Bozambo, nipotino delle Br. Caro Pd, non dovevi fidarti
di Francesco Merlo , di Francesco MerloCaro Merlo, la biografia di Edy Ongaro, nome di battaglia Bozambo, antimperialista, antiamericano, comunista, morto combattendo per Putin in Donbass, quanto somiglia alle biografie dei “combattenti” del terrorismo rosso?È un altro nipotino di Renato Curcio?
Prof Maria Cimini — Teramo
La grande pietà che fanno è la stessa. Bozambo, che combatteva in Donbass da sette anni, suscita rabbia e pena come tutti “i sensibili alla foglie” — è il nome della casa editrice di Renato Curcio — che non ce la fanno a stare al mondo ma, invece di impazzire e farsi male da soli come accadeva una volta, si dedicano a togliere di mezzo gli altri dal mondo. Credo che lei abbia visto giusto, cara prof Cimini, Bozambo è l’erede legittimo di quel vasto mondo, una maledizione italiana, che va dalle prime Brigate rosse sino a Nadia Desdemona Lioce che nel 2022 uccise il professor Marco Biagi. Certo, rispetto a Bozambo, quelli org…
Caro Merlo, la biografia di Edy Ongaro, nome di battaglia Bozambo, antimperialista, antiamericano, comunista, morto combattendo per Putin in Donbass, quanto somiglia alle biografie dei “combattenti” del terrorismo rosso?È un altro nipotino di Renato Curcio?
Prof Maria Cimini — Teramo
La grande pietà che fanno è la stessa. Bozambo, che combatteva in Donbass da sette anni, suscita rabbia e pena come tutti “i sensibili alla foglie” — è il nome della casa editrice di Renato Curcio — che non ce la fanno a stare al mondo ma, invece di impazzire e farsi male da soli come accadeva una volta, si dedicano a togliere di mezzo gli altri dal mondo. Credo che lei abbia visto giusto, cara prof Cimini, Bozambo è l’erede legittimo di quel vasto mondo, una maledizione italiana, che va dalle prime Brigate rosse sino a Nadia Desdemona Lioce che nel 2022 uccise il professor Marco Biagi. Certo, rispetto a Bozambo, quelli organizzavano la propria pazzia personale dentro una follia collettiva più chiara. La giovinezza di Bozambo, che è morto a 46 anni, non si infiammò nelle appassionate discussioni degli anni sessanta, tra lotte studentesche, cortei operai, università e fabbriche occupate. Nella sua formazione ci sono le curve degli stadi, la violenza nei bar e i centri sociali: più che a Che Guevara, Bozambo somigliava al disadattato del film Taxi driver. Ma, alla fine, anche lui ha scambiato la fatica di vivere con il capitalismo e con l’imperialismo, la propria disperazione con la lotta di classe. E il suo abbaglio è persino più sconcertante. È infatti andato in guerra antifascista per Putin, il dittatore dello Stato che più somiglia al fascismo, ma con il quale condivideva il nemico da abbattere: l’Occidente. Io credo che solo in Italia, che spaccia ancora e sempre indignazione politica, questi giovani disperati che magari altrove sarebbero stati barboni, siano diventati ieri i terroristi e oggi i miliziani che se la prendono con l’Occidente per non prendersela con se stessi.
Caro Merlo, dei talk show, in particolare sull’Ucraina, si è detto di tutto, prevalentemente in adversum. Ma per rendere più tollerabile il genere perché non si prova, quando lo iato tra parole e fatti si fa troppo grande, ad avanzare qualche correzione? Martedì, Fulvio Grimaldi, frequente ospite di Giovanni Floris su La7, dopo aver stabilito, dall’alto dei suoi 87 anni fisicamente ben portati, che il mestiere dei grandi inviati di guerra si è estinto con le sue ultime corrispondenze, preso da nostalgia per la gloriosa Unione Sovietica, ha affermato che un’organizzazione come la Nato non poteva impunemente, quanto costantemente, minacciare una grande nazione di 450 milioni (sic) di abitanti come la Russia. Perché nessuno dei numerosi partecipanti al talk non ha ritenuto, almeno su questo particolare, correggerlo?
Mario Stanganelli
“È peggio di un crimine, è un errore” è l’aforisma attribuito a Joseph Fouché. Ma, secondo Aldo Cazzullo, che ha sottoposto a verifica molte frasi celebri, Fouché non l’ha mai detto. Dunque, è un errore il più famoso aforisma sugli errori… Come vede, basta un talk show e il paradosso filosofico è servito.
Basta! Il Pd deve staccarsi dai 5 stelle… sono inaffidabili!
Dr Felice Ficco
I 5stelle sono la variante linguistica della parola destra, e Conte è un “ignoto a me stesso”: mai il Pd avrebbe dovuto fidarsi.