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(reuters)

La difficile transizione dei Cinque Stelle

Il passaggio dalla piazza alla politica
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Caro Augias, c'è un evidente paradosso in quanto sta accadendo ai 5 Stelle: un governo ontologicamente né di destra, né di sinistra sta facendo frantumare un movimento nato né di destra, né di sinistra. Una mancanza di identità congenita, sbandierata, gridata nelle piazze, ma che ora presenta il conto. Il Movimento è finito? Il rischio c'è, ma sarebbe una perdita per la democrazia, perché gli va riconosciuto di aver portato sulla scena politica un ricambio di giovani e di idee, anche se con l'arroganza tipica dei rivoluzionari, che si reputano il "bene" con la missione di debellare gli altri, cioè il "male". Per salvarsi, i 5S dovrebbero rinascere finalmente come partito, con tanto di maggioranza e minoranza: litigare, come fanno tutti, ma senza scomuniche. Così si garantisce democrazia interna e la gestione dei conflitti. Questa dovrebbe essere la proposta di Conte: non subent…
Caro Augias, c'è un evidente paradosso in quanto sta accadendo ai 5 Stelle: un governo ontologicamente né di destra, né di sinistra sta facendo frantumare un movimento nato né di destra, né di sinistra. Una mancanza di identità congenita, sbandierata, gridata nelle piazze, ma che ora presenta il conto. Il Movimento è finito? Il rischio c'è, ma sarebbe una perdita per la democrazia, perché gli va riconosciuto di aver portato sulla scena politica un ricambio di giovani e di idee, anche se con l'arroganza tipica dei rivoluzionari, che si reputano il "bene" con la missione di debellare gli altri, cioè il "male". Per salvarsi, i 5S dovrebbero rinascere finalmente come partito, con tanto di maggioranza e minoranza: litigare, come fanno tutti, ma senza scomuniche. Così si garantisce democrazia interna e la gestione dei conflitti. Questa dovrebbe essere la proposta di Conte: non subentrare a Grillo, ma lasciarlo tornare a fare il suo lavoro di comico intelligente, per poi far nascere da un Movimento indefinito, un partito di sinistra. Con lo scopo di unirsi ad altre forze dello stesso schieramento. Una grande formazione di cui si sente la mancanza da quando il PD "renzificato" si è spostato al centro.

Roberto Castronuovo - Bologna

L'itinerario era scontato, infatti ampiamente previsto, perfino in questa rubrica. Gridare la propria collera, coagulare i consensi di tutti gli scontenti, quale che ne sia la ragione, non è difficile. Basta avere una voce abbastanza forte per farsi ascoltare, sufficiente spregiudicatezza, al bisogno una buona scorta di invettive e ingiurie da lanciare ora a questo ora a quello per far salire la temperatura della piazza. In tutti gli schieramenti ci sono militanti che dalla sindrome della piazza non si riprendono più, continuano a sognare l'esaltazione di quei momenti anche quando bisognerebbe smetterla di urlare e mettersi a lavorare, compresi inevitabili compromessi. Lì però comincia il difficile; quando la fase di piazza ha raggiunto il suo obiettivo e bisogna sapere come utilizzare la grande massa di consenso raccolta gridando e smaniando. Chi governa decide, ogni decisione comporta una scelta che è, di necessità, politica. Il governo Conte - 2, per esempio, è stato nello stesso tempo danneggiato e avvantaggiato dalla pandemia. Danneggiato per tutte le ragioni anche drammatiche che conosciamo e che, sia detto, sono state affrontate quasi sempre bene considerato l'imperversare di un flagello di quelle dimensioni di cui nessuno aveva esperienza. Ma è stato anche avvantaggiato perché con tutta l'attenzione concentrata sulla pandemia, sono passate in secondo piano, o rinviate, molte altre innumerevoli decisioni tra quelle che competono ad un governo, gestendo le quali un esecutivo rivela il proprio orientamento di fondo. Per lo stesso motivo, dire che l'attuale governo Draghi è per metà politico per metà tecnico, è semi verità. Tecnici sono certamente i titolari di alcuni dicasteri, ma politiche saranno le decisioni che prenderanno, né potrebbe essere altrimenti. Ce la faranno i 5Stelle a diventare un partito "normale" al servizio non più di alcune infantili utopie ma della nazione? Francamente lo spero, gioverebbe a tutti l'entusiasmo, la freschezza, perfino l'ingenuità che hanno immesso nell'asfittico tessuto della politica.