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Giorgio Parisi, fisico teorico all’università romana La Sapienza, vincitore del Wolf Prize 

Quell’istruzione d’eccellenza che ci rende primi al mondo

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Caro Augias, voglio raccontarle del mio stupore per quanto ho ascoltato martedì scorso nel programma di Geppy Cucciari su Rai3. Una giovane (e certamente brillante) astrofisica italiana, che vive a Washington e lavora alla Nasa ha dichiarato che è in procinto di rientrare in Italia spinta, fra l’altro, dal fatto che la figlia (ancora bambina) troverebbe qui una “istruzione di altissimo livello”. La mia personale esperienza mi induce a pensare che in Italia, compreso il Mezzogiorno (la ricercatrice ha origine palermitane), esistano eccellenti istituti scolastici e universitari, forse di non facile accesso per la collettività ma validi. Al contrario la percezione comune è di un sistema della pubblica istruzione vicino al collasso. Cosa ne pensa?

Massimo Medri, Roma
massmedri@gmail.com

Per una felice coincidenza la testimonianza ascoltata dal signor Medri arriva contemporaneamente ad un’altra notizia: la fondazione israeliana Wolf ha…
Caro Augias, voglio raccontarle del mio stupore per quanto ho ascoltato martedì scorso nel programma di Geppy Cucciari su Rai3. Una giovane (e certamente brillante) astrofisica italiana, che vive a Washington e lavora alla Nasa ha dichiarato che è in procinto di rientrare in Italia spinta, fra l’altro, dal fatto che la figlia (ancora bambina) troverebbe qui una “istruzione di altissimo livello”. La mia personale esperienza mi induce a pensare che in Italia, compreso il Mezzogiorno (la ricercatrice ha origine palermitane), esistano eccellenti istituti scolastici e universitari, forse di non facile accesso per la collettività ma validi. Al contrario la percezione comune è di un sistema della pubblica istruzione vicino al collasso. Cosa ne pensa?

Massimo Medri, Roma
massmedri@gmail.com

Per una felice coincidenza la testimonianza ascoltata dal signor Medri arriva contemporaneamente ad un’altra notizia: la fondazione israeliana Wolf ha assegnato il “Wolf Prize” a Giorgio Parisi, fisico teorico all’università romana La Sapienza, nonché presidente dell’Accademia dei Lincei. Apprendo che dopo il Nobel, il premio Wolf è per uno scienziato il riconoscimento più importante. Nella motivazione si legge che l’assegnazione è stata motivata «dalle sue scoperte pioneristiche nella teoria quantistica dei campi, in meccanica statistica e nei sistemi complessi». Sono prigioniero a vita del liceo classico e della cultura umanistica, la notizia quindi mi ha particolarmente incuriosito. Tanto più che il prof. Parisi ha chiarito in un’intervista al Corriere della Sera (Giovanni Caprara) quanto vasto sia il campo d’applicazione dei “sistemi complessi” da lui studiati: «Tutto ciò che vediamo intorno a noi è un sistema complesso, compresi noi stessi. Nel cervello o nell’organismo i neuroni e gli organi si scambiano di continuo messaggi che influenzano il loro funzionamento. Ma sono sistemi complessi anche l’interazione tra le persone protagoniste dell’economia, un ecosistema con i vari organismi in continua azione o l’intero insieme della vita sulla Terra». Dal cervello di un individuo al sistema globale del pianeta, c’è senza dubbio parecchia materia sulla quale lavorare. L’aspetto meno positivo della notizia è che gli studi scientifici non godono di particolare appoggio nel nostro Paese. Uno degli esempi più eloquenti è che Alessio Figalli, recente vincitore della medaglia Fields (è praticamente il Nobel della matematica) lavora a Princeton. A un livello più basso e più generale, si vede quanto scadenti siano spesso i risultati dei test Invalsi per le materie scientifiche sui ragazzi delle medie. Si è ripetuto a lungo che la colpa della situazione va attribuita all’idealismo di Benedetto Croce che collocava la conoscenza scientifica tra gli “pseudoconcetti”. Questa critica ultimamente è stata molto ridimensionata. L’epistemologo Giulio Giorello, prematuramente scomparso, individuava altre cause: cattive scelte della politica, resistenze culturali, incapacità degli stessi scienziati a comunicare. Per tornare alla lettera, è vero che il sistema dell’istruzione nel suo complesso non è in buone condizioni ma anche vero che resistono nel Paese isole di eccellenza certamente in grado di primeggiare nel mondo.