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La Chiesa russa è complice. L’emergenza e il nucleare

(afp)
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Caro Merlo, la chiesa ortodossa con il proprio silenzio è complice dello spargimento di sangue e dell’attacco all’Ucraina che Putin preparava da tempo, anche con l’eliminazione dell’opposizione interna, tramite uccisioni e incarcerazioni.
Augusto Bazzocchi — Cetona (Siena)
La Chiesa Ortodossa Russa è, da più di venti anni, uno dei principali pilastri politici della Russia putiniana. E non è fatta solo di silenzio la complicità del Patriarca di Mosca Kirill che ieri ha parlato di pace schierandosi con Putin. Addirittura Kirill “nel suo messaggio — scrive Luciano Regolo su FamigliaCristiana.it — riecheggia le parole con cui Putin ha giustificato l’invasione”. Ecco cosa ha detto: “I popoli russo e ucraino hanno una storia comune secolare che risale al battesimo della Russia da parte del santo principe Vladimir. Credo che questa comunione donata da Dio aiuterà a superare le division…

Caro Merlo, la chiesa ortodossa con il proprio silenzio è complice dello spargimento di sangue e dell’attacco all’Ucraina che Putin preparava da tempo, anche con l’eliminazione dell’opposizione interna, tramite uccisioni e incarcerazioni.
Augusto Bazzocchi — Cetona (Siena)
La Chiesa Ortodossa Russa è, da più di venti anni, uno dei principali pilastri politici della Russia putiniana. E non è fatta solo di silenzio la complicità del Patriarca di Mosca Kirill che ieri ha parlato di pace schierandosi con Putin. Addirittura Kirill “nel suo messaggio — scrive Luciano Regolo su FamigliaCristiana.it — riecheggia le parole con cui Putin ha giustificato l’invasione”. Ecco cosa ha detto: “I popoli russo e ucraino hanno una storia comune secolare che risale al battesimo della Russia da parte del santo principe Vladimir. Credo che questa comunione donata da Dio aiuterà a superare le divisioni e le contraddizioni sorte che hanno portato all’attuale conflitto”. Manca solo “Dio è con noi”.


Caro Merlo, la crisi energetica forse indurrà i duri e puri (quelli che osteggiavano la TAP e ora inneggiano ai suoi vantaggi) a ripensare al nucleare. La fissione è l’unica tecnologia che in tempi brevi può fornire all’Italia quell’energia che verrà a mancare in attesa che la fusione diventi praticabile. Il referendum del dopo Chernobyl non escludeva il suo impiego e, pur nell’egoismo dei comuni per le scorie (never in my backyard), tornerà all’ordine del giorno. E costruire una centrale non richiede tempi biblici (circa un anno).
Prof Giovanni Neri — Bologna
L’emergenza accelera e chiarisce, costringe a svegliarsi dal sonno dell’ideologia, impone soluzioni. Draghi ha parlato dei rigassificatori e delle centrali a carbone, ma non delle centrali nucleari di quarta generazione perché ancora dividono la maggioranza. Vedrà, caro Neri, che il protagonista dei prossimi mesi sarà il ministro Cingolani a cui Draghi è molto legato. È di lui che parlava quando ha detto: “Avete visto che bravi ministri che ho? Ho un bellissimo governo”.


Caro Merlo, non pensa che i cittadini europei potrebbero collaborare con i governi e dimostrare solidarietà al popolo ucraino attuando un risparmio di energia? Nella mia famiglia abbiamo deciso un’ulteriore razionalizzazione degli elettrodomestici, la riduzione dei punti luce e l’abbassamento della temperatura ambiente.
Giancarlo Mosoni — Domodossola
La crisi energetica si affronta anche cambiando abitudini e riscoprendo l’austerità. L’esempio della sua famiglia farà scuola.


Caro Merlo, mi è dispiaciuto molto leggere il tuo commento alla lettera di Matteo Pavesi sulla piantina dei musei milanesi. MuseoCity sta lavorando da anni per coinvolgere le periferie e nel 2020 avevamo segnalato con i rispettivi nomi sulla nostra mappa tutti i musei, compreso il MIC. Ma riducendo di molto le dimensioni della mappa diventava difficile trovare l’indicazione corretta. Le freccette nere volevano essere un modo per inserire nella pagina anche le Istituzioni più esterne senza rimpicciolire le indicazioni. Me ne scuso con la Cineteca Italiana. Troveremo comunque un’altra grafica per la grande Milano nella prossima edizione.
Maria Grazia Mazzocchi — Presidente Museo city — Milano
Grazie. Quelle freccette nere senza indirizzo non erano all’altezza del successo e del prestigio di Museo City.