✕

La burocrazia che rallenta persino la Svizzera

Le difficoltà amministrative complicano la vita della Confederazione elvetica come dell'Italia
2 minuti di lettura
Gentilissimo dott. Augias, ho letto la lettera della signora Verzar, svizzera, sulle difficoltà a ottenere la cittadinanza italiana, vorrei dirle una storia svizzera.Vivo a Horgen (Zurigo) dal 2008, ho chiesto la cittadinanza a settembre 2018. Tempi previsti 24 mesi. Il Canton Zurigo mi ha comunicato, a inizio ottobre, di aver fatto il controllo documentale, e passato la pratica al Comune di Horgen. Ho sostenuto l’esame scritto, in tedesco, nel giugno 2019 rispondendo a 50 domande, tra le quali “quanto è grande il bosco di Horgen, 1153 o 1453 ettari?”. Colloquio orale, il 20 novembre 2019. Intervista in Svizzero-tedesco, sebbene non sia una lingua ufficiale. A gennaio 2020 il Comune passa la pratica al Cantone, completamento previsto sei-otto mesi, mi chiedono di pagare 769 chf. A ottobre altro bollettino di 500 chf, e passaggio della pratica al Dipartimento Migrazione di Berna che mi invia un ulteriore bollettino di 150 chf. Il 10 dicembre 2020 il Cant…
Gentilissimo dott. Augias, ho letto la lettera della signora Verzar, svizzera, sulle difficoltà a ottenere la cittadinanza italiana, vorrei dirle una storia svizzera.Vivo a Horgen (Zurigo) dal 2008, ho chiesto la cittadinanza a settembre 2018. Tempi previsti 24 mesi. Il Canton Zurigo mi ha comunicato, a inizio ottobre, di aver fatto il controllo documentale, e passato la pratica al Comune di Horgen. Ho sostenuto l’esame scritto, in tedesco, nel giugno 2019 rispondendo a 50 domande, tra le quali “quanto è grande il bosco di Horgen, 1153 o 1453 ettari?”. Colloquio orale, il 20 novembre 2019. Intervista in Svizzero-tedesco, sebbene non sia una lingua ufficiale. A gennaio 2020 il Comune passa la pratica al Cantone, completamento previsto sei-otto mesi, mi chiedono di pagare 769 chf. A ottobre altro bollettino di 500 chf, e passaggio della pratica al Dipartimento Migrazione di Berna che mi invia un ulteriore bollettino di 150 chf. Il 10 dicembre 2020 il Cantone mi scrive che Berna ha accolto la mia richiesta di cittadinanza; il cantone deve ora completare ma, siccome hanno molto lavoro, ci vorranno almeno 4 mesi. Nel frattempo un amico, che aveva fatto domanda 11 mesi dopo di me, a gennaio ha ricevuto dal Cantone il documento di cittadinanza, quindi ben prima dei limiti di legge. Io invece sono ancora nel pieno di una vicenda kafkiana. Al di là dei luoghi comuni, positivi per la Svizzera e negativi per l’Italia, la realtà è che siamo in balia dell’impiegato che si occupa della nostra pratica.
Maurizio Nappa - maurizionappa@libero.it

Verrebbe da dire che tutte le burocrazie si assomigliano. Ma non sarebbe del tutto corretto. La Svizzera è una confederazione e immagino che ci saranno rapporti complicati tra amministrazioni comunali, cantonali e centrali, questo può spiegare in parte l’intrico procedurale nel quale il signor Nappa è incappato compreso un esame orale in lingua ‘locale’. Loro chiedevano in dialetto lui rispondeva in tedesco. Se interpreto bene quanto è accaduto in questa lunga vicenda (ho dovuto tagliare la lettera per le consuete ragioni di spazio) il vero aspetto svizzero è il costo piuttosto alto della pratica. Tutto questo mi porta però ad allargare il tema pensando per esempio che l’Italia è uno dei Paesi Ue che riesce a spendere solo in piccola parte i fondi europei che le spetterebbero proprio per una serie di complicazioni burocratiche. Il che ci porta alla famosa proposta del presidente del Consiglio Giuseppe Conte che, in vista dei duecento e passa miliardi in arrivo per il Fondo di Recupero, aveva immaginato una fantasiosa struttura di trecento persone controllata da un ristretto gruppo di dirigenti, sei, se ben ricordo. La proposta è subito caduta ed è stato ragionevole che così fosse; la preoccupazione di Conte era però comprensibile. Una burocrazia che segue con affanno i fondi europei disponibili, spesso senza riuscire a spenderli, potrà mai essere in grado di gestire somme così rilevanti? E che cosa succederà se, superati gli attuali problemi politici, si dovesse cadere su banali difficoltà amministrative? Leggo che tra le riforme previste ci sarebbe quella della Pubblica Amministrazione la quale dipende dalle leggi ma cammina sulle gambe dei funzionari. Difficile dire quale potrebbe essere il passaggio più pericoloso.