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(ansa)

Ambizioni personali e interesse generale

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Caro Augias, per due volte ho votato Renzi: gli sentii dire che se avesse perso le elezioni avrebbe cambiato mestiere. Era la prima volta che sentivo una cosa del genere. Ecco perché lo votai. Come andò a finire si sa! Da quando non ha fatto quello che aveva annunciato, ho perso ogni stima. Un politico che ha il 3 per cento del consenso non può fare il bello e il cattivo tempo. Mi chiedo perché il Pd non prenda dei provvedimenti nei suoi confronti.

Samuele Carannante - samuelecarannante8@gmail.com

 

Gentile dott. Augias, militavo nel Pd, ne uscii quando Renzi era ancora segretario, per via della profonda insofferenza che mi dava la sua arroganza, non degna di un uomo "di sinistra". Ma nemmeno io pensavo che in una fase così delicata arrivasse a minacciare le crisi di governo perché si sente estraneo ai 209 miliardi del Fondo di recupero. Ambiva il 10% per il suo partito ed è sotto il 3. Mi sembra un po' "muoia…

Caro Augias, per due volte ho votato Renzi: gli sentii dire che se avesse perso le elezioni avrebbe cambiato mestiere. Era la prima volta che sentivo una cosa del genere. Ecco perché lo votai. Come andò a finire si sa! Da quando non ha fatto quello che aveva annunciato, ho perso ogni stima. Un politico che ha il 3 per cento del consenso non può fare il bello e il cattivo tempo. Mi chiedo perché il Pd non prenda dei provvedimenti nei suoi confronti.

Samuele Carannante - samuelecarannante8@gmail.com

 

Gentile dott. Augias, militavo nel Pd, ne uscii quando Renzi era ancora segretario, per via della profonda insofferenza che mi dava la sua arroganza, non degna di un uomo "di sinistra". Ma nemmeno io pensavo che in una fase così delicata arrivasse a minacciare le crisi di governo perché si sente estraneo ai 209 miliardi del Fondo di recupero. Ambiva il 10% per il suo partito ed è sotto il 3. Mi sembra un po' "muoia Sansone con tutti i Filistei", anche se il Paese va in malora.

Vittorio Savini - visavini@racine.ra.it


Immediata precisazione: Il Pd non può prendere alcun provvedimento contro Renzi, l'esortazione non ha senso. Comunque, ho ricevuto molte lettere fortemente ostili nei suoi confronti. Troppe simpatie, troppo entusiasmo (40% alle Europee); era scritto che, dopo gli insuccessi, quel sentimento si rovesciasse. Anche in politica il confine tra amore e odio è scritto nell'acqua. Dopo numerose acute analisi sulla situazione (in primis su Repubblica), avanzo un'opinione da uomo della strada. Le intenzioni di Renzi sono lampanti. Approfitta di una mossa avventata del presidente Conte per ritrovare fiato e visibilità. La veemente orazione in parlamento, stile ciceroniano (Verre, Catilina), ha riscosso successi in vari settori. Conte è stato incauto, i parlamenti (ovunque) non contano più come un tempo, però bisogna saperli scavalcare con grazia, facendo alcune riverenze. L'astuto Renzi non aspettava altro, gli è saltato addosso. Ma perché Conte, anch'egli astuto - niente da dire - è stato incauto? Perché ha annunciato una pletorica struttura posta al suo diretto comando? La mia opinione (da uomo della strada, ribadisco) e che sia dipeso dalla somma di due fattori. Prendere al balzo la palla dei 209 miliardi per attribuirsi il merito di una loro saggia distribuzione. Non bisogna dimenticare che la sua avventura politica è cominciata avendo a lato due gendarmi (Di Maio, Salvini) che gli suggerivano anche che cosa dovesse dire o non dire. Se li è abilmente scrollati di dosso, ora vorrebbe intonare qualche assolo - forte anche di un diffuso consenso al quale, confesso, finora ho partecipato. Umanamente è comprensibile. L'altro fattore è ancora più comprensibile. L'Italia è la massima beneficiaria dei fondi NGEU. Ma nel 2019 siamo stati gli ultimi per capacità di utilizzo dei normali fondi strutturali. Ne abbiamo presi solo il 30%! Se le varie amministrazioni non riescono a utilizzare i soldi normali, come potrebbero gestire l'enorme cifra in arrivo? Massimo Santini (Costituzionalista, La Sapienza) ha definito lo stato della PA "pietoso". È comprensibile che ci sia la tentazione di scavalcarne tempi e metodi. Questo vede l'uomo della strada, incerto sul giudizio finale: ambizioni personali o interesse generale? E se Conte riuscisse a far coincidere le due corna del dilemma?