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Quanti libri su Mussolini. Migranti come kamikaze

Migranti avvistati sul lato bielorusso al confine con la Polonia, nei pressi di Kuznica (reuters)
Posta e risposta 
2 minuti di lettura

Caro Merlo, come mai i libri su Mussolini hanno sempre un grande seguito?
Massimo Aurioso
Io non credo che quel consenso esteso verso Mussolini, che De Felice ha ben documentato, sia diventato un fiume carsico che ogni tanto invade con le sue acque torbide la superficie del Paese. È però vero che attorno a Mussolini c'è un'editoria florida che - per dirla alla Mussolini - ha scavato un solco con i suoi successi e le sue patacche (diari, lettere segrete...). C'è pure una storiografia minore rosa shocking con il mito di Claretta, le amanti nascoste, la contaminazione ebraica con la Sarfatti, i figli illegittimi e, su tutto, il mito contadino di mamma Rachele. Tra le tante Italie del Censis, scontate e immaginifiche, manca uno studio, non solo di mercato, sul fascino di quest' editoria, su questo nero che non sfuma mai.

Caro Merlo, il dittatore della Bielorussa, sobillato, protetto e finanziato da Putin spinge i migranti verso la frontiera pol…

Caro Merlo, come mai i libri su Mussolini hanno sempre un grande seguito?
Massimo Aurioso
Io non credo che quel consenso esteso verso Mussolini, che De Felice ha ben documentato, sia diventato un fiume carsico che ogni tanto invade con le sue acque torbide la superficie del Paese. È però vero che attorno a Mussolini c'è un'editoria florida che - per dirla alla Mussolini - ha scavato un solco con i suoi successi e le sue patacche (diari, lettere segrete...). C'è pure una storiografia minore rosa shocking con il mito di Claretta, le amanti nascoste, la contaminazione ebraica con la Sarfatti, i figli illegittimi e, su tutto, il mito contadino di mamma Rachele. Tra le tante Italie del Censis, scontate e immaginifiche, manca uno studio, non solo di mercato, sul fascino di quest' editoria, su questo nero che non sfuma mai.

Caro Merlo, il dittatore della Bielorussa, sobillato, protetto e finanziato da Putin spinge i migranti verso la frontiera polacca che è frontiera europea e l'Europa solidarizza con la Polonia. È vero che Lukashenko si comporta da gangster, ma così l'Europa dimentica che i migranti - quasi tutti iracheni e africani del nord - sono essere umani e non la spazzatura che la Bielorussa spinge con la scopa verso la Polonia per "sporcare" e mettere in crisi l'Europa. Lukashenko e Putin costruiscono sui migranti una strategia di politica estera. Come finirà?
Sergio Timpanaro - Napoli
Finirà con una qualche forma di legittimazione del muro di 80 chilometri la cui costruzione, prevista dal governo ultranazionalista di Varsavia, è già stata approvata dal Parlamento. È un brutto gioco duro e senza testimoni perché la Polonia non ha voluto su quel confine né l'Agenzia europea né i giornalisti. Temo che persino "lo sfondamento" dei poveri migranti, vale a dire il taglio del filo spinato, sia stato fatto sì con le cesoie di Minsk, ma anche con il malcelato "compiacimento" degli stessi polacchi che si spacciano per vittime degli "invasori bielorussi" e ieri hanno fatto sapere di averne arrestati una cinquantina e di avere sparato per intimidazione. Contro i disperati, i polacchi schierano quasi 20mila uomini armati. Quei confini, storicamente carichi di rimorsi, sono la fragilità e la forza della Polonia, il cui posto in Europa è molto più solido di quanto sembri. E ha ragione lei: i migranti perdono la dignità di uomini e diventano kamizake al contrario: non mandati a farsi esplodere, ma a fare esplodere i confini.

Caro Merlo, Beniamino Placido sosteneva che l'avanspettacolo, poi trasformatosi in varietà, continuava a esistere in trasmissioni come "Il processo del Lunedì" di Biscardi, dove gli ospiti rivestivano i ruoli dei caratteristi: il bonaccione, lo svitato, il cinico...Lo schema, spogliarello a parte, si ripropone nei talk show, nei quali il capocomico-presentatore esibisce la compagnia di giro. Spesso si tratta di capocomiche dive o di coppie come furono Carmen Borini e Vici de Roll. Emerge, come da tradizione, la figura dell'indignato in permanente malumore: a suo tempo interpretata da Gianni Agus, ora è...
Paolo Contini
Interrompo la sua divertente lettera perché l'attribuzione dei ruoli ci trascinerebbe nelle polemiche personali. Pur con qualche eccezione, i talk show sono, per cinici motivi di audience, le ridotte del populismo italiano in ritirata. Cambi canale.