Come salvare l’onore dell’Italia
di Corrado Augias , di Corrado Augias
Gentile Augias, Donald Trump in veste istituzionale non solo ha fatto gli auguri al successore e pregato per la sua opera, ma ha declinato un proprio merito (in)discutibile: "Sono il presidente che nell'arco di decenni non ha iniziato guerre". Vero, ma all'interno? La stampa ha rievocato le parole "Civil war". Qui è il punto. Se si scorre la storia degli Usa si nota che, dopo il 1828 e la separazione del partito prevalente in Democratico e Repubblicano, i presidenti hanno sempre vinto con percentuali di voti poco al di sopra del 50%. Interi Stati hanno fatto capo all'uno o all'altro partito in base a condizioni agricole, geografiche, industriali, petrolifere, culturali e di "mentalità", razzismo compreso. Tuttavia, a parte episodi anche gravi ma locali, non c'è più stato un confronto violento tra le due anime degli Usa. Se è bastato un presidente ad accenderlo, ciò non lo qualifica come una sor…
Gentile Augias, Donald Trump in veste istituzionale non solo ha fatto gli auguri al successore e pregato per la sua opera, ma ha declinato un proprio merito (in)discutibile: "Sono il presidente che nell'arco di decenni non ha iniziato guerre". Vero, ma all'interno? La stampa ha rievocato le parole "Civil war". Qui è il punto. Se si scorre la storia degli Usa si nota che, dopo il 1828 e la separazione del partito prevalente in Democratico e Repubblicano, i presidenti hanno sempre vinto con percentuali di voti poco al di sopra del 50%. Interi Stati hanno fatto capo all'uno o all'altro partito in base a condizioni agricole, geografiche, industriali, petrolifere, culturali e di "mentalità", razzismo compreso. Tuttavia, a parte episodi anche gravi ma locali, non c'è più stato un confronto violento tra le due anime degli Usa. Se è bastato un presidente ad accenderlo, ciò non lo qualifica come una sorpresa ma come un danno enorme al Paese.
Giovanni Moschini (g.moschini@yahoo.it)
La prima impressione della presidenza Biden è che il nuovo capo dello Stato abbia voluto, con ostentata rapidità, rimettere l'America sui suoi binari. Quindi decreti attuativi sulla pandemia con obbligo delle mascherine, apertura di prospettive sui (disastrosi) cambiamenti climatici, aiuti agli studenti, tentativi di conciliazione nazionale anche attraverso inni e canzoni eseguite dopo il giuramento da una diva d'origini italiane, una ispanica, una ragazza di colore. A seguire, lo spettacolo di festeggiamento affidato ad un puro yankee come Tom Hanks, l'uomo che nel film Forrest Gump è un testimone della storia americana, in Salvate il soldato Ryan un eroico combattente per la liberazione dell'Europa. Sono stati segnali forti, studiati soprattutto per marcare il contrasto con le precedenti, spesso opposte decisioni di Trump che del resto s'è allontanato pronunciando minacciose parole: in qualche modo ritorneremo. In qualche modo? In quale modo? Esistono forse vari modi in una democrazia per guadagnare il governo? Personalmente comunque non darei più peso del dovuto a quelle ultime sgradevoli parole. Non vedo una nuova guerra civile alle porte. È il grido di copertura con il quale un uomo tracotante cerca di mascherare una sconfitta che s'è rifiutato d'ammettere. È vero quello che scrive il signor Moschini. I presidenti americani sono stati sempre eletti con maggioranze poco sopra o poco sotto il 50 per cento. Considerato che la percentuale media dei votanti era anch'essa intorno a quella cifra (ultimamente era cresciuta ma per ragioni legate alle contingenze), questo vuol dire che uno degli uomini più potenti del pianeta è stato spesso mandato alla Casa Bianca da circa un quarto dei suoi cittadini. Noi in Europa siamo (o almeno eravamo) abituati a maggioranze più consistenti, soprattutto a un sistema elettorale meno farraginoso e aleatorio di quello americano, ormai decisamente invecchiato nel secolo delle comunicazioni digitali. Cattolico, di origini irlandesi, Biden vorrà rinsaldare il legame con l'Europa. Speriamo che l'Italia si metta presto in grado di coprire con onore il suo ruolo. Come direbbe Biden: Let's keep our fingers crossed.
Giovanni Moschini (g.moschini@yahoo.it)
La prima impressione della presidenza Biden è che il nuovo capo dello Stato abbia voluto, con ostentata rapidità, rimettere l'America sui suoi binari. Quindi decreti attuativi sulla pandemia con obbligo delle mascherine, apertura di prospettive sui (disastrosi) cambiamenti climatici, aiuti agli studenti, tentativi di conciliazione nazionale anche attraverso inni e canzoni eseguite dopo il giuramento da una diva d'origini italiane, una ispanica, una ragazza di colore. A seguire, lo spettacolo di festeggiamento affidato ad un puro yankee come Tom Hanks, l'uomo che nel film Forrest Gump è un testimone della storia americana, in Salvate il soldato Ryan un eroico combattente per la liberazione dell'Europa. Sono stati segnali forti, studiati soprattutto per marcare il contrasto con le precedenti, spesso opposte decisioni di Trump che del resto s'è allontanato pronunciando minacciose parole: in qualche modo ritorneremo. In qualche modo? In quale modo? Esistono forse vari modi in una democrazia per guadagnare il governo? Personalmente comunque non darei più peso del dovuto a quelle ultime sgradevoli parole. Non vedo una nuova guerra civile alle porte. È il grido di copertura con il quale un uomo tracotante cerca di mascherare una sconfitta che s'è rifiutato d'ammettere. È vero quello che scrive il signor Moschini. I presidenti americani sono stati sempre eletti con maggioranze poco sopra o poco sotto il 50 per cento. Considerato che la percentuale media dei votanti era anch'essa intorno a quella cifra (ultimamente era cresciuta ma per ragioni legate alle contingenze), questo vuol dire che uno degli uomini più potenti del pianeta è stato spesso mandato alla Casa Bianca da circa un quarto dei suoi cittadini. Noi in Europa siamo (o almeno eravamo) abituati a maggioranze più consistenti, soprattutto a un sistema elettorale meno farraginoso e aleatorio di quello americano, ormai decisamente invecchiato nel secolo delle comunicazioni digitali. Cattolico, di origini irlandesi, Biden vorrà rinsaldare il legame con l'Europa. Speriamo che l'Italia si metta presto in grado di coprire con onore il suo ruolo. Come direbbe Biden: Let's keep our fingers crossed.