Merkel, monumento ingombrante. Lunedì Conte senza se e senza quasi
di Francesco Merlo , di Francesco MerloLieber Merlo, ma la Merkel? Dov’è? Cosa pensa della guerra? Non fa nulla? Muove i fili dietro le quinte? Possibile che una personalità che ha influenzato gli equilibri mondiali per 15 anni sia sparita e stia muta? C’è lei dietro le indecisioni della Germania? Da settimane, non trovando risposte in rete, niente, neppure qualche notiziola di cui dubitare, ossessiono mio marito. Mi ha detto di scriverle. L’ho fatto.
Rita Stella — Milano
Il destino della Merkel è di essere ingombrante come un monumento che non si sa dove mettere. Più si nasconde, più si rivela. Perciò la sua domanda è molto pertinente: quanta Merkel c’è in questa Germania di Olaf Scholz, sempre più riluttante ad aiutare l’Ucraina? Dopo essersi opposta all’embargo del gas, la Germania ha negato le armi pesanti, che sono cruciali per la difesa del Donbass. Tonia Mastrobuoni ci ha raccontato ieri che la Bild ha inv…
Lieber Merlo, ma la Merkel? Dov’è? Cosa pensa della guerra? Non fa nulla? Muove i fili dietro le quinte? Possibile che una personalità che ha influenzato gli equilibri mondiali per 15 anni sia sparita e stia muta? C’è lei dietro le indecisioni della Germania? Da settimane, non trovando risposte in rete, niente, neppure qualche notiziola di cui dubitare, ossessiono mio marito. Mi ha detto di scriverle. L’ho fatto.
Rita Stella — Milano
Il destino della Merkel è di essere ingombrante come un monumento che non si sa dove mettere. Più si nasconde, più si rivela. Perciò la sua domanda è molto pertinente: quanta Merkel c’è in questa Germania di Olaf Scholz, sempre più riluttante ad aiutare l’Ucraina? Dopo essersi opposta all’embargo del gas, la Germania ha negato le armi pesanti, che sono cruciali per la difesa del Donbass. Tonia Mastrobuoni ci ha raccontato ieri che la Bild ha inventato il neologismo “scholzen”, tentennare, e che già la Merkel era diventata un verbo, “merkeln”: non decidere. Dunque, lei chiede: dov’è la Merkel? Prima di Pasqua era in vacanza, con l’aria della pensionata, in Italia: ho visto le foto su Dagospia, che aveva anticipato la sua separazione dal marito quando sui giornali tedeschi l’argomento era tabù. Il 3 aprile, rispondendo con un nota del portavoce a Zelensky, che con rabbia l’aveva invitata “ad andare a Bucha a vedere cosa hanno compiuto 14 anni di concessioni al governo di Mosca”, la Merkel confermò di “riconoscersi nella decisione presa al vertice Nato del 2008 a Bucarest”, quando lei e Sarkozy posero il veto all’ingresso dell’Ucraina. La Merkel ha sempre avuto con Putin, “il carissimo nemico”, un rapporto speciale. E un rapporto stretto hanno avuto con lui anche i socialdemocratici, non solo Schröder, il quale, però, non è stato glorificato, non è diventato un monumento. È ovvio che la guerra di Putin illumini di nuova, sinistra luce l’era Merkel. Ed è inutile ricordare che il destino dei monumenti è di essere abbattuti.
Caro Merlo, la sua favoletta sul diminutivo in “etta” che addolcisce Pasqua in Pasquetta…, mi ha fatto capire perché, in tutta Verona, solo attorno alla mia casetta tira un’arietta “schietta come la cima d’una giovinetta”: abito a Veronetta.
Giulia Avesani — Verona
Il nome al quartiere lo diede Napoleone. Invece il suo nome, cara Giulia, lo muterei in Giulietta.
Caro Merlo, va per le spicce la signora Cosentino, che vorrebbe evirare gli stupratori. Nel Vecchio Testamento vigeva la legge del taglione: ciò che hai compiuto, verrà fatto a te. Con remissione del peccato? Non sempre. Ma non è che Gesù perdonasse a cuor leggero. Anzi a volte invitava a brandire la spada per difesa ma anche per offesa, sempre a fin di bene. E alla Carta dei Diritti dell’Uomo aderì anche lo Stato del Vaticano. In guerra si uccide, per non essere ucciso. Poi preghiamo per i morti, tutti. È ipocrisia? Uccidere il tiranno è giusto.
Piero Orrù
Bisogna sconfiggerlo. Il rischio dell’ucciderlo è che ne venga uno peggiore.
Caro Merlo, Giuseppe Conte, ospite di Lilli Gruber, non ha voluto dire chi preferisce tra Le Pen e Macron, “perché sono un leader italiano e non francese”. Ho ripensato alla quasità che lei gli attribuisce e mi è venuto da ridere.
Laura Borghi — Modena
Vedrà che il quasi leader scioglierà la riserva lunedì, schierandosi, senza se e senza quasi, con il vincitore.