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Conte e il partito dei quasi putiniani. Il covid e la pummarola di Gadda

Vladimir Putin (afp)
Posta e risposta del 2 aprile 2022
2 minuti di lettura

Caro Merlo, ho visto Conte battere i pugni sul tavolo. Il “signor quasi” ci riprova con un’altra metamorfosi? Nella commedia delle spese militari sembra ispirarsi al Beppe Grillo prima maniera. Ma il vaffa può essere “quasi”?
Giorgio Villano — Milano
È una commedia, ma al tempo stesso un progetto politico dove tutto è “quasi”. Descamisado, le maniche arrotolate, il pataccone d’oro al polso, i capelli anneriti, la goffaggine della lingua quasica dell’ “inderloguzione pretermessa” adattata al “questa volta non permetterò”, “il paese è con noi”, Conte non sta rubando a Grillo il ruolo di leader, ma di comico. E, alla Fregoli, cambia velocemente d’abito e personalità: srotola le maniche e il camisaccio torna camicia, rimette la divisa del gagà e va da Mattarella nella veste dell’equilibrato statista che mai e poi mai farebbe cadere il…

Caro Merlo, ho visto Conte battere i pugni sul tavolo. Il “signor quasi” ci riprova con un’altra metamorfosi? Nella commedia delle spese militari sembra ispirarsi al Beppe Grillo prima maniera. Ma il vaffa può essere “quasi”?
Giorgio Villano — Milano
È una commedia, ma al tempo stesso un progetto politico dove tutto è “quasi”. Descamisado, le maniche arrotolate, il pataccone d’oro al polso, i capelli anneriti, la goffaggine della lingua quasica dell’ “inderloguzione pretermessa” adattata al “questa volta non permetterò”, “il paese è con noi”, Conte non sta rubando a Grillo il ruolo di leader, ma di comico. E, alla Fregoli, cambia velocemente d’abito e personalità: srotola le maniche e il camisaccio torna camicia, rimette la divisa del gagà e va da Mattarella nella veste dell’equilibrato statista che mai e poi mai farebbe cadere il governo. In modo naïf prova a diventare leader dei putiniani, un partito trasversale che si vergogna di se stesso, ma sta montando come la maionese in quel che resta dell’estremismo post-vaffa. Ha i suoi giornali di riferimento, sogna di trasformare la Cgil di Landini nella fortezza dell’ideologia contro “gli ammericani”, di conquistare l’Anpi che sempre più si allontana dai partigiani e, prima di arrivare ai mattoidi No Vax che dubitano della guerra come dubitarono dei vaccini e ai leghisti con le loro chat filorusse, ci sono l’Eu, Articolo 21, Sinistra italiana, i centri sociali dai quali provengono “compagni“ come Bozambo, che ha combattuto ed è morto per Putin. E c’è l’insaccato misto dei soliti quattro professori, i Né Né alla Orsini e quelli che “mettete dei fiori nei vostri cannoni… e arrendetevi”. È un deliro, è vero, ma è anche un laboratorio che specula sui buoni sentimenti, sul pacifismo assoluto in piena guerra, l’utopia infantile dove si moltiplicano i dubbi e ci si smarrisce a discutere. Le elezioni politiche si avvicinano e Putin rimescola la politica italiana.

Caro Merlo, che succede se l’Ucraina si arrende?
Giovanni Bertini
Non si arrenderà. Scrive l’Economist in copertina:“l’Ucraina deve vincere”.

 

Carissimo Merlo, nel giorno della fine dello stato d’emergenza, dell’allentamento delle restrizioni, dei bilanci post-pandemia e del pesce d’aprile, si scopre che meno di 1/3 degli italiani pratica sport e che siamo fra i paesi più sedentari d’Europa. Non sarà anche questo il motivo dei tanti morti per Covid? E quella longevità italica sbandierata con orgoglio, non sarà stata un cavallo di Troia per patologie come il diabete di tipo 2, l’ipertensione, il sovrappeso e l’obesità, dovute a stili di vita sbagliati e alla mancanza di attività fisica?
Attilia Giuliani
Carlo Emilio Gadda, costretto dal mal di stomaco, compose la seguente parodia manzoniana: “Addio monti di spaghetti sorgenti dall’acque salsose della pommarola che giungeva quasi ‘ncoppa e con cui m’imbrolodolavo (nei momenti d’oblio) il bavero della giacca e la mia poco rivoluzionaria cravatta! Addio care memorie di spigole, di vongole, di spiedini di majale, di panforte, e di altri vermiciattoli mangiati nelle più nefande e saporose bettole della suburra, facendo finta di discutere lettere e politicaglia tanto per salvare un po’ le apparenze, ma in realtà con l’occhio al piatto che arriva, fumante, trionfante, eccitante, concupiscente e iridescente di smeraldino prezzemolo. Addio!”.