Zelensky nella Ue, non nella Nato. Canfora e le galline pensierose
di Francesco Merlo , di Francesco MerloCaro Merlo, adesione alla Ue e alla Nato non sono la stessa cosa. Vale la pena precisarlo, per evitare errori. Come lei ha ricordato, il Trattato dell'Unione afferma che la Nato resta, per gli stati che ne fanno parte, "il fondamento della loro difesa collettiva". Per gli stati che ne fanno parte, non per tutti. La Finlandia (come l'Austria, la cui neutralità è scritta nella Costituzione, e l'Irlanda) fa parte della Ue e non della Nato, ed è un Paese neutrale (non ospita basi Nato). Per questo, l'adesione dell'Ucraina all'Unione Europea può essere un elemento significativo di un possibile compromesso, il che testimonia della saggezza sia di Zelensky che dei governi europei nell'insistere con forza su questo progetto, utile alla pace.
Pietro Modiano-Milano
È molto vero ed è probabile che Zelensky, il quale è candidato all'ingresso nella Ue, rinunci, saggiamente come lei dice, all'integrazione…
Caro Merlo, adesione alla Ue e alla Nato non sono la stessa cosa. Vale la pena precisarlo, per evitare errori. Come lei ha ricordato, il Trattato dell'Unione afferma che la Nato resta, per gli stati che ne fanno parte, "il fondamento della loro difesa collettiva". Per gli stati che ne fanno parte, non per tutti. La Finlandia (come l'Austria, la cui neutralità è scritta nella Costituzione, e l'Irlanda) fa parte della Ue e non della Nato, ed è un Paese neutrale (non ospita basi Nato). Per questo, l'adesione dell'Ucraina all'Unione Europea può essere un elemento significativo di un possibile compromesso, il che testimonia della saggezza sia di Zelensky che dei governi europei nell'insistere con forza su questo progetto, utile alla pace.
Pietro Modiano-Milano
È molto vero ed è probabile che Zelensky, il quale è candidato all'ingresso nella Ue, rinunci, saggiamente come lei dice, all'integrazione nella Nato. Ma la guerra di Putin contro l'Europa sempre più avvicina e confonde Nato e Ue. Difatti, la Finlandia, che ha 1300 km di confine con la Russia, sta valutando l'ingresso nella Nato.
Caro Merlo, non le sembra eccessivo prendersela con gli artisti russi e ricorrere all'ostracismo per un direttore d'orchestra, uno scrittore, un poeta, comunque un intellettuale che abbiamo sempre ascoltato con piacere? I miei ricordi vanno ai tanti antifascisti, talvolta partigiani, che erano stati fascisti. L'elenco è molto lungo. Ho un libro di Indro Montanelli, con un elenco, neanche completo, di fascisti poi divenuti antifascisti. Qualcuno aveva avuto prebende (segrete) dal regime. Qualcun'altro scriveva al "Caro Duce" chiedendo cattedre... Li abbiamo accettati, anche giustificandoli col "tengo famiglia". Altri perché erano onesti intellettualmente. E ora diamo la caccia ai russi. Che gli Dei delle Arti li perdonino.
Piero Orrù
È facile prendersela con i professori della Bicocca ai quali andrebbe ritirata la licenza media perché hanno tentato di applicare l'ostracismo a Dostoevskij. La caccia al russo, però, era già cominciata con la richiesta di abiura al grande direttore d'orchestra Gergiev, addirittura alla Scala, nella stessa città della Bicocca, dunque. E non stiamo parlando di "Cretinopol" ma di Milano che è, con Napoli, la capitale dell'illuminismo italiano. Lei sa che qui trattiamo come macchiette i soliti Italiban, che una volta si schierano con i tagliagole afghani, poi tifano contro la Nazionale e ora scoprono che "sì, però, insomma anche Putin ha le sue ragioni". Tuttavia, in questo confuso contesto, la caccia italiana all'artista russo sembra, nella sua spavalderia da commedia, la parodia del tribunale del popolo che in Russia, nella sua violenza da dramma, ha chiuso ieri la radio liberale L'eco di Mosca. Luciano Canfora, che è un grande intellettuale marxista del quale è difficile non apprezzare le posizioni culturali, denunzia l'intolleranza dei liberali che, quando c'è, li fa somigliare alle galline. Canfora non lo dice, ma si tratta certamente della "Galline pensierose" (Quodlibet) di Luigi Malerba, felicissima parodia del tribunale del popolo che, in Italia - lo abbiamo visto alla Bicocca e alla Scala - non ne perdona mai una. Ma, come lei ha ricordato evocando "il lungo viaggio" dal fascismo all'antifascismo, quando non è parodia, quello stesso tribunale per fortuna tiene famiglia.