costato 50 milioni di euro, costruito in una delle aree portuali più abbandonate di sempre, ha aperto i battenti a Natale: "Raccontiamo il presente per migliorare il futuro", spiegano. Succede che in alcune installazioni interattive si racconti il complesso degrado ambientale su cui il museo è stato metaforicamente piazzato: "Dobbiamo lavorare sul cambiamento". Ma i mesi passano, le polemiche non si spengono e le condizioni di Guanabara Bay sono sempre critiche. Con un grandangolo, un fotografo può drammaticamente far rimbalzare in tutto il mondo la massa di detriti che affluiscono dalle gigantesche zone suburbane abitate dalla popolazione a più basso reddito, scartata dal sistema e pronta a scaricare sul sistema stesso, incarnato dalle olimpiadi che non voleva quasi nessuno, di tutto.

Il museo affronta i grandi problemi dell'umanità, ma non può risolverli. Il Brasile si carica sulle spalle i Giochi, ma non può gestirli. Il museo descrive il pianeta facendosi carico di mostrare le difficoltà dell'ambiente ma poi è come se tirasse una riga su quello che si vede appena usciti dalla porta. Si paga il biglietto per entrare, ci si vergogna ad uscire perché l'inquinamento di Guanabara Bay è proprio lì sotto, in un agghiacciante cortocircuito d'immagini. Con buona pace del comitato organizzatore dei Giochi, il museo si siede sulla sporcizia e sui virus: "La situazione è migliorata, saremo pronti", dicono. Dicono anche che se il Brasile è riuscito a risolvere il dramma ecologico dei milioni di detriti minerari riversati nel fiume Mariana (Minas Gerais), in quello che è stato definito uno dei più grandi disastri ecologici di tutti i tempi, potrà anche liberarsi dei batteri, della plastica, dei frigoriferi che galleggiano nella Guanabara Bay, 147 miglia quadrate di mare senza speranza.

"Il rischio di infezioni è altissimo". Più che vincere una medaglia, si tratta di sopravvivere. Un recente test ha confermato che l'inquinamento è cresciuto negli ultimi mesi e che la macchia contaminata si estende ben oltre la zona di mare più prossima alla costa. Il velista Erik Heil, in previsione dei Giochi, aveva fatto una prova durante dei test-match in Brasile: si era avvolto completamente in un'armatura di plastica finché non fosse giunto a largo. Ma non è bastato neppure questo. E' finito in ospedale a Berlino, attaccato da batteri carnivori. E' stato stimato che il rischio di contrarre delle malattie è circa due milioni di volte più alto del livello considerato allarmante in Europa o negli Stati Uniti: "In condizioni del genere chiuderebbero le spiagge in qualunque paese civile". Anche se vi sono pareri contrastanti. Non tutti concordano sul collegare il livello di batteri patogeni nell'acqua e la presenza di virus. Rimane il dato, tuttavia, che la percentuale di colibatteri rivenuti supera di 16 volte quella ammessa dalla legge brasiliana.

E il 7,6% dei 567 canottieri impegnati in una manifestazione giovanile nell'agosto scorso si sono ammalati. Ora circolano gli "eco-boats": sono l'ultima occasione di rispettare le promesse date al momento dell'assegnazione dei Giochi. Le imbarcazioni ecologiche dovranno ripulire l'area in un tempo accettabile, ma sempre più ristretto, cancellare dalla vista i detriti industriali e rendere la qualità dell'acqua accettabile per la vita umana. Ma il problema è anche a monte, parte dalle fogne del distretto di Marina da Gloria: "Sarà completata la ristrutturazione e la bonifica dei sistemi di scarico", spiegano le autorità cittadine. Il test definitivo dovrebbe essere effettuato a un mese dai Giochi. Le lavatrici sono ancora lì.