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Dallo spavaldo taglia e cuci ai funerali del Referendum

La conferenza stampa dei referendari sui quesiti bocciati (ansa)
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Caro Merlo, ha ragione Francesco Bei: sono stati bocciati i referendum che più esprimevano la cultura liberale dei diritti. Ma i referendari non hanno colpe?
Livia Bonifacio- Napoli
Lascia un senso di sgomento vedere sparire così, come in una dissolvenza, le risorse di passione civile, generosità e intelligenza che “l’eutanasia attiva” aveva mobilitato, perfettamente aderendo a quello che Stefano Folli ha chiamato “lo spirito del tempo”. I quesiti sull’eutanasia e sulla cannabis avevano anche la forza di trainare sino al quorum quegli altri 5 sulla giustizia che, sebbene più malmessi, sono stati invece ammessi. E non escludo che qualcuno dei 15 giudici costituzionali, maliziosi come tutti i vecchi saggi, si sia fregato le mani proprio pensando che la bocciatura dei forti avrebbe azzoppato la promozione dei deboli. Ora sarebbe paradossale se, pur non raggiungendo il quorum, i referendum permettessero al lupo Salvini di ind…

Caro Merlo, ha ragione Francesco Bei: sono stati bocciati i referendum che più esprimevano la cultura liberale dei diritti. Ma i referendari non hanno colpe?
Livia Bonifacio- Napoli
Lascia un senso di sgomento vedere sparire così, come in una dissolvenza, le risorse di passione civile, generosità e intelligenza che “l’eutanasia attiva” aveva mobilitato, perfettamente aderendo a quello che Stefano Folli ha chiamato “lo spirito del tempo”. I quesiti sull’eutanasia e sulla cannabis avevano anche la forza di trainare sino al quorum quegli altri 5 sulla giustizia che, sebbene più malmessi, sono stati invece ammessi. E non escludo che qualcuno dei 15 giudici costituzionali, maliziosi come tutti i vecchi saggi, si sia fregato le mani proprio pensando che la bocciatura dei forti avrebbe azzoppato la promozione dei deboli. Ora sarebbe paradossale se, pur non raggiungendo il quorum, i referendum permettessero al lupo Salvini di indossare la cuffia della nonna liberale e così celebrare il funerale del Referendum, che solo fino a un certo punto si può maltrattare. Vengo alle colpe: i due referendum radicali non si terranno perché il taglia e cuci spavaldo ha trasformato “l’eutanasia attiva” in “omicidio del consenziente”, orribile espressione che non c’entra con la tradizione radicale. E con la depenalizzazione della coltivazione della cannabis il taglia e cuci depenalizzava anche quelle di oppio e papavero, di nuovo tradendo la cultura liberale. Penso, tuttavia, che la Corte avrebbe potuto (non dovuto) ammettere lo stesso i due quesiti, magari accompagnandoli con spiegazioni e eventuali raccomandazioni al legislatore, e dunque accettandone lo spirito. Ma è vero che sono stati i referendari a fornire alla Corte ragioni e non peli nell’uovo.

Caro Merlo, Giuliano Amato doveva tacere? I giudici non parlano con le sentenze?
Gigi Scaglia – Brescia
Giuliano Amato ha fatto benissimo a spiegare, e mi auguro che l’operazione trasparenza della Corte più nascosta d’Italia continui con la stessa efficacia. Per sempre.

Caro Merlo, il superbonus cambia ancora? Non c’è regola per le regole?
Mariannina Vecchi - Modena
Le regole in Italia sono come le mutande, si cambiano ogni giorno.

Caro Merlo, leggo da una sua risposta che “ci portiamo dietro un finto giornalismo che spaccia un verbale per uno scoop”. Perché?
Silvia Scotti
Alcuni giornalisti, da Mani pulite in poi, hanno preso la pessima abitudine di sostituire al lavoro d’inchiesta le veline dei Pm, di cui sono i ventriloqui. Trent’anni fa, quella complicità ci parve una novità perché denudava la corruzione. Oggi sono i peggiori perché sentenziano da giudici senza averne i titoli e raccontano da giornalisti senza esercitarne l’intelligenza critica.

Caro Merlo, sostengo la sua battaglia contro il soffocamento della lingua causato da insensatezze semantiche e volgarità. Vorrei pregarla di allargarla all’invasione anglofona della lingua scritta. Serve il vocabolario per leggere un articolo. Sappia che siamo in molti con lei. Desidererei abbracciarla per solidarietà, ma evito: ci tengo alla testa.
Francesco Saverio Trincia - Roma

Caro professor Trincia, più d’uno propone di ghigliottinare la ghigliottina. Ma ci sono parole che anche decapiate rimangono pericolose. Altre si mostrano vive solo quando vengono mozzate.

Caro Merlo: santo padre
Marcello Fagioli
Ghigliottina rifiutata.