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“Ennio”, capolavoro sui capolavori. Un aforisma per spiegare la guerra

Ennio Morricone con il figlio Giovanni agli Oscar del 2016 
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Caro Merlo, Giuseppe Tornatore ha attribuito il successo del suo "Ennio" alla straordinaria forza delle musiche. E certo emoziona riascoltare, in poco più di due ore, l'intera colonna sonora dell'Italia a partire dal 1963 (io avevo 13 anni) e quel "rotola, rotola" di Gianni Meccia, con momenti di autentica magia e qualche lacrima per "C'era una volta in America"e "Nuovo cinema paradiso". Va però detto a Tornatore che è il racconto di ciascuna di quelle musiche a rendere il film un capolavoro, al punto che alla fine la stessa vita di Morricone diventa una musica. È per questo che in molti siamo tornati a vederlo per la seconda e anche per la terza volta. Se poi su Nuovo cinema paradiso "Ennio" ha quasi sorvolato è perché il pudore del regista è lo stesso del compositore.
Rosanna Lampugnani
Fragile, timido e potente, Ennio Morricone era il signor Soundtrack di Fantasia, una cor…

Caro Merlo, Giuseppe Tornatore ha attribuito il successo del suo "Ennio" alla straordinaria forza delle musiche. E certo emoziona riascoltare, in poco più di due ore, l'intera colonna sonora dell'Italia a partire dal 1963 (io avevo 13 anni) e quel "rotola, rotola" di Gianni Meccia, con momenti di autentica magia e qualche lacrima per "C'era una volta in America"e "Nuovo cinema paradiso". Va però detto a Tornatore che è il racconto di ciascuna di quelle musiche a rendere il film un capolavoro, al punto che alla fine la stessa vita di Morricone diventa una musica. È per questo che in molti siamo tornati a vederlo per la seconda e anche per la terza volta. Se poi su Nuovo cinema paradiso "Ennio" ha quasi sorvolato è perché il pudore del regista è lo stesso del compositore.
Rosanna Lampugnani
Fragile, timido e potente, Ennio Morricone era il signor Soundtrack di Fantasia, una corda tesa con l'aria imbronciata e l'espressione severa. "Io credo - mi disse in un'intervista - che la Musica sia già tutta scritta, quella eseguita e quella ancora da eseguire. Si tratta solo di comporre e ricomporre: ma la Musica è già lì e sceglie le sue creature, i suoi compositori". Ha scelto anche il suo regista, Giuseppe Tornatore.

Caro Merlo, in questi difficilissimi giorni di guerra, in cui si discute molto di comportamenti umani, a me pare illuminante il pensiero di Stanislaw Jerzy Lec: "Un tempo gli uomini saranno fra di loro fratelli e ricominceranno da Caino e Abele".
Bernardo Coccoli
Si sa che molti preferiscono gli aforismi, che sono per definizione brevi, ai lunghi libri che sono difficili da frequentare. Ma I pensieri spettinati di Stanislaw Jerzy Lec (Bompiani) non sono scorciatoie, battute, barzellette. Hanno infatti la densità di mille libri, letti e scritti. Ne raccolgono il pensiero come in un guscio di noce. Eccone altri quattro attualissimi. "All'inferno il diavolo è un eroe positivo. I roghi non illuminano le tenebre. Garanzia di pace: seppellire l'ascia di guerra insieme al nemico. È facilissimo trasformare le marionette in impiccati; le corde ci sono già".

Caro Merlo, se l'Ucraina fosse già membro della Nato, la Russia di Putin si sarebbe ben guardata dall'invaderla e distruggerla. Può non piacere, ma la storia, soprattutto al tempo dell'atomica,
insegna che "l'equilibrio del terrore" è garanzia di pace. Al contrario l'invocazione di pace e disarmo dei "pacifisti", quando non tiene conto dello squilibrio delle forze militari, finisce per giustificare i crimini del più forte sul più debole, del più armato sul disarmato.

Valerio Valeri
Lo ha detto bene e subito Enrico Letta: "Quello che è successo dimostra che la Nato doveva far entrare l'Ucraina prima".

Caro Merlo, se è vero che "La Corazzata Potëmkin è una cagata pazzesca" dobbiamo rassegnarci a misurare la qualità con i numeri del successo. E dunque i talk show sulla guerra con l'Auditel. Inutile dire che ci rimane il telecomando: proprio quello è l'auditel.
Linda Dionigi - Perugia
Un prodotto costruito solo per l'auditel non è un buon prodotto. Tutti sappiamo che la corazzata Potëmkin è un capolavoro: lì "la cagata" era il dibattito sullo "specifico filmico". Tra i meravigliosi insuccessi della storia dell'audience ci sono La Traviata, Sei personaggi in cerca d'autore e, agli esordi, Bob Dylan, Luigi Tenco, Vasco Rossi e Franco Battiato.